ST MORITZ - L'ultima gara mondiale non ha trovato un ultimo azzurro. E' l'austriaco Marcel Hirscher a vincere l'oro nello slalom di St.Moritz, il suo secondo titolo in Svizzera dopo quello in gigante e l'argento in combinata. Il 27enne del Salisburghese, già in testa nella prima manche, in 1'34"75 chiude il secondo round distaccando per 68 centesimi il connazionale Manuel Feller, 24 anni, che si prende l'argento dopo essere stato settimo nella discesa iniziale. A 93 centesimi da Marcel, per il bronzo, il tedesco Felix Neureuther, 32 anni, anche lui protagonista di una rimonta dalla decima piazza al primo round. Il grande sconfitto è Henrik Kristoffersen, 22 anni, il folletto norvegese che quest'anno in coppa aveva dominato la specialità tra i pali stretti con cinque successi e invece non è riuscito a recuperare il ritardo già accumulato nella prima manche (6°) e chiude quarto (a +1''04 da Hirscher) e furioso.
La nona medaglia mondiale, la settima individuale di Marcel, porta l'Austria a scavalcare nel medagliere finale la Svizzera con nove medaglie complessive con 3 ori, 4 argenti, 2 bronzi, lasciando ai padroni di casa il ruolo di seconda in classifica con 7 medaglie (3 ori, 3 argenti, 2 bronzi). L'Italia fanalino di coda nel ranking delle medaglie, 11esima a pari merito con la Germania che si inserisce nella lista col bronzo di Neurether e gli azzurri con l'unico bronzo conquistato in gigante dalla 24enne Sofia Goggia.
Anche lo slalom sul quale in altre edizioni l'Italia aveva riposto le ultime speranze, fallisce: il migliore degli azzurri è il trentino Stefano Gross, 30 anni, nono (in 1'36''15) dopo essere risalito di cinque posizioni nella seconda manche. Dice: "Non c'è da trovar scuse gli altri sono stati più bravi. Serve la voglia di osare di più, perché è la cattiveria che fa la differenza. Dovremmo imparare dagli altri che negli appuntamenti importanti non falliscono e che hanno una tenuta dal punto di vista mentale".
Manfred Moelgg, 34 anni, quest'anno vincitore a Zagabria, è 14° (1:36.30),: "Mi dispiace, ho fatto errori sia nella prima che nella seconda, il feeling non c'è stato, non è andata come in altri mondiali, non sono riuscito a dimostrare la forma né a sciare come dovevo. Responsabilità mia. Mia sorella Manuela è stata una dura, al contrario. Io andrò avanti eccome, sto sciando troppo bene per mollare. Punto alle Olimpiadi del prossimo anno e vediamo anche i prossimi mondiali". Giuliano Razzoli è 22° (1'37''26), Patrick Thaler è 24° (1'38''49).
Nel giorno del bilancio, le riflessioni del presidente della federazione italiana Flavio Roda: "Non si possono colpevolizzare i tecnici perché sono convinto che sicuramente hanno lavorato bene. Ma altrettanto sicuramente qualcosa è mancato se sino a dieci giorni fa in coppa del mondo risultati c'erano. Ci aspettavamo di più, almeno quattro medaglie. Invece arrivati qui non siamo più stati competitivi ed è questo che dispiace veramente. Per il futuro sicuramente una cosa da provare per gli atleti più importanti sono dei tutor, degli allenatori dedicati che li seguano sempre e costantemente. Eviterei i team privati che vanno bene solo per atleti eccezionali che non hanno bisogno di confronto con gli altri. Ma ho comunque fiducia: le ragazze vanno bene. Sono bravissime in più discipline e sono anche giovani. I discesisti non possiamo dire che hanno fallito, ma è stata fatta una scelta di pettorali sbagliati".
La nona medaglia mondiale, la settima individuale di Marcel, porta l'Austria a scavalcare nel medagliere finale la Svizzera con nove medaglie complessive con 3 ori, 4 argenti, 2 bronzi, lasciando ai padroni di casa il ruolo di seconda in classifica con 7 medaglie (3 ori, 3 argenti, 2 bronzi). L'Italia fanalino di coda nel ranking delle medaglie, 11esima a pari merito con la Germania che si inserisce nella lista col bronzo di Neurether e gli azzurri con l'unico bronzo conquistato in gigante dalla 24enne Sofia Goggia.
Anche lo slalom sul quale in altre edizioni l'Italia aveva riposto le ultime speranze, fallisce: il migliore degli azzurri è il trentino Stefano Gross, 30 anni, nono (in 1'36''15) dopo essere risalito di cinque posizioni nella seconda manche. Dice: "Non c'è da trovar scuse gli altri sono stati più bravi. Serve la voglia di osare di più, perché è la cattiveria che fa la differenza. Dovremmo imparare dagli altri che negli appuntamenti importanti non falliscono e che hanno una tenuta dal punto di vista mentale".
Manfred Moelgg, 34 anni, quest'anno vincitore a Zagabria, è 14° (1:36.30),: "Mi dispiace, ho fatto errori sia nella prima che nella seconda, il feeling non c'è stato, non è andata come in altri mondiali, non sono riuscito a dimostrare la forma né a sciare come dovevo. Responsabilità mia. Mia sorella Manuela è stata una dura, al contrario. Io andrò avanti eccome, sto sciando troppo bene per mollare. Punto alle Olimpiadi del prossimo anno e vediamo anche i prossimi mondiali". Giuliano Razzoli è 22° (1'37''26), Patrick Thaler è 24° (1'38''49).
Nel giorno del bilancio, le riflessioni del presidente della federazione italiana Flavio Roda: "Non si possono colpevolizzare i tecnici perché sono convinto che sicuramente hanno lavorato bene. Ma altrettanto sicuramente qualcosa è mancato se sino a dieci giorni fa in coppa del mondo risultati c'erano. Ci aspettavamo di più, almeno quattro medaglie. Invece arrivati qui non siamo più stati competitivi ed è questo che dispiace veramente. Per il futuro sicuramente una cosa da provare per gli atleti più importanti sono dei tutor, degli allenatori dedicati che li seguano sempre e costantemente. Eviterei i team privati che vanno bene solo per atleti eccezionali che non hanno bisogno di confronto con gli altri. Ma ho comunque fiducia: le ragazze vanno bene. Sono bravissime in più discipline e sono anche giovani. I discesisti non possiamo dire che hanno fallito, ma è stata fatta una scelta di pettorali sbagliati".