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Sci, Mondiali: bronzo nel gigante per Sofia Goggia

La sciatrice azzurra finalmente sul podio a Saint Moritz dietro a Tessa Worley e Mikaela Shiffrin. Quarto posto per Federica Brignone

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ST. MORITZ -Un bronzo di liberazione, passione, allegria. Sofia Goggia è terza nel gigante mondiale di St.Moritz, stavolta non butta l'ultima occasione per andare via da un campionato in cui ha lasciato più di un rimpianto. Vince l'imbattibile francese Tessa Worley, 27 anni, padrona in questa disciplina, già campionessa a Schaladming 2013 e quest'anno tre volte prima nella specialità in coppa. Argento al fenomeno americano Mikaela Shiffrin, 21 anni, che ha rimontato dalla terza posizione della prima manche scalzando proprio Sofia.
  Che all'arrivo butta gli sci sulla neve insieme ai bastoncini, fa un inchino alla folla che la adora, molla tutto lì e va ad abbracciare l'americana. Nel parterre anche la stretta con Federica Brignone, con la quale nei giorni scorsi c'era stata qualche frizione. La milanese, 26 anni, è quarta a soli 18 centesimi dal podio, paga una prima manche "scesa che ero scarica, piena di pensieri. La seconda buona ma non è bastata. Faccio i complimenti a Sofia, se lo merita". Per l'Italia anche l'ottima gara di Manuela Molegg, la veterana della squadra, a 32 anni e al suo ultimo mondiale (il primo nel 2003 proprio St.Moritz, fu settima), che arriva sesta e al traguardo urla come una leonessa: aveva un problema addominale da qualche giorno, quasi non riusciva a respirare, invece "ho tirato fuori il mio carattere di combattente. Sono felice, anche di fare parte di una squadra così forte". La piemontese Marta Bassino, 20 anni, è undicesima.
 
Sofia, bergamasca, 24 anni, è sul podio per sé e per tutte, per l'Italia che prende la prima medaglia a questi mondiali, davanti agli occhi del presidente del Coni Giovanni Malagò e di orde di tifosi venuta a sostenerla. E' incontenibile, la sua gioia, dopo aver fallito il superG inaugurale, essere uscita nello slalom della combinata dopo essere stata al comando della discesa, aver buttato la libera per una spigolata con gli sci che si sono intraversati a 120 all'ora sull'ultimo tratto di pista, mentre comandava. Invece per lei solo un quarto posto a 7 centesimi dal podio e molte lacrime. "Non avevo aspettative, si erano esaurite nella discesa e questo mi ha aiutata. Sono contenta di questa medaglia, me la merito e me la godo a pieno. La discesa mi ha lasciato amaro in bocca ma anche consapevolezza di quello che sono, come posso sciare e cosa voglio e posso ottenere. Il superG è stato il più deludente perché non ci ho neanche provato. Sono arrivata al gigante sapendo di non averlo fatto da gennaio. Nella prima manche non pensavo di essere seconda, ho fatto un po' di errori in cima". Stavolta non si fa retrocedere dalla furia.
 
E come una furia si va a prendere quello che voleva: "Che liberazione! Stasera offro da bere a tutti. E' stata un'emozione grandissima, era la disciplina in cui credevo di meno, avevo aspettative più alte per altre gare, ma all'ultima cartuccia che ho sparato ho colpito il bersaglio, non proprio il centro ma quello da 60 punti. Con la Shriffrin ho un buon rapporto, siamo amiche per quanto possibile, condividere il podio con loro due è bello. Dedica? A me stessa, al mio staff ed a tutte le persone che mi vogliono veramente bene. Avevo quattro cartucce, prendere il bersaglio all'ultima vale sempre uno ma ha un sapore diverso".
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