LONDRA - Il Mondiale di Londra lo aveva messo in agenda già la scorsa estate quando, per colpo di un infortunio, aveva dovuto dare forfait alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Gian Marco Tamberi, campione del mondo indor e d'Europa del salto in alto e grande speranza italiana, è pronto a prendersi il riscatto contro il fato. "Non sono venuto qui per fare presenza, io voglio una medaglia - assicura Gimbo -. Sarà durissima, sarà un'impresa, ma quello che mi portato fin qui è l'idea di salire sul podio. Ci ho creduto sempre, anche quando ero lontanissimo dal tornare in pedana, mi sono forzato a rimanere a dieta quando ancora avevo le stampelle. E ora non sto nella pelle".
L'ATTESA E' FINITA - Venerdì alle ore 12.15 in Italia, toccherà a lui andare in pedana: primo impegno la qualificazione, con la misura di ammissione diretta alla finale fissata a quota 2,31 (tre centimetri più su del suo miglior salto dell'anno). "Il 16 luglio, il giorno successivo all'infortunio, ho capito che il mio sogno olimpico si era infranto. Da lì ho ricominciato da capo, da zero, con in testa il Mondiale di Londra, ed è stato un percorso durissimo, pieno di alti e bassi. Mi sono aggrappato ai miei sogni - racconta Tamberi - anche se in molti momenti, lo ammetto, è stata durissima non arrendersi. La finale è una vera e propria ossessione, che si è allargata nelle ultime settimane fino ad avvolgere ogni istante delle mie giornate".
PIOGGIA AMICA - Per puntare a una medaglia, secondo Tamberi, "serve 2,33, una misura che so di valere. Ma farla in finale è diverso, più difficile. Barshim è il favorito. Poi Bondarenko e Mateusz Przybylko, anche se bisognerà vedere come reagirà alla pressione di un grande evento e di un grande stadio". Il meteo promette pioggia: "Mio padre dice che mi favorirà, io visti i precedenti non sono tanto d'accordo! È vero che ora devo controllare la velocità della rincorsa, quindi potrei avere meno problemi con la pedana bagnata. In passato incanalavo tutta la mia foga agonistica nella velocità della rincorsa, ora devo gestirla, controllarla. In fondo a Colonia ho saltato 2,28 dopo un violento acquazzone, ma non dimentichiamo che anche Barshim ha fatto 2,30 con la pioggia". Gimbo rifiuta infine il paragone con Gregorio Paltrinieri, nuova stella del nuoto azzurro: "È il Bolt del nuoto - si sbilancia Tamberi -, ha fatto cose enormi. Paragonarmi a lui non ha senso. Per me è un grande amico, una persona eccezionale e un esempio".
L'ATTESA E' FINITA - Venerdì alle ore 12.15 in Italia, toccherà a lui andare in pedana: primo impegno la qualificazione, con la misura di ammissione diretta alla finale fissata a quota 2,31 (tre centimetri più su del suo miglior salto dell'anno). "Il 16 luglio, il giorno successivo all'infortunio, ho capito che il mio sogno olimpico si era infranto. Da lì ho ricominciato da capo, da zero, con in testa il Mondiale di Londra, ed è stato un percorso durissimo, pieno di alti e bassi. Mi sono aggrappato ai miei sogni - racconta Tamberi - anche se in molti momenti, lo ammetto, è stata durissima non arrendersi. La finale è una vera e propria ossessione, che si è allargata nelle ultime settimane fino ad avvolgere ogni istante delle mie giornate".
PIOGGIA AMICA - Per puntare a una medaglia, secondo Tamberi, "serve 2,33, una misura che so di valere. Ma farla in finale è diverso, più difficile. Barshim è il favorito. Poi Bondarenko e Mateusz Przybylko, anche se bisognerà vedere come reagirà alla pressione di un grande evento e di un grande stadio". Il meteo promette pioggia: "Mio padre dice che mi favorirà, io visti i precedenti non sono tanto d'accordo! È vero che ora devo controllare la velocità della rincorsa, quindi potrei avere meno problemi con la pedana bagnata. In passato incanalavo tutta la mia foga agonistica nella velocità della rincorsa, ora devo gestirla, controllarla. In fondo a Colonia ho saltato 2,28 dopo un violento acquazzone, ma non dimentichiamo che anche Barshim ha fatto 2,30 con la pioggia". Gimbo rifiuta infine il paragone con Gregorio Paltrinieri, nuova stella del nuoto azzurro: "È il Bolt del nuoto - si sbilancia Tamberi -, ha fatto cose enormi. Paragonarmi a lui non ha senso. Per me è un grande amico, una persona eccezionale e un esempio".