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Boxe, pesi massimi: la favola di Takam, da signor nessuno alla sfida mondiale

L'infortunio a Pulev ha aperto una strada imprevedibile al francese d'Italia (fa parte della organizzazione di Salvatore Cherchi). Il 28 ottobre se la vedrà davanti ai 70.000 di Cardiff contro il re del ko e pugile del momento, il campione del mondo Anthony Joshua
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ROMA - La durezza della boxe e la dolcezza dei sogni di Cenerentola. Non sono così incompatibili, perché a volte tra le sedici corde si aprono spiragli inimmaginabili, che spesso hanno una favola come epilogo. La Cenerentola per eccellenza della storia della boxe resta James Braddock, un uomo che seppe riemergere dalla caverna sociale dove era sprofondato dopo la grande crisi del 1929 fino a diventare campione del mondo dei pesi massimi. 'Cinderella man' - questo il suo alias, ha ispirato anche un film - lavorava al porto di New York sforzando mani usurate da vita e cazzotti. Era, sembrava, un pugile finito, e invece battè niente meno che Max Baer, il giustiziere di Primo Carnera. Dopo di lui di Cenerentole ce ne sono state parecchie (con le dovute, ampie proporzioni, anche il nostro Giovanni De Carolis). Ora è il turno di Carlos.

Carlos Takam è un ragazzone alto 187 centimetri che pesa 110 kg: più che una quercia, un baobab. E' nato in Camerun 37 anni fa, ma di fatto è un uomo dalle tre patrie. Per la sua terra d'origine ha conquistato un titolo d'Africa: due match per la cintura del Continente Nero, uno dei quali vinto per ko contro Francis Botha, ''The White Buffalo'', il sudafricano bianco dagli atteggiamenti istrionici. In Francia, a Parigi, ha la sua residenza, ma è in Italia che adesso ha la sua vita sportiva. Da due anni è nella OpiSince82, la scuderia di pugili più importante d'Italia, a capo della quale c'è Salvatore Cherchi. Una buona carriera quella di Takam, fatta di 35 vittorie di cui 27 per ko, 3 sconfitte e un pari. Per lui la sliding door si chiama Kubrat Pulev, il bulgaro designato sfidante ufficiale del pugile del momento, Anthony Joshua. Match previsto per il 28 ottobre a Cardiff: venduti settantamila biglietti per l'ennesimo trionfo della boxe britannica a livello mondiale. Poi però la spalla del bulgaro ha ceduto: un problema al quale la Matchroom di Eddie Hearn, la potentissima organizzazione d'oltremanica, ha saputo ovviare in fretta.

Il retroscena lo svela lo stesso Salvatore Cherchi: "Sapevamo che Pulev si portava avanti un problema alla spalla, e già dai primi di settembre ci eravamo messi in contatto con Eddie Hearn per proporgli l'alternativa nel caso ce ne fosse stato bisogno. Quando ci ha chiamato per chiederci se Takam fosse pronto, non ho avuto dubbi. Carlos si sta allenando a tutti gli effetti per combattere contro Joshua, ha fatto un agosto di preparazione in montagna molto impegnativo. Anche nel caso Pulev non avesse abbandonato, avrebbe comunque combattuto il 4 novembre a Montecarlo''.

Un successo anche per la boxe italiana. Takam è francese, però il fatto di appartenere ad una nostra organizzazione apre interessanti prospettive. "Non è la prima volta che un pugile che combatte in Italia si batte per il mondiale dei pesi massimi, solo che per trovarne altri bisogna riavvolgere di parecchio il nastro. Penso a Francesco Damiani, che però combattè per il titolo della nascente Wbo in una epoca in cui le altre tre sigle erano appannaggio di un 'certo' Mike Tyson. Poi il grande Lorenzo Zanon, che sfidò Larry Holmes. E ovviamente, ma qui bisogna andare indietro di oltre 80 anni, Primo Carnera''.

Ma chi è Carlos Takam? Abbastanza conosciuto tra gli appassionati di boxe, ignoto o quasi al grande pubblico. Ce lo spiega lo stesso Cherchi: "Quando ha iniziato con noi ci guardava con curiosità, poi ha iniziato a conoscerci e si è aperto mostrandosi in tutta la sua simpatia. Lo definirei un atleta modello, anche oltre il pugilato. Vive da solo a Parigi, non beve, non fuma, non ha mai avuto problemi di nessun tipo, non ha mai detto una frase sopra le righe".

Un quadro caratteriale edificante, ma a Cardiff contro Joshua l'impresa sembra quasi impossibile: "Io penso invece che Takam possa farcela - dice sicuro Cherchi-. A dispetto della mole è molto più mobile di Pulev. E' veloce di braccia e molto intelligente sul ring. Joshua ha battuto Klitschko per ko. Ma anche lui al sesto round è stato sull'orlo della sconfitta e se l'ucraino non fosse arrivato al match dopo quasi due anni di inattività avrebbe chiuso l'incontro. Quindi dico che Takam può farcela, nei pesi massimi basta un colpo..."

Insomma, il francese d'Italia prova la grande impresa. In attesa di quella che sembra un'utopia: un pugile italiano che possa dire la sua nella categoria più affascinante. "Per me il dilettante romano Giudo Vianello ha buone prospettive se passa professionista. Mi sembra che abbia il fisico per andare lontano, ma è chiaro che il diamante è grezzo. Se resta nei dilettanti è difficile che possa fare il salto di qualità nel pugilato che conta".
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