Hayden, i genitori acconsentono ad espianto organi. La sorella: "Ho perso il mio migliore amico"
La famiglia del pilota, rispettando la volontà dello stesso, ha autorizzato l'espianto degli organi per la donazione. Una volta restituita la salma ripartiranno per gli Stati Uniti. Nel frattempo proseguono le indagini sull'incidente: i periti stanno cercando di ricostruire la velocità a cui andava l'auto dell'investitore
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CESENA - "Secondo il desiderio, già in passato espresso da Nicky, oggi si è proceduto all'espianto degli organi". Così l'avvocato Moreno Maresi, legale scelto dalla famiglia dell'ex campione del mondo MotoGP, in una conferenza stampa ha annunciato la decisione di Nicky Hayden di donare i suoi organi. "La famiglia ci teneva a ringraziare la stampa per l'affetto e la vicinanza in questa vicenda - ha ribadito l'avvocato Maresi -. Il secondo ringraziamento va a tutto il personale sanitario e paramedico che si è subito attivato dopo l'incidente, il terzo è per gli sportivi e i tantissimi tifosi che non hanno fatto mancare la loro vicinanza - aggiunge -. Per espresso desiderio della famiglia non ci sarà camera ardente, questo per velocizzare tutti gli adempimenti di natura amministrativa e burocratica con l'ambasciata americana e consentire il rimpatrio di Nicky dove l'altra parte della famiglia sta attendendo il suo arrivo" dice Moreno Maresi. "Non parlerò delle indagini in corso per il rispetto del lavoro degli inquirenti, ma voglio ringraziarli per la loro tempestività".
Una volta restituita la salma la famiglia di Hayden ripartirà per gli Stati Uniti, nel frattempo prosegue l'indagine sull'incidente costato la vita al pilota: la procura ha infatti conferito l'incarico ai consulenti che dovranno fare una perizia.
Addio Hayden: sui social l'ultimo saluto al pilota di Superbike
Il campione statunitense non ce l'ha fatta, è deceduto all'ospedale di Cesena dopo esser rimasto coinvolto in un incidente mentre si allenava in bicicletta sulle strade di Misano. Sui social forte il cordoglio di amici, colleghi e fan
IL SALUTO DEI FRATELLI - Parole di profondacommozione da parte dei fratelli del pilota. "Oggi non solo ho perso il mio fratello maggiore, ho perso il mio migliore amico. Risposa in pace Tricky, finché non ci incontriamo ancora", il tweet della sorella Kathleen, che accompagna il messaggio ad una foto insieme a Nicky. Roger invece ha dedicato a 'Kentucky Kid' un lungo post sul suo profilo Instagram. "Non pensavo che la nostra storia finisse così. Sei stato campione del mondo per un motivo. Non ho mai incontrato qualcuno con il desiderio di correre in moto come te. Non dimenticherò mai il lunedì mattina dopo la tua vittoria nel Mondiale - ha aggiunto - mi svegliasti per andare a correre. E' questo che ti differenziava da tutti gli altri e che ha fatto di te una leggenda". Ieri sera, in una nota diffusa dal Red Bull Honda Superbike Team, l'altro fratello, Tommy Hayden, aveva ringraziato a nome della famiglia i medici e gli infermieri dell'ospedale di Cesena e i tanti messaggi di supporto, aggiungendo: "Anche se questo è ovviamente un momento triste, vorremmo ricordare a tutti il Nicky più felice, quello in sella a una moto. Sognava sin da bambino di essere un pilota professionista e non solo ci è riuscito, ha anche raggiunto l'apice del suo sport preferito diventando campione del mondo. Siamo tutti orgogliosi di questo".
Today I not only lost my big brother, but I lost a best friend ?? Ride in peace Tricky, until we meet again ?? pic.twitter.com/KPB0faUoCZ
Un post condiviso da Twitter: @RogerHayden95 (@rogerhayden95) in data:
LE INDAGINI - Il pilota statunitense è morto ieri pomeriggio all'ospedale Bufalini di Cesena, dopo cinque giorni di agonia in cui non ha mai ripreso conoscenza. Hayden era stato investito da un'auto mercoledì scorso nei pressi di Misano Adriatico mentre si allenava sulla sua bicicletta. L'automobilista alla guida, un 29enne di Morciano (Rimini), è ora indagato per omicidio stradale. La magistratura sta esaminando un video girato dalla videocamera di sorveglianza di un'azienda vicina al luogo del sinistro dal quale risulterebbe evidente che il centauro morto non avrebbe rispettato lo stop all'incrocio. I periti stanno però cercando di ricostruire anche la velocità a cui andava l'auto dell'investitore per stabilire le responsabilità dell'incidente.