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Atletica, Europei indoor; c'è anche l'Italia: Donato argento nel triplo

Fabrizio Donato con gli altri protagonisti del triplo (reuters)
Il capitano azzurro, classe 1976, ottiene la misura di 17,13, viene preceduto solo dal portoghese Evora
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BELGRADO - L'Italia dell'atletica si aggrappa a un quarantenne. Il capitano azzurro Fabrizio Donato conquista la medaglia d'argento nel salto triplo ai Campionati Europei indoor di Belgrado, con la misura di 17,13. L'oro va al portoghese Nelson Evora (17,20), il bronzo al tedesco Max Hess (17,12). Donato, classe 1976, nativo di Latina (ma residente a Roma) e tesserato per le Fiamme Gialle, ottiene la 92esima medaglia italiana nella storia della manifestazione, la prima nell'edizione di quest'anno.

"Questa medaglia più che insapettata è stata sofferta - ha commentato soddisfatto Donato - Come al solito si è messo in mezzo qualche doloretto che ha complicato le cose ed oggi in finale è arrivato un risentimento al bicipite femorale destro. Ho saltato al 70%-80% delle mie possibilità. Per fortuna in finale è bastato un salto con una misura che dentro di me sentivo di valere in questo momento. Le cose semplici non mi sono mai piaciute perchè le più belle sono quelle difficili". Prima medaglia della sua nuova vita da atleta-allenatore di Andrew Howe: "Questa cosa mi fa sorridere, mi emoziona e mi diverte. Ci ho pensato tanto prima di intraprendere questo percorso con Andrew. Non sapevo se sarebbe stata la cosa giusta, ma sono riuscito a dimostrare soprattutto a me stesso che si può fare. Basta volerlo e non smettere di crederci. E poi con un compagno di allenamento come Andrew è tutto più semplice. Questa medaglia al 50% è anche per lui perchè mi sopporta tutti i giorni e per me è una spinta eccezionale. Accanto a me ho poche persone, ma speciali - conclude Donato - Questo argento non posso non dedicarlo a mia moglie Patrizia e alle mie figlie Greta e Viola.  Questa estate niente mare perchè si torna a Londra, dove nel 2012 ho vinto il bronzo olimpico. Ai Mondiali speriamo di essere in due...".

Quarto posto per la staffetta 4x400 femminile composta dalla matricola Lucia Pasquale, Maria Enrica Spacca, Maria Benedicta Chigbolu e Ayomide Folorunso. Le azzurre portano il testimone al traguardo in 3:32.87 a 77 centesimi dal bronzo dell'Ucraina (3:32.10); vittoria alla Polonia (3:29.94) sulla Gran Bretagna (3:31.05). L'Italia conclude la sua trasferta in Serbia con altri quattro atleti finalisti nella day 3 della manifestazione: sesti Silvano Chesani (2,27 nell'alto) e Marouan Razine (8:04.19 nei 3000m), settimi Giulia Viola (8:56.19 PB nei 3000m) e Yeman Crippa (8:05.63 nei 3000m). In cima al medagliere c'è la Polonia con 12 metalli (7 ori, 1 argento e 4 bronzi) davanti ai 10 della Gran Bretagna (5/4/1) e i 9 della Germania (2/2/5). Italia diciottesima con l'argento di Donato, un piazzamento che migliora a livello di placing table (in testa sempre la Polonia con 103 punti su Gran Bretagna 103 e Germania 100) dove la squadra azzurra si piazza decima con 25 punti e 8 atleti tra i primi otto del Vecchio Continente. Un bottino che in termini di medaglie ricalca quello di Madrid 2005 (1 argento), mentre come punti non è andata meglio in 9 edizioni su 34 della storia della rassegna.

Da segnalare anche il fenomeno Ivana Spanovic. Non ha tradito davanti al suo pubblico, esploso ad ogni suo salto. La Spanovic, 26 anni, non si è limitata a vincere ma ha voluto strafare: con uno stratosferico 7,24 è atterrata al terzo posto delle liste all-time europee e mondiali indoor, a soli tredici centimetri dal record europeo (e mondiale) della tedesca Heike Drechsler datato 1988. La Kombank Arena è impazzita anche per gli altri suoi due salti sopra il precedente PB (7,07), un 7,16 al secondo turno e un 7,17 al quarto. Ha bissato così il titolo all'aperto di Amsterdam e si è confermata campionessa europea indoor. L'altro eroe del giorno è il francese Kevin Mayer: nell'eptathlon si è concesso il lusso di battere il record europeo che apparteneva al ceco Roman Sebrle (6438) dal 2004. Ha issato il nuovo primato a 6479 punti e si è arrampicato fino al secondo posto delle liste mondiali all-time, dietro soltanto a Superman Ashton Eaton. Il 25enne vicecampione olimpico del decathlon di Rio 2016 è stato il più costante sull'arco delle due giornate, con la perla del primo posto nell'asta (5,40). La giornata finale ha assegnato anche la corona di regina dello sprint europeo: la più veloce è la britannica Asha Philip (7.06) che ha bruciato l'ucraina Olesya Povh (7.10) e la polacca Ewa Swoboda (7.10).

Doppietta d'oro per la britannica Laura Muir: dopo il trionfo nei 1500 di ieri (con il dribbling alla giudice che non voleva farle correre il giro d'onore, già virale sui social) la mezzofondista si è confermata imprendibile anche sui 3000 (8:35.67, record dei campionati), mentre nella prova al maschile lo spagnolo Adel Mechaal l'ha spuntata sul norvegese Henrik Ingebrigtsen soltanto in volata. Più agevole il compito di Adam Kszczot, leone degli 800 indoor, al terzo successo (1:48.87) dopo Parigi 2011 e Göteborg 2013. Il campione europeo all'aperto è il primo di sempre a riuscirci sulla distanza. Al fotofinish si è risolto il duello degli 800 femminili: record nazionale svizzero per Selina Buchel, busto più avanti sul traguardo e vittoria di un centesimo (2:00.38) sulla britannica Shelayna Oskan-Clarke. Dalle pedane, oltre alla zampata del portoghese Nelson Evora (17,20) nel triplo dell'argento di Fabrizio Donato, da segnalare anche il primo titolo del polacco Sylwester Bednarek che ha rispettato i gradi del favorito (era il leader stagionale con 2,33) e per la prima volta dopo otto edizioni ha sfilato l'oro a Russia e Svezia con un salto a 2,32. Chiusura con le staffette 4x400, monocolore Polonia: uomini primi (3.06:99) su Belgio e Repubblica Ceca, donne al titolo (3:29.94) su Gran Bretagna e Ucraina.
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