Sci, Mondiali: Guay oro in superG. Deludono gli azzurri, Paris solo nono
dalla nostra inviata ALESSANDRA RETICO
Erik Guay (ansa)
Il canadese vince il titolo iridato davanti ai norvegesi Jansrud e al connazionale Osborne Paradis. Lontani dal podio gli italiani
2 minuti di lettura
ST. MORITZ - Il Canada accerchia la Norvegia, e tutti gli altri giù dal podio. SuperG pieno di dossi, salti, sensazioni di precipizio soprattutto per l'Italia che rimane indietro anche con gli uomini migliori: l'oro mondiale va per la seconda volta in carriera al vecchio ragazzone del Quebec Erik Guay, 35 anni, che in 1'25''38 scalza dal paradiso il norvegese Kjetil Jansrud, 31 anni, che si deve accontentare dell'argento (a +0''45), terzo col bronzo (a +0''51) l'inaspettato Manuel Osborne-Paradis da Vancouver, 33 anni proprio oggi, che partito col pettorale 26 ha retrocesso a soli 3 centesimi di ritardo il giovane vichingo Kilde alla piazza di legno e festeggiato il più bel compleanno. Peggio è andata al campione di casa, lo svizzero Beat Feuz, che finisce 12° (a +1''13) e deluso: "Sono molto dispiaciuto, ho commesso tanti errori e non so perché". E malissimo al monegasco Olivier Jenot, 29 anni, che cade spaventosamente ribaltandosi sulla schiena. Viene imbracato e portato via col collo immobilizzato.
Seconda volta di Guay, oro in discesa a Garmisch nel 2011, una coppa di superG e nemmeno due settimane fa protagonista di una spaventosa caduta nel superg di Garmisch, da cui è uscito però indenne a parte qualche livido. Uno abituato ai guai: sei le operazioni subite, l'ultima nel 2014 al ginocchio sinistro. Sulla neve fredda e il fondo mosso i canadesi trovano la loro strada, che è anche un po' italiana: la squadra è allenata dal piemontese Paolo Deflorian, 43 anni, in Canada da quattro, prima come secondo dell'attuale capo allenatori degli italiani Max Carca, ora responsabile di gigantisti e slalomisti, e in prestito alla velocità.
Il podio: Guay al centro tra Jansrud (a sinistra) e Osborne-Paradis (afp)
L'Italia degli emigrati vincente, quella qui rimane congelata: con Dominik Paris nono e Peter Fill undicesimo, mentre gli esordienti Mattia Casse ed Emanuele Buzzi molto indietro (19° e 23°). Il carabiniere della Val d'Ultimo, 27 anni, due podi in stagione in superG e a gennaio laureato per la seconda volta in discesa a Kitzbuehel sulla Streif, non è riuscito a contenere la sua enorme mole da 100 chili sui salti del tracciato disegnato dall'italiano Ghidoni, 44 porte per 38 curve. "Ho preso rischi, ci ho provato, non è andata bene. Dopo il salto non ho dato direzione, ho dovuto frenare e fare due sterzate. Peccato, alla medaglia ci ho pensato. Ma questa pista è solo la seconda volta che la faccio. Spero di ritrovare le linee giuste per la discesa di sabato".
"Non è andata come speravo, anche se a dire il vero in superG non mi sentivo competitivo" aggiunge Peter Fill, il leader della discesa in coppa del mondo. "Difficile interpretare questo tracciato, anche se credo di non aver sciato male. Per la discesa? Se sono primo forse ce l'ho qualcosa da dire". L'Italia rimane in ascolto.