Sport

Volley, Europei donne: multietnica e ricca di energia giovane, la nuova Italia ci prova

Il ct azzurro Mazzanti durante un time out 
Scatta in Georgia contro le padrone di casa (nel girone anche Bielorussia e Croazia) la rassegna continentale. Le azzurre di Mazzanti, rinnovate e con qualche defezione importante, si affidano a Paola Egonu per ''stupirsi e stupire''
2 minuti di lettura
ROMA - Georgia, Bielorussia, Croazia. Un inizio morbido per le azzurre del volley, che domani fanno il loro esordio nell'Europeo, a Tbilisi, contro le padrone di casa. Prima fase in Georgia, seconda, dagli ottavi in poi, a Baku, in Azerbaigian. L'oro si assegnerà il 1° ottobre. Si spera di trovarla lì, sulle rive del Caspio, l'Italia di Davide Mazzanti, il 40enne ct pluriscudettato con tre diverse formazioni (Bergamo, Casalmaggiore, Conegliano) che il volley lo respira ad ogni ora del giorno: ha anche sposato una pallavolista, Serena Ortolani.

Il nuovo ciclo parte ora, anzi ha già dato alcuni interessanti frutti, come l'argento nel Grand Prix, ad agosto, quando le azzurre seppero issarsi sino alla finale, poi persa contro le brasiliane. L'estate ha anche portato all'Italia l'oro mondiale U18, a testimonianza di una notevole vitalità del movimento. Ora Mazzanti deve trovare la quadratura ad una squadra che ha perso due pedine molto importanti: la schiacciatrice Sylla, trovata positiva al clenbuterolo durante il Gran Prix, probabilmente per una contaminazione alimentare (squalifica inevitabile, comunque), e la palleggiatrice titolare Ofelia Malinov, fermata da una frattura rimediata durante una delle ultime amichevoli pre-Europeo. Al suo posto, Mazzanti ha convocato Cambi e promosso Alessia Orro. Quanto sia difficile cambiare palleggiatore a pochi giorni dal grande evento, è fin troppo ovvio. Quanto ne risentirà la squadra, è difficile quantificarlo.
Paola Egonu schiaccia 
Ma, certo, l'Italia dell'Europeo è più debole rispetto a quella vista lungo tutta l'estate. Eppure le ambizioni sono alte, forse altissime. Il podio manca dal 2009, quando arrivò l'ultimo dei due ori consecutivi che furono canto del cigno della generazione che aveva portato l'Italia al suo primo e finora unico titolo mondiale, nel 2002. Ora il presente, multietnico e ricco di energia giovane, si chiama Paola Egonu, l'opposto titolare da 30 e più punti a partita, architrave delle attese e volto più noto della truppa di Mazzanti. La ragazza di origini nigeriane avrà i palloni che scottano, l'intesa con Orro è comunque ben oliata dai campionati che le ragazze hanno giocato assieme nel Club Italia. Ricezioni, punti e continuità dovranno garantire le sorelle schiacciatrici Lucia e Caterina Bosetti, al rientro in azzurro dopo aver saltato l'Olimpiade, parecchio disastrosa, del 2016. La capitana Chirichella e Raphaela Folie sono le centrali titolari. De Gennaro il libero, uno dei più forti al mondo da anni. Tanta qualità, tantissima potenza, tantissimo futuro. E spazio per crescere, anche durante il torneo.

Georgia e Bielorussia sono avversarie tenere, meno la Croazia di Barun e Fabris, con la quale l'Italia si giocherà il primo posto e la possibilità, in caso di successo, di saltare il rognoso playoff che immette nei quarti. A Baku poi potrebbero arrivarci addosso Olanda o Serbia, tra le favorite assieme alla Russia, che punta all'accoppiata di ori europei tra donne e uomini, già riuscita nel 2013. La Russia è anche campione uscente e sembra un bel po' sopra le altre. Ma questa Italia, è anche il motto di Mazzanti, vuole "stupirsi e stupire".
 
I commenti dei lettori