ROMA - Tornare a casa senza una medaglia è un'esperienza che all'Europeo la nazionale italiana di volley non conosceva dal 2009 e che negli ultimi trent'anni era accaduta solamente in altre due occasioni (1987 e 2007). Stavolta, invece, agli azzurri è stato fatale il quadrato, solido, normalissimo Belgio. Il presidente federale Bruno Cattaneo, al primo grande torneo dalla sua elezione, non ha ancora smaltito quel che lui chiama "un enorme dispiacere".
Avevate Raiuno e la prima serata tutti per voi: questo fa aumentare i rimpianti?
"Certo, mi hanno detto di uno share contro il Belgio del 15%, 3.1 milioni di spettatori su Raiuno, era una grande occasione per farci vedere, era una grande occasione per il volley e l'abbiamo persa".
Avrebbe immaginato di uscire così male, con quel secondo set perso a 11, praticamente non giocato?
"Il secondo set contro il Belgio è stato terribile, arrivato contro una squadra quadrata ma non di grandissimo nome. Perdere ci sta, ma non 3-0 e così. Fino alla Turchia in fondo era stato un buon torneo, il vero obiettivo erano le semifinali e avevamo dato filo da torcere alla Germania, che è il lotta per l'oro. Ieri sera invece ero davvero sotto un treno".
Come spiegarlo?
"Strano, davvero, è stato un crollo mentale. Non avevamo particolare pressione, arrivavamo con cinque esordienti, avremmo dovuto giocare con i nervi distesi e far vedere la nostra migliore pallavolo. Qualche giocatore era anche arrivato probabilmente non al top della condizione. Ora dobbiamo ripartire in fretta, tra un anno c'è il Mondiale in casa e dobbiamo fare il massimo per ritrovarci".
Il massimo, chiede il popolo del volley, anche per riportare Zaytsev in azzurro dopo l'esclusione dovuta alla vicenda delle scarpe griffate Adidas anziché Mizuno, lo sponsor tecnico della nazionale.
"Siamo dispiaciuti per lui, prima di tutto, ma ci sono delle regole e noi, come federazione, non facciamo eccezioni per nessuno. Abbiamo fatto tutto il possibile per averlo con noi. Sul futuro non abbiamo preclusioni, non l'abbiamo né squalificato, né multato, la porta della nazionale è apertissima".
Chi l'ha sostituito non è stato all'altezza, è evidente.
"Non parlerei dei singoli, ma una cosa va detta: prendiamo Antonov, che durante la stagione ha comunque giocato pochissimo a Trento. Qui è stato titolare. Vuol dire che i giocatori li produciamo, a livello giovanile siamo tra i migliori al mondo sempre, ma poi i club, e lo dico senza polemica, preferiscono percorrere altre strade".
Cioè, fanno giocare gli stranieri.
"Ripeto, lo dico senza polemica ma è un fatto. E alcuni nostri giocatori fanno fatica ad acquisire il ritmo partita, a sentirsi importanti per i loro club".
Con Zaytsev e Juantorena avremmo vinto l'Europeo?
"Siamo della scuola di Velasco, niente alibi, le assenze non lo sono e non devono esserlo. Piuttosto iniziamo subito a lavorare".
Ha parlato col ct Blengini dopo la sconfitta?
"Lasciamo sedimentare questa delusione, ci sono momenti in cui conviene stare zitti e riflettere in silenzio. È il ct dell'argento olimpico. La nostra fiducia nei suoi confronti è intatta".
Avevate Raiuno e la prima serata tutti per voi: questo fa aumentare i rimpianti?
"Certo, mi hanno detto di uno share contro il Belgio del 15%, 3.1 milioni di spettatori su Raiuno, era una grande occasione per farci vedere, era una grande occasione per il volley e l'abbiamo persa".
Avrebbe immaginato di uscire così male, con quel secondo set perso a 11, praticamente non giocato?
"Il secondo set contro il Belgio è stato terribile, arrivato contro una squadra quadrata ma non di grandissimo nome. Perdere ci sta, ma non 3-0 e così. Fino alla Turchia in fondo era stato un buon torneo, il vero obiettivo erano le semifinali e avevamo dato filo da torcere alla Germania, che è il lotta per l'oro. Ieri sera invece ero davvero sotto un treno".
Come spiegarlo?
"Strano, davvero, è stato un crollo mentale. Non avevamo particolare pressione, arrivavamo con cinque esordienti, avremmo dovuto giocare con i nervi distesi e far vedere la nostra migliore pallavolo. Qualche giocatore era anche arrivato probabilmente non al top della condizione. Ora dobbiamo ripartire in fretta, tra un anno c'è il Mondiale in casa e dobbiamo fare il massimo per ritrovarci".
Il massimo, chiede il popolo del volley, anche per riportare Zaytsev in azzurro dopo l'esclusione dovuta alla vicenda delle scarpe griffate Adidas anziché Mizuno, lo sponsor tecnico della nazionale.
"Siamo dispiaciuti per lui, prima di tutto, ma ci sono delle regole e noi, come federazione, non facciamo eccezioni per nessuno. Abbiamo fatto tutto il possibile per averlo con noi. Sul futuro non abbiamo preclusioni, non l'abbiamo né squalificato, né multato, la porta della nazionale è apertissima".
Chi l'ha sostituito non è stato all'altezza, è evidente.
"Non parlerei dei singoli, ma una cosa va detta: prendiamo Antonov, che durante la stagione ha comunque giocato pochissimo a Trento. Qui è stato titolare. Vuol dire che i giocatori li produciamo, a livello giovanile siamo tra i migliori al mondo sempre, ma poi i club, e lo dico senza polemica, preferiscono percorrere altre strade".
Cioè, fanno giocare gli stranieri.
"Ripeto, lo dico senza polemica ma è un fatto. E alcuni nostri giocatori fanno fatica ad acquisire il ritmo partita, a sentirsi importanti per i loro club".
Con Zaytsev e Juantorena avremmo vinto l'Europeo?
"Siamo della scuola di Velasco, niente alibi, le assenze non lo sono e non devono esserlo. Piuttosto iniziamo subito a lavorare".
Ha parlato col ct Blengini dopo la sconfitta?
"Lasciamo sedimentare questa delusione, ci sono momenti in cui conviene stare zitti e riflettere in silenzio. È il ct dell'argento olimpico. La nostra fiducia nei suoi confronti è intatta".