ROMA - Un calvario senza fine, che non s'è accontentato di rubargli il sogno olimpico. "E' probabile debba tornare di nuovo in sala operatoria", ammette sconfortato Gianmarco Tamberi, operatosi questa estate alla caviglia sinistra e costretto a saltare le Olimpiadi di Rio de Janeiro. Il campione del mondo indoor di salto in alto, che dopo il trionfo di Portland e l'europeo ad Amsterdam ha perso i Giochi, ha svelato a Skysport24 di non aver risolto i propri problemi fisici frutto dell'infortunio patito nel luglio 2016, quando durante la tappa di Montecarlo della Diamond League aveva riportato la lesione parziale di grado subtotale del legamento deltoideo della caviglia sinistra. "Probabile torni in sala operatorio per togliere un ossicino - racconta il marchigiano, dopo essersi sottoposto a nuovi esami strumentali - è una casa abbastanza veloce. L'operazione dura 40 minuti e dopo due settimane si torna a correre: una passeggiata rispetto alla prima operazione".
Quasi inevitabile che l'operazione comprometta fortemente il suo 2017, l'obiettivo sono i mondiali di Londra: "Sto cercando di razionalizzare, prenderla con filosofia", ha aggiunto il 24enne azzurro, prendendosela anche con chi gli rimprovera di non aver lavorato al meglio nella fase fiosoterapica: "Chi lo dice fa una cosa mediocre". Il saltatore, che ha affrontato un primo periodo di preparazione in Sudafrica (a Stellebosch) a cavallo dei mesi di dicembre e gennaio, è rientrato in Italia da circa una settimana. Su richiesta di Tamberi e del padre allenatore Marco, fa sapere la Fidal, il medico federale, professor Andrea Billi, ha disposto un consulto per definire la natura dei nuovi problemi alla caviglia di stacco. Appuntamento fissato per venerdì 27 gennaio a Roma, presso l'Istituto di Medicina dello sport, alla presenza, tra gli altri, degli specialisti in chirurgia artroscopica della caviglia Francesco Allegra, Francesco Lioi, e Raul Zini, oltre che del Direttore dell'Istituto, Antonio Spataro.
Quasi inevitabile che l'operazione comprometta fortemente il suo 2017, l'obiettivo sono i mondiali di Londra: "Sto cercando di razionalizzare, prenderla con filosofia", ha aggiunto il 24enne azzurro, prendendosela anche con chi gli rimprovera di non aver lavorato al meglio nella fase fiosoterapica: "Chi lo dice fa una cosa mediocre". Il saltatore, che ha affrontato un primo periodo di preparazione in Sudafrica (a Stellebosch) a cavallo dei mesi di dicembre e gennaio, è rientrato in Italia da circa una settimana. Su richiesta di Tamberi e del padre allenatore Marco, fa sapere la Fidal, il medico federale, professor Andrea Billi, ha disposto un consulto per definire la natura dei nuovi problemi alla caviglia di stacco. Appuntamento fissato per venerdì 27 gennaio a Roma, presso l'Istituto di Medicina dello sport, alla presenza, tra gli altri, degli specialisti in chirurgia artroscopica della caviglia Francesco Allegra, Francesco Lioi, e Raul Zini, oltre che del Direttore dell'Istituto, Antonio Spataro.