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Coni, Malagò rieletto presidente: ''Non rinuncerò mai al sogno olimpico''

Giovanni Malagò (lapresse)
Ha ottenuto 67 voti sui 75 aventi diritto, è il secondo mandato. I due vice saranno Franco Chimenti, vicario, e a sorpresa Alessandra Sensini
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ROMA - Giovanni Malagò è stato rieletto presidente del Coni, il comitato olimpico italiano, per il quadriennio 2017-2020. Per lui è il secondo mandato. Malagò ha ottenuto 67 voti sui 75 aventi diritto. Due schede sono andate al suo rivale, Sergio Grifoni, che ha attaccato i Cinque Stelle; cinque le schede bianche, una nulla. La rielezione di Malagò è stata accolta da un lungo applauso. "Grazie a tutti, lavoriamo per stare insieme. Sono molto orgoglioso di voi", ha detto il presidente, soddisfatto e commosso. Fra le priorità adesso è evitare i conflitti di interesse, riformare gli statuti delle Federazioni, tenere vivo se possibile il sogno olimpico, "un presidente non ci rinuncia" (ma se il Cio, come è possibile, assegna i Giochi 2024 a Parigi e quelli 2028 a Los Angeles, o viceversa, addio alle ambizioni di Milano, anzi della Lombardia, che non ha impianti sportivi all'altezza...). I due vicepresid…
ROMA - Giovanni Malagò è stato rieletto presidente del Coni, il comitato olimpico italiano, per il quadriennio 2017-2020. Per lui è il secondo mandato. Malagò ha ottenuto 67 voti sui 75 aventi diritto. Due schede sono andate al suo rivale, Sergio Grifoni, che ha attaccato i Cinque Stelle; cinque le schede bianche, una nulla. La rielezione di Malagò è stata accolta da un lungo applauso. "Grazie a tutti, lavoriamo per stare insieme. Sono molto orgoglioso di voi", ha detto il presidente, soddisfatto e commosso. Fra le priorità adesso è evitare i conflitti di interesse, riformare gli statuti delle Federazioni, tenere vivo se possibile il sogno olimpico, "un presidente non ci rinuncia" (ma se il Cio, come è possibile, assegna i Giochi 2024 a Parigi e quelli 2028 a Los Angeles, o viceversa, addio alle ambizioni di Milano, anzi della Lombardia, che non ha impianti sportivi all'altezza...). I due vicepresidenti saranno Franco Chimenti, vicario, e a sorpresa Alessandra Sensini, la seconda donna (la prima fu la Bianchedi con Petrucci). "E' un momento molto bello. Ho fatto per 30 anni l'atleta, quattro anni fa ho smesso l'attività e sono stata subito catapultata nel mondo del lavoro riuscendo a rimanere in ambito sportivo con ruoli anche importanti". Lo dice l'olimpionica della vela Alessandra Sensini. "Sono stati anni duri e questi per me lo saranno ancora di più - aggiunge - per me è una grande soddisfazione avere la fiducia di Malagò, una persona che stimo moltissimo, ne sono orgogliosa". Confermato segretario generale Roberto Fabbricini: ma nella primavera 2018 diventerà presidente di Coni Servizi e il suo posto sarà preso da Carlo Mornati. Fra quattro anni alla presidenza Coni si potrebbero candidare Luca Pancalli e Angelo Binaghi, in grande ascesa: sempre che Malagò abbia voglia di mollare (intanto diventerà membro Cio)...

Il Consiglio nazionale elettivo del Coni ha eletto anche i membri della nuova Giunta. Fra i presidenti entrano nel neo governo dello sport Franco Chimenti (Golf, 54 voti), Angelo Binaghi (Tennis, 45), Sabatino Aracu (Hockey e Pattinaggio, 34) e Alfio Giomi (Atletica, 30). Fra i dirigenti sono stati eletti Carlo Magri, ex numero 1 del volley, e Francesco Ricci Bitti. Fra i presidenti esclusi spicca il nome di Renato Di Rocco (Ciclismo), mentre Roda ha vinto il ballottaggio contro Luciano Rossi. Fra i dirigenti è rimasto fuori Fabio Pigozzi, rettore dell'Università dello sport, respinto dal fuoco di sbarramento di Malagò. Ma Pigozzi ha egualmente preso 25 voti ed è andato vicino alla elezione. In Giunta anche Cammarelle, la Sensini, D'Antoni, la Turisini, Gallo, Talento e i tre membri Cio (Carraro, Pescante e Ferriani). Frecciata di Malagò alla Raggi, lo stop a Roma 2024 brucia e brucerà sempre. Inoltre il 12 giugno il Presidente Mattarella sarà al Coni, un importante riconoscimento per il mondo dello sport.

TAVECCHIO - "Felice per l'esito del voto al presidente Malagò al quale auguro altri quattro anni di lavoro con lo stesso entusiasmo e la stessa determinazione di quelli appena conclusi: lo sport è una risorsa strategica per il Paese". Così il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, si è congratulato per la conferma del numero uno del Coni. Cosimo Sibilia ha fatto fare la pace a Tavecchio e Petrucci che avevano litigato per i fondi: da due ex democristiani si sono abbracciati. "Mi ha chiesto scusa" ha detto scherzando Petrucci e Tavecchio ha risposto: "Io? Ma quando mai?". Torna il sereno finalmente anche se il calcio, dopo 57 anni, è fuori dal governo dello sport. E non c'è nemmeno il basket, a dire la verità. Hanno votato anche Obrist (tiro a segno) e Sticchi Damiani (Aci), mentre non si è visto Leoni (Areo Club): non dovrebbero comunque esserci ricorsi. Si riparte da qui. Ci sarà molto da lavorare in questi anni. Ci vorrà coraggio.