Boxe, pesi massimi: Joshua sempre più padrone, Parker dominato ai punti
di LUIGI PANELLA
Joshua centra Parker con un diretto sinistro (ap)
Per la prima volta il britannico, dopo aver sempre vinto per ko, si impone in dodici round. Incontro senza storia che riunifica le cinture Wba, Ibf e Wbo. E all'orizzonte la supersfida con Wilder
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CARDIFF - Non è tornato in Nuova Zelanda carico di gloria e di cinture di campione del mondo, ma Joseph Parker un risultato lo ha comunque ottenuto. E' infatti stato il primo pugile capace di sentire il suono dell'ultimo gong contro Anthony Joshua, che aveva chiuso i 20 match precedenti prima del limite. L'unico risultato, perché l'incontro non ha avuto storia. L'attesa sfida valida per la riunificazione dei titoli Wba, Ibf e Wbo dei pesi massimi, disputata a Cardiff davanti a 80mila spettatori, è stata dominata da Joshua: due giudici hanno visto un 118-110, il terzo 119-109, e i margini non fanno una piega.
Incontro non particolarmente spettacolare, neanche lontanamente paragonabile a quello che consacrò Joshua al mondo contro Wladimir Klitschko. Il match ha però evidenziato una ulteriore fase di crescita di Joshua, quella tattica. Abbiamo citato Klitschko, e proprio con lo stile del pugile ucraino, il britannico ha dominato: un jab sinistro ossessivo, spietato, che ha tenuto alla larga Parker salvaguardando una mascella che non rappresenta il suo punto forte. "Non ho fatto una grandissima prestazione, ma ho lavorato molto bene con il jab sinistro e questo ha pagato - ha riconosciuto Joshua-. Lui è un pugile pericoloso ed ho preferito tenerlo alla larga. La mia prima volta ai punti? E' la boxe, può succedere di fare 12 round, e non va dimenticato che Parker è un ottimo pugile. Il futuro? Ho tre cinture, manca solo la Wbc... ".
Già, la Wbc: è in possesso dello statunitense Deontay Wilder. All'orizzonte, non si sa quanto lontana, una riunificazione assoluta: "Andare a combattere negli Usa contro di lui? Ma perché spendere soldi a Las Vegas, possiamo combattere nel Regno Unito, la nuova capitale della boxe...". Conclusione di una settimana nella quale anche Wilder ha fatto parlare di sè, e non in termini lusinghieri: "Voglio un cadavere nel mio record", la frase di pessimo gusto oggetto di giuste critiche.
Lo scenario più plausibile comunque vede una nuova difesa di entrambi delle rispettive corone. Quella di Joshua potrebbe essere contro Alexander Povetkin, che nella stessa serata ha fulminato David Price per ko alla quinta ripresa. Malissimo l'arbitro Foster, intervenuto con ritardo e incapace di risparmiare a Price, ormai ko in piedi, un terrificante gancio sinistro che lo ha letteralmente abbattuto. Restando agli arbitri, bella figura di Giuseppe Quartarone, terzo arbitro italiano nella storia a dirigere un mondiale dei massimi, che ha tenuto costantemente sotto controllo Joshua-Parker.
Il devastante ko inflitto da Povetkin a Price (reuters)
Nell'analisi del match, mezzi rischi sono stati corsi da Joshua nel quinto e nell'undecimo round: in quest'ultimo un incrocio di destri qualche fastidio glielo ha creato. Per il resto però, totale controllo della situazione da parte del britannico, forte di 15 centimentri di altezza di più e di un conseguente allungo ampiamente superiore. Parker non ha mai dato la reale sensazione di essere sul ring per fare la storia, accontentadosi soprattutto nelle ultime riprese di una sconfitta ai punti. Il giusto per tornare in patria accolto, oltre che dai tifosi (All Blacks compresi) che stravedono per lui, anche da un padre che di nome fa Dempsey, in onore della leggenda del ring degli anni venti. Insomma, quando la boxe è questione di dna.