Nfl, l'eterno Brady per sconfiggere le ombre sul football
di GIOVANNI MARINOSi apre una stagione importante dopo le serie polemiche che hanno colpito la National football league riguardo ai traumi alla testa e al caso del quarterback che protesta contro il razzismo rimasto senza squadra
Il volto e l'enorme storia di Tom Brady saranno l'antidoto alla crisi che da almeno un anno colpisce il grande football? Si parte nella notte con i campioni del mondo di New England contro i Kansas City Chiefs, anticipo di una stagione nella quale la lega si gioca molto della sua credibilità. E prima di parlare dei contenuti sportivi non possiamo non esaminare un contesto divenuto negli ultimi tempi difficile, se non ostile.
Al primo punto c'è l'ultimo studio sulla encefalopatia cranica: ha certificato scientificamente che i colpi subiti alla testa dai giocatori causano - con una frequenza impressionante - la terribile malattia raccontata nel bel film Concussion da uno strepitoso Will Smith. E questo, se già aveva allontanato negli Usa parecchie famiglie dal far intraprendere dalla peraltro unica e affascinante disciplina sportiva ha peggiorato la situazione. Inutile dire che la Nfl deve tenerne conto e vedremo cosa riuscirà a fare sul tema…
Al primo punto c'è l'ultimo studio sulla encefalopatia cranica: ha certificato scientificamente che i colpi subiti alla testa dai giocatori causano - con una frequenza impressionante - la terribile malattia raccontata nel bel film Concussion da uno strepitoso Will Smith. E questo, se già aveva allontanato negli Usa parecchie famiglie dal far intraprendere dalla peraltro unica e affascinante disciplina sportiva ha peggiorato la situazione. Inutile dire che la Nfl deve tenerne conto e vedremo cosa riuscirà a fare sul tema…
Il volto e l'enorme storia di Tom Brady saranno l'antidoto alla crisi che da almeno un anno colpisce il grande football? Si parte nella notte con i campioni del mondo di New England contro i Kansas City Chiefs, anticipo di una stagione nella quale la lega si gioca molto della sua credibilità. E prima di parlare dei contenuti sportivi non possiamo non esaminare un contesto divenuto negli ultimi tempi difficile, se non ostile.
Al primo punto c'è l'ultimo studio sulla encefalopatia cranica: ha certificato scientificamente che i colpi subiti alla testa dai giocatori causano - con una frequenza impressionante - la terribile malattia raccontata nel bel film Concussion da uno strepitoso Will Smith. E questo, se già aveva allontanato negli Usa parecchie famiglie dal far intraprendere dalla peraltro unica e affascinante disciplina sportiva ha peggiorato la situazione. Inutile dire che la Nfl deve tenerne conto e vedremo cosa riuscirà a fare sul tema senza snaturare un gioco che resta di collisione. Ma da una correzione di rotta seria dipende, davvero, il futuro della lega.
Al secondo punto c'è la protesta antirazzista che ormai dilaga nella Nfl. E il conseguente caso Kaepernick. Il qb che non si alza all'inno è rimasto senza squadra e la ragione non è meramente tecnica, come, per ultimo, ha sottolineato con coraggio il fuoriclasse dei Packers Aaron Rodgers ("Se non ha un team è per la sua protesta"). Non una bella pagina per la Nfl.
Inoltre, è proprio di queste ore un altro caso, il forte defensive end di Seattle, Bennett, è stato messo faccia a terra e pistola puntata contro da poliziotti esagitati a Las Vegas. Bennett, altro giocatore che ha deciso di non alzarsi all'inno, ha denunciato tutto, Kaepernick e non solo lui hanno solidarizzato con l'atleta maltrattato. Il 75 per cento dei giocatori è afroamericano e sta nascendo un vero e proprio movimento trasversale ai team controle violenze a sfondo razziale. Per la National football league, non abituata a tutto questo, è una situazione da maneggiare con cura per non perdere altro seguito.
Detto, doverosamente, del contesto, parlando dell'aspetto meramente sportivo non si può non partire da lui, Tom Brady, 40 anni, leader di classe cristallina, definito da molti il più grande con i suoi cinque titoli e l'ultima epica rimonta al Super Bowl. Gli scommettitori danno i Patriots favoriti ma attenzione a una perdita importante in pre season: Julian Edelman starà fuori tutta la stagione per infortunio e non è poco. Vedremo.
Dall'altra parte riflettori puntati su Dallas, Green Bay e Seattle che hanno l'organizzazione e i giocatori per arrivare sino in fondo. Ma, siamo sinceri, il bello di questo gioco è che davvero nulla è prevedibile e che tutto può cambiare da un giorno all'altro. E allora non resta che goderci lo spettacolo di tattica, forza, coraggio, strategia, dedizione, inventiva, incertezza, che solo il football può offrirvi (noi, come sempre vi racconteremo tutto il campionato su Repubblica.itSport e su Playbook). E, come si dice, #footballisback: vinca il migliore.
Giovanni Marino
@jmarino63
g.marino@repubblica.it
Al primo punto c'è l'ultimo studio sulla encefalopatia cranica: ha certificato scientificamente che i colpi subiti alla testa dai giocatori causano - con una frequenza impressionante - la terribile malattia raccontata nel bel film Concussion da uno strepitoso Will Smith. E questo, se già aveva allontanato negli Usa parecchie famiglie dal far intraprendere dalla peraltro unica e affascinante disciplina sportiva ha peggiorato la situazione. Inutile dire che la Nfl deve tenerne conto e vedremo cosa riuscirà a fare sul tema senza snaturare un gioco che resta di collisione. Ma da una correzione di rotta seria dipende, davvero, il futuro della lega.
Al secondo punto c'è la protesta antirazzista che ormai dilaga nella Nfl. E il conseguente caso Kaepernick. Il qb che non si alza all'inno è rimasto senza squadra e la ragione non è meramente tecnica, come, per ultimo, ha sottolineato con coraggio il fuoriclasse dei Packers Aaron Rodgers ("Se non ha un team è per la sua protesta"). Non una bella pagina per la Nfl.
Inoltre, è proprio di queste ore un altro caso, il forte defensive end di Seattle, Bennett, è stato messo faccia a terra e pistola puntata contro da poliziotti esagitati a Las Vegas. Bennett, altro giocatore che ha deciso di non alzarsi all'inno, ha denunciato tutto, Kaepernick e non solo lui hanno solidarizzato con l'atleta maltrattato. Il 75 per cento dei giocatori è afroamericano e sta nascendo un vero e proprio movimento trasversale ai team controle violenze a sfondo razziale. Per la National football league, non abituata a tutto questo, è una situazione da maneggiare con cura per non perdere altro seguito.
Detto, doverosamente, del contesto, parlando dell'aspetto meramente sportivo non si può non partire da lui, Tom Brady, 40 anni, leader di classe cristallina, definito da molti il più grande con i suoi cinque titoli e l'ultima epica rimonta al Super Bowl. Gli scommettitori danno i Patriots favoriti ma attenzione a una perdita importante in pre season: Julian Edelman starà fuori tutta la stagione per infortunio e non è poco. Vedremo.
Dall'altra parte riflettori puntati su Dallas, Green Bay e Seattle che hanno l'organizzazione e i giocatori per arrivare sino in fondo. Ma, siamo sinceri, il bello di questo gioco è che davvero nulla è prevedibile e che tutto può cambiare da un giorno all'altro. E allora non resta che goderci lo spettacolo di tattica, forza, coraggio, strategia, dedizione, inventiva, incertezza, che solo il football può offrirvi (noi, come sempre vi racconteremo tutto il campionato su Repubblica.itSport e su Playbook). E, come si dice, #footballisback: vinca il migliore.
Giovanni Marino
@jmarino63
g.marino@repubblica.it