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Lotta libera, Chamizo fa il bis mondiale: Green dominato in finale

Una presa di Chamizo (reuters)
Dopo Las Vegas, l'asso azzurro si ripete a Parigi
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PARIGI - Per Frank Chamizo la parola Mondiale fa sempre rima con oro. Due anni dopo il titolo vinto a Las Vegas e con cinque kg di muscoli in più, l'asso azzurro della lotta libera non ha mancato, da favorito e numero uno del ranking mondiale, l'appuntamento con l'iride, il secondo in carriera ad appena 25 anni. Una giornata-maratona, cinque incontri, un dominio totale per l'italo-cubano, bronzo tra le lacrime a Rio nei 65 kg, passato di categoria ai 70, con profitto, eccome: oro all'Europeo di Novi Sad, oro iridato a Parigi, in una serata più di gala che di lotta libera, in un ambiente stupendo. Chamizo ha battuto in finale l'americano Green con un eloquente, nettissimo 8-0.

Un cammino perfetto, senza sbavature. Al primo turno Frank aveva superato l'uzbeko Navruzov, bronzo olimpico a Rio 2016 a pari merito con l'azzurro: risultato finale di 9-5. Agli ottavi ecco il kirghiso Elaman Dogdurbek Uulu, regolato in meno di due minuti per superiorità tecnica (12-0). Frank ha poi battuto nei quarti il kazako Tanatarov, medagliato olimpico a Londra 2012: 12-0 in meno di tre minuti e biglietto vidimato per la semifinale, dove ha rifilato un netto 6-2 anche al turco Gör.

 "Mi sta bene il bronzo", disse a Rio un anno fa, "ma io voglio sempre raggiungere il meglio ed è per questo che sto così". Stava malissimo: piangeva sul podio e malinconicamente mordicchiava la medaglia di bronzo, ripetendo goffamente il gesto dei cercatori d'oro. Deluso, allora, anche per alcuni strane decisioni arbitrali durante la semifinale contro l'azero Asgarov. Qualche tempo dopo, Chamizo si lasciò andare ad uno sfogo sul suo avversario: "Ho perso contro un bombato, so che è sotto indagine". Una storia poi finita nel nulla.

E ora corre già veloce verso Tokyo il ragazzo di Matanzas, diventato italiano per matrimonio precocissimo (poi finito) con Dalma Caneva, con una storia di povertà e di ribellione all'isola d'origine, abbandonata anche a causa di una assurda squalifica rimediata in gioventù per il mancato rispetto del peso prima di un incontro. Vita di sacrifici, a Ostia, nel centro sportivo dell'Esercito. Una vita che si svolge nel triangolo, così lo chiama lui, "dormire, mangiare, allenarsi". Una passione sfrenata per il ballo. Una sfrenata voglia di vincere. Un ragazzo d'oro, Frank Chamizo.
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