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Golf, Ryder Cup; Chimenti: "Non rinuncio a questo progetto, è onesto e sano''

La Ryder Cup davanti al Colosseo (ansa)
Il presidente federale parla all'indomani della bocciatura dell'emendamento al decreto 'salva-banche' con cui il governo avrebbe dovuto garantire una fideiussione di 97 milioni come garanzia per l'organizzazione dell'evento assegnato all'Italia
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ROMA -  Il tempo. Il grande avversario del progetto Ryder Cup 2022, dopo la bocciatura dell'emendamento al decreto Salva-Banche, è adesso sintetizzabile in una data, il 28 febbraio. Meno di un mese per far sì che, racconta il presidente della Federgolf Franco Chimenti durante una conferenza stampa dai toni piuttosto accesi, "il Governo e la politica trovino il modo e gli strumenti di far passare l'emendamento". Ciò che manca al compimento del progetto è una fidejussione da 97 milioni, una cifra che, garantisce il direttore generale dell'evento, Gian Paolo Montali, "da qui al 2027 si ripagherà di 4-5 volte almeno".

"La Ryder Cup è un evento irrinunciabile per il futuro non solo del golf ma di tutto lo sport italiano" insiste Chimenti, "è irrinunciabile perché è legata a un turismo ricco e importantissimo per il nostro paese. Per questo io ritengo che non si possa rinunciare e personalmente non rinuncerò mai finché non mi diranno di no. Chiederemo sicuramente una proroga, inizialmente gli inglesi ci avevano dato come ultimatum il 13 febbraio. Poi convincerò tutti gli scettici che non è un problema avere questi soldi. Servono garanzie che possano convincere gli stranieri che noi italiani, che forse suscitiamo perplessità, invece siamo persone credibili".

Il numero uno della Fig ripete più volte che "non abbiamo bisogno di questi soldi, siamo in grado di sopperire tranquillamente. Intanto questi 97 milioni già diventano 57 perché abbiamo quasi chiuso un accordo da 41 milioni di euro con Infront e con altri lo faremo. Riguarda un tempo di 12 anni, che significa 8 milioni l'anno. Con questo accordo si scende a circa 4,5 milioni l'anno. A noi serve solo la garanzia, poi andiamo avanti per la nostra strada".

Le cifre, poi. L'advisor Kmpg ha calcolato una stima degli impatti diretti e indiretti derivanti dall'organizzazione dell'evento in 513 milioni di euro: 277,4 per impatti diretti all'incremento della domanda interna in materia di adeguamento delle infrastrutture, i consumi dei soggetti coinvolti, le spese di gestione dell'evento e delle altre manifestazioni golfistiche che si svolgeranno in Italia fino al 2027. 236 milioni gli impatti indiretti, di cui circa 126 milioni derivanti dall'incremento della domanda interna, 83 milioni dei quali derivanti dal gettito fiscale, 26 milioni di nuove entrate fiscali derivanti da trattenute sui montepremi dei tornei. E poi c'è l'indotto del turismo: il fenomeno in Italia registra una fortissima espansione e la Ryder Cup rappresenterebbe un volano per lo sviluppo del settore, che già genera circa 27 milioni di euro l'anno.

La Ryder Cup è una sorta di Olimpiade del golf, un evento a cadenza biennale che mette di fronte i 12 migliori golfisti d'Europa con i migliori 12 giocatori statunitensi. L'Italia si è aggiudicata l'evento nel 2015 battendo allo sprint Spagna, Austria e Germania. "Abbiamo già speso una decina di milioni di euro" racconta Montali, "per questo che io ritengo un progetto serio e sostenibile. Non è solo una gara, ma un progetto appunto, che abbraccia un decennio. Gli inglesi, che organizzano l'evento, vedono nell'Italia un paese che potenzialmente può diventare un polo di attrazione per la crescita del golf. Sotto la fidejussione ricadranno tutti gli eventi golfistici, un centinaio, che si svolgeranno nel nostro paese fino al 2027. E poi, basta parlare del golf come lo sport dei ricchi: parliamo invece dello sport individuale più praticato al mondo. Sono milioni i giocatori, di tutte le categorie sociali. Adesso manderemo una lettera di sollecitazione al Governo e aspettiamo a breve risposte dal ministro dello Sport Lotti, col quale siamo in costante contatto". La chiosa finale di Chimenti: "Perché proprio il golf? E perché pensare a priori che dietro un grande progetto ci siano ladri, persone disposte a rubare. Io sono una persona onesta che spesso ha avuto a che fare con la disonestà, la riconosco a naso. Non ci saranno sperperi perché qui dentro, nel nostro progetto, ci sono persone oneste. Io non rinuncio alla Ryder per beghe politiche perché noi la Ryder ce la siamo guadagnata e il paese ha bisogno di grandi eventi".
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