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Marcialonga a tempo di record: vincono Chernousov e Norgren

(ap)
La 45edizione della classica del fondo è stata la più veloce di tutti i tempi. Tra i ‘bisonti’ non professionisti l’ha fatta da protagonista la famiglia Delvai, che ha il record di aver partecipato, per la prima volta della gran fondo, in tre generazioni: il nonno Luigi, (presente in tutte le 45 edizioni), 75 anni, il figlio Edy, 47 anni e il nipote Patrick
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CAVALESE - La Marcialonga più veloce di tutti i tempi, la 45esima edizione di tecnica classica che si è corsa oggi con una eccezionale partecipazione di pubblico che ha tifato ai bordi della pista. Ha dettato legge il russo Ilya Chernousov (al suo esordio), che chiude la 70 chilometri che corre lungo le valli di Fiemme e Fassa in 2 ore 48 minuti e 8 secondi. Il tempo più veloce della storia della classica trentina corsa a una media di 25 chilometri all’ora, una velocità folle se si pensa che (come spiega la direttrice di gara Gloria Trettel) il dislivello complessivo del percorso è di circa mille metri.

Duecento metri di dislivello sono concentrati negli ultimi tre chilometri, da Cascata a Cavalese. L’atleta russo ha messo in fila 5 atleti norvegesi che nelle ultime edizioni – insieme agli svedesi - l’hanno sempre fatta da padroni. A Tord Asle Gjerdalen, arrivato quarto, non è dunque riuscito uno storico poker di vitto…
CAVALESE - La Marcialonga più veloce di tutti i tempi, la 45esima edizione di tecnica classica che si è corsa oggi con una eccezionale partecipazione di pubblico che ha tifato ai bordi della pista. Ha dettato legge il russo Ilya Chernousov (al suo esordio), che chiude la 70 chilometri che corre lungo le valli di Fiemme e Fassa in 2 ore 48 minuti e 8 secondi. Il tempo più veloce della storia della classica trentina corsa a una media di 25 chilometri all’ora, una velocità folle se si pensa che (come spiega la direttrice di gara Gloria Trettel) il dislivello complessivo del percorso è di circa mille metri.

Duecento metri di dislivello sono concentrati negli ultimi tre chilometri, da Cascata a Cavalese. L’atleta russo ha messo in fila 5 atleti norvegesi che nelle ultime edizioni – insieme agli svedesi - l’hanno sempre fatta da padroni. A Tord Asle Gjerdalen, arrivato quarto, non è dunque riuscito uno storico poker di vittorie. In seconda posizione s’è piazzato Tore Bjoerseth Berdal davanti a Morten Eide Pederson. Primo degli italiani il fiemmese Mauro Brigadoi, piazzatosi 32esimo con un distacco dal primo di due minuti e 15 secondi.

Al femminile, com’era previsto, battaglia furibonda tra la svedese Britta Johansson Norgren e la ceca Katerina Smutna, ma ad avere la meglio è stata la scandinava (3 ore 11 minuti 48 secondi), seconda la ceca a soli 5 centesimi di secondi. Terza la sprinter Lina korsgren. Prima italiana, Chiara Caminada, guardiaparco a Cogne, seguita da Veronika Broll (figlia dello speaker della Marcialonga, Mario). Il biatleta russo escluso dalle olimpiadi invernali di Pyeongchang del 9 febbraio per lo scandalo doping di Stato, Anton Shipulin oro in Coppa del Mondo, s’è piazzato a un dignitosissimo 79esimo posto, che ha sorpreso gli addetti ai lavori in quanto in genere i biathleti sono pattinatori su distanze corte.

Tra i non professionisti del fondo buona la performance dell’ex terzino della Roma, il norvegese John Arne Riise - soprannominato Thunderbolt per la potenza del suo mancino - giunto al 1168esimo posto. Tra i ‘bisonti’ non professionisti l’ha fatta da protagonista la famiglia Delvai, che ha il record di aver partecipato, per la prima volta della gran fondo, in tre generazioni: il nonno Luigi, senatore (nel senso che ha fatto tutte le 45 edizioni), 75 anni, il figlio Edy, 47 anni e il nipote Patrick, che ha compiuto gli anni due giorni prima della gara. Primo il padre, secondo il nipote, terzo il nonno.

I binari della pista erano velocissimi e ben tracciati come non si vedeva da anni. Per un particolare effetto termico, i binari per molti chilometri erano ghiacciati, suscitando opposti pareri: favorevoli per gli amanti della velocità, meno favorevoli per chi preferisce velocità ridotte.

Quel che è certo è che su alcune discese ghiacciate si sono verificate cadute a catena. Tra le curiosità, da segnalare l’esordio del nuovo logo della Marcialonga, un magico incrocio di squadre che simboleggiano, nell’ordine, un paio di sci, le montagne, gli abeti, le valli, i volontari, le iniziali di Marcia e Longa. E non  poteva mancare, per un evento sportivo da anni presente sui social, il simbolo dell’hastag.