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Sci, Cdm; il gigante si tinge d'azzurro: a Plan de Corones vince la Brignone, Bassino terza

Federica Brignone (afp)
La valdostana, al terzo successo in carriera, precede la francese Worley e l'altra italiana staccando il pass per i mondiali a St. Moritz
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SAN VIGILIO DI MAREBBE-PLAN DE CORONES (Bolzano) - Federica che aveva perso la via la ritrova a casa, a Plan de Corones, sulla tortuosa pista Erta al suo esordio in coppa del mondo. Un giorno da debuttanti, questo: Brignone, 26 anni, milanese della Valle d'Aosta, figlia dell'ex Valanga rosa Maria Rosa Quario, vince il gigante in modo gigante, senza mai essere salita sul podio quest'anno, anzi con la paura di non poterci salire mai più. Terzo successo in coppa per lei, che è stata anche argento nella specialità ai mondiali di Garmisch 2011, 15 mesi dopo il suo primo a Soelden un anno fa. "E invece quest'anno sono entrata in crisi perché in allenamento andavo bene, poi non riuscivo mai a dimostrarlo in gara. Rimanevo indietro, mentre le mie compagne andavano avanti. Mi hanno aiutato i familiari, mio fratello Davide soprattutto, mia mamma che si è sorbita le mie telefonate disperate, il mental coach Roberto Greco, ho quasi messo in crisi pure lui. Il fatto è che prima sciavo libera, crescendo le aspettative aumentano e la testa può andare in confusione. Oggi mi sono solo detta: respira".
 
Polmoni gonfi, per l'Italia. Fede, prima alla fine della prima run, non si fa incagliare dai pensieri né dal buio dove l'Erta spinge, e mantiene la posizione fino al traguardo, aumentando il vantaggio nell'ultima parte di gara sul lungo muro finale dove molte sbagliano o rallentano. Vince in 2'10''05, battendo di 55 centesimi la francese Tessa Worley, ex campionessa del mondo, che chiude seconda come nella prima manche. Anche la terza posizione è lo specchio del round iniziale, con la giovanissima Marta Bassino, piemontese, 20 anni, che si accomoda a 2 centesimi da Worley (in 2'10''62), per la seconda volta in carriera sul podio, bronzo come nel gigante inaugurale di Soelden. Le azzurre fanno lo sgambetto alle star: solo quarta la svizzera Lara Gut e addirittura quinta l'americana Mikaela Shiffrin, che non riesce a riparare gli errori compiuti nella prima manche chiusa in ottava posizione. Questa, signore, è casa Italia: per trovare due azzurre insieme sul podio in gigante bisogna tornare al 2007 a Lienza, quando vinse Denise Karbon e terza fu Nicole Gius. Fede, che con questo successo strappa anche il pass per i mondiali a St. Moritz tra due settimane, è uscita dal tunnel: "Vincere è bellissimo, mi serviva. Condividerlo con una compagna ancora di più. Avevo paura che anche oggi potessi bloccarmi. Non ho visto le discese delle altre, non volevo sapere niente, ma al via ho sentito che Marta era passata in testa e questo mi ha ancor più carica". Marta, con cui spesso Federica condivide la stanza durante la stagione, si libera di un peso anche lei: "Fede lo meritava. In questi mesi non è stato facile convincerla che era forte e che doveva solo sbloccarsi. Sono felice che abbia vinto, è un'atleta fortissima, alla fine come sempre è la testa che conta".   
 
Festa all'arrivo, con Alberto Tomba che premia la vincitrice e tutta la squadra del gigante per la foto di gruppo. Sofia Goggia, attesa a un altro strepitoso risultato dopo i sette podi di inizi stagione, fa invece fatica (11esima): "Era un gigante molto difficile per una Sofia Goggia: mosso, tecnico, una cosa da Bassino e anche Fede. Sono contenta per lei perché non veniva da un periodo semplice, ha sofferto e meritava questo successo". Di ritrovare la strada, a cominciare da questa azzurra casa.
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