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Laureus Awards, premiata Bebe Vio. Bolt atleta dell'anno

Bebe Vio (ansa)
Nella Salle des Etoiles di Montecarlo l'azzurra riceve il riconoscimento da Alessandro Del Piero. Pancalli: "Orgogliosi di lei". Il giamaicano vince per la quarta volta l'oscar dello sport. Sportswoman a Simone Biles, sul palco con il mito Nadia Comaneci
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MONTECARLO - Hugh Grant conduce la serata con quello stile che, per intenderci, nel delizioso 'Quattro matrimoni e un funerale '' faceva innamorare Andie MacDowell. E' però Michael Johnson a dare l'annuncio: il premio oscar dello sport va ad Usain Bolt. Montecarlo, nella cornice della Salle des Etoiles, incorona il mito giamaicano, che per l'occasione disattende la regola del tris. Tre Olimpiadi triplicate per tre ori (uno fasullo per colpe doping non certo sue), ora passa al quattro, aspettando magari Tokyo... Il più grande sportivo del mondo è ancora una volta lui: 2009, 2010, 2013, ora 2017, è poker di affermazioni nel Laureus World Sports Awards. E non si può certo dire che mancassero avversari temibili, da Mo Farah e la sua seconda doppietta olimpica 5-10.000 a Cristiano Ronaldo, alle magie Nba di Lebron James e Stephen Curry fino ad arrivare ad Andy Murray.
 
Una parata di giganti, come Michael Phelps. Non poteva ch…
MONTECARLO - Hugh Grant conduce la serata con quello stile che, per intenderci, nel delizioso 'Quattro matrimoni e un funerale '' faceva innamorare Andie MacDowell. E' però Michael Johnson a dare l'annuncio: il premio oscar dello sport va ad Usain Bolt. Montecarlo, nella cornice della Salle des Etoiles, incorona il mito giamaicano, che per l'occasione disattende la regola del tris. Tre Olimpiadi triplicate per tre ori (uno fasullo per colpe doping non certo sue), ora passa al quattro, aspettando magari Tokyo... Il più grande sportivo del mondo è ancora una volta lui: 2009, 2010, 2013, ora 2017, è poker di affermazioni nel Laureus World Sports Awards. E non si può certo dire che mancassero avversari temibili, da Mo Farah e la sua seconda doppietta olimpica 5-10.000 a Cristiano Ronaldo, alle magie Nba di Lebron James e Stephen Curry fino ad arrivare ad Andy Murray.
 
Una parata di giganti, come Michael Phelps. Non poteva che essere lui a trionfare nel premio Comeback of the Year, visto il ritorno trionfale fatto alle Olimpiadi di Rio, fatto di vasche quasi rapite, per vincere e spazzare quelle inquietudini che si erano affacciate dopo il primo basta. Cinque medaglie d'oro, da aggiungere ad un'altra infinità per quello che è l'atleta più titolato di sempre. Lo stesso Phelps, premiato da Boris Becker, non si è sottratto in sede di commento al ricordo dei momenti difficili. ''L'emozione più bella? Il volo di ritorno quando mi sono goduto il fatto di essere tornato in quella maniera. E' come se avessi completato un cerchio. Il futuro? Non mi ci vedo come allenatore, per adesso mi piace molto stare a casa, tenere in braccio mio figlio''.
 
Tanti giganti, ma anche una reginetta in rosso. E' questo il colore scelto da Bebe Vio, avvolta in uno splendido abito di Valentino. Per lei una serata che, per soddisfazione, è probabilmente seconda solo a quelle nelle quali conquistò le medaglie paralimpiche. Una vittoria ancora più importante se relazionata a concorrenti capaci di imprese romanzesche come lo svizzero Marcel Hugh e le sue quattro partecipazioni ai giochi, oppure il sollevatore pesi Siamand Rahman e la sua incredibile capacità di alzare oltre 300 kg. Emozionatissima, Bebe Vio ha ricevuto il premio da Alessandro Del Piero: ''Dedico questo premio alla mia squadra di scherma, alla mia famiglia, all'Italia". In un video, Bebe Vio ha ricordato la sua storia, la meningite che l'ha colpita quanto aveva 11 anni, e di come attraverso lo sport sia riuscita a superare un momento difficilissimo. "Sono molto fortunata, siamo tutti fortunati, perché facciamo sport che è la cosa più bella del mondo. Io spero che questo successo renda felici anche gli italiani". Arrivano anche i complimenti del presidente del Comitato paralimpico italiano, Luca Pancalli: "Il premio conferma la forza e le grandi capacità di questa atleta. Bebe è ormai ambasciatrice nel mondo dei valori della grande famiglia paralimpica italiana. Siamo dunque orgogliosi di questo suo ennesimo traguardo. Si tratta, allo stesso tempo, di un riconoscimento alla mission del movimento paralimpico italiano e del CIP, che da sempre lavorano per il raggiungimento degli obiettivi che sono propri del movimento paralimpico internazionale. Bebe Vio, insieme ad altri atleti paralimpici, sta dando un contributo importantissimo nel cambiare la percezione che la società ha della disabilità".

Tanti premi, tanti perché. Quello di Simone Biles ad esempio, sportwoman of the year, si poteva respirare in mattinata per le vie di Montecarlo. Il piccolo prodigio statunitense che rispondeva alle domande dei gionalisti con accanto un mito assoluto cone Nadia Comaneci, non a caso chiamata a premiarla. Prodigio anche nel rispetto: "Se avessi gareggiato contro Nadia avrebbe vinto lei'', ha puntualizzato, raccogliendo la materna replica della romena. ''Meglio non averla incontrata in pedana...''.
 
Spazio anche per un padrone di casa come Nico Rosberg, che si aggiudica il Laureus World Breakthrough of the Year Award. In lista era presente anche il Leicester di Claudio Ranieri, che continua a mietere riconoscimenti inversamente proporzionali ad un rendimento in classifica che va facendosi deficitario di turno in turno. Per il team britannico lo speciale riconoscimento Laureus Spirit of Sport Award, come si conviene ad una squadra che ha vinto il titolo nonostante i bookmaker quotassero l'impresa 5000 volte le posta.
 
A livello di squadre però il Leicester stavolta è giunto dietro. Il riconoscimento è infatti andato ai Chicaco Cubs, capaci di trionfare nelle Major League di baseball dopo una attesa talmente lunga da sembrare infinita.
 
Molto significativa anche la presenza sul palco di Tegla Loroupe, per il premio Laureus Sport of Good Award for Sporting Inspiration. La biker Rachel Atherton ha vinto nella sezione Action Sportsperson, quindi per chiudere un momento di tenerezza: per la prima volta in assoluto è stato votato il Best Sporting Moment of the Year Award. Lo hanno ricevuto i piccoli del Barcellona Under 12, vista l'umanità e lo spirito consolazione dimostrato nei confronti di pari età giapponesi che piangevano dopo aver perso una partita.