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Boxe, Fury, Wilder o la rivincita con Klitschko: tutti in fila per Joshua

Joshua raggiunge Klitschko con un destro (afp)
Tutti vogliono sfidare il nuovo re della boxe mondiale. La prelazione, da contratto, però ce l'ha proprio l'ucraino sconfitto nella notte di Wembley: il primo bivio verso il futuro di AJ spetta alla sua decisione
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ROMA - Anthony Joshua si è preso il mondo, ed ora il mondo se lo litiga. La vittoria su un mito come Wladimir Klitschko nel miglior match a livello di pesi massimi visto negli ultimi venti anni, per AJ è stato più di una consacrazione. L'essere riemerso dall'inferno dove lo aveva spedito nel sesto round l'ucraino, ha infatti aggiunto un ulteriore gradino alla popolarità, già enorme, del britannico. E visto che la boxe è bellezza, pathos, coraggio, storia, dramma, ma anche tanti bei quattrini, ora è il momento di passare alla cassa. Parlando di Joshua, cosa che non accadeva da un po' di tempo, ci si riferisce al campione del mondo dei pesi massimi, senza soffermarsi minimamente sulla sigla di appartenenza. Di Ibf, Wbc, Wba, Wbo o qualche altra diavoleria dannosissima per la boxe non sembra fregare niente a nessuno: il campione è lui, punto, finalmente. Ora si attende la prossima mossa della Matchroom di Eddie Hearn, organizzazione britannica numero uno in Europa che non vede l'ora di allargare l'orizzonte. Match contro Klitschko compreso, la carriera di Joshua del resto è stata dipinta in maniera perfetta. Poi è chiaro che lui, vincendo diciannove volte per ko su altrettanti incontri, si è preoccupato di metterci del suo.

Parecchi i pretendenti, ma c'è un diritto di prelazione. Nel contratto con Klitschko c'era infatti la clausola, da esercitare da parte dello sconfitto, per un nuovo incontro: "Io credo vorrà una rivincita, perché un pugile è l'unico a sapere quando smettere -ha dichiarato Joshua-. Ma penso anche che il suo entourage, la sua prossima moglie e suo fratello potrebbero consigliarlo diversamente. Ho il massimo rispetto per lui dentro e fuori dal ring. Non mi dispiacerebbe combattere nuovamente se vuole una rivincita, ma se non se la sentirà di combattere di nuovo nessun problema".

Così, a pura sensazione, ed in attesa di essere smentiti, una rivincita non ci sarà. Klitschko, pur perdendo, nella notte di Wembley ha dato una immagine talmente elevata di sè che, considerati anche i 41 anni, rischierebbe di 'sporcarla' se nel replay non si rivelasse all'altezza. Quindi ci sono da considerare altre soluzioni. Una potrebbe essere quella di riunificare le sigle più prestigiose. Il mercato americano, con il colosso  Showtime che ha i diritti per i prossimi match di AJ, sarebbe interessatissimo ad un match contro Deontay Wilder, il colosso nero detentore della corona Wbc. Un imbattuto di cui non si conoscono i limiti, che tecnicamente non vale il britannico ma che comunque nel pugno ha la dinamite. Wilder sabato sera era a Wembley, e sia pure con pacatezza e senza pagliacciate, ha lanciato il guanto di sfida. Due le soluzioni: altra folla oceanica a Wembley, oppure Las Vegas o New York, magari in arene di dimensioni minori (MGM Grand o Madison Squadre Garden), ma con un giro di soldi alimentato in maniera illiminata dagli acquisti in pay per view, per capirci quelli che hanno permessio di sistemare i Maywheater, al netto di follie, per una trentina di generazioni.

Il match con Wilder prima o poi si farà, più facile il poi per far salire le aspettative. Prima AJ potrebbe affrontare un match di livello, ma con una percentuale di rischio inferiore. Il neozelandese Joseph Parler ha vinto il titolo Wbo, viene dal rugby e sul quadrato i ko a suo favore si precano. Ma è totalmente o quasi sconosciuto al grande pubblico, il match vivrebbe solo sull'appeal del britannico e per fare i grandissimi affari bisogna essere in due. Stesso discorso per il cubano Ortiz, dal pugno devastante ma di tecnica e velocità ampiamente inferiore al campione. 

Resta la possibilità che riempirebbe due Wembley: Tyson Fury. il gitano di origine irlandese, che ha il quartier generale a Manchester, vive di rendita del successo che pose fine al decennale regno di Klitschko. Poi però è stato il peggiore amministratore possibile di se stesso, tra dichiarazioni folli di ogni tipo (alcune maschiliste, altri antisemite, altre senza senso contro tutto il mondo del pugilato), un peso aumentato a dismisura (si parla di oltre 150 kg) e l'assunzione di cocaina. A parte questo, che non è poco, un incontro del genere avrebbe un richiamo enorme, Gi inglesi amano questo tipo di dualismi, e c'è da giurare che un derby di questo tipo, viste anche le personalità totalmente differenti, sarebbe un affare planetario. Queste le possibilità, anche se c'è chi parla perfino di un match in Cina o in lidi in grado di gonfiare il conto il banca fino a farlo scoppiare. Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: è il mondo di Joshua.
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