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Boxe, Lomachenko già nella storia: battuto Linares, è re anche dei leggeri

Una fase del match (ap)
Dopo appena 12 incontri, come non avevano saputo fare neanche De La Hoya, Mayweather e Pacquiao, l'ucraino conquista il terzo titolo in altrettante categorie. Al Madison Squadre Garden il venezuelano kot al decimo round dopo un match splendido
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ROMA - Tre titoli mondiali in altrettante categorie di peso in appena dodici incontri. Vasyl Lomachenko, dopo quelle di piuma e superpiuma, si prende anche la corona dei pesi leggeri. Lo fa dopo un match di bellezza cristallina e su un ring che evoca la storia del pugilato, il Madison Squadre Garden di New York. Salito di categoria ed opposto ad un campione vero come il venezuelano Jorge Linares, l'ucraino ha mostrato una qualità che nei precedenti match (gli ultimi 4 chiusi con una dichiarazione di impotenza degli avversari, 'costretti' a scegliere l'abbandono) non aveva avuto bisogno di dimostrare: la capacità di soffrire.
L'ha evidenzata al sesto round quando, già in vantaggio ai punti, si è fatto sorprendere da una fucilata di Linares: un diretto destro che, per la seconda volta nella sua carriera (la prima da dilettante, in un match poi subito ribaltato nel 2007), lo ha costretto a toccare il tappeto.

Una pioggia violenta, non annu…
ROMA - Tre titoli mondiali in altrettante categorie di peso in appena dodici incontri. Vasyl Lomachenko, dopo quelle di piuma e superpiuma, si prende anche la corona dei pesi leggeri. Lo fa dopo un match di bellezza cristallina e su un ring che evoca la storia del pugilato, il Madison Squadre Garden di New York. Salito di categoria ed opposto ad un campione vero come il venezuelano Jorge Linares, l'ucraino ha mostrato una qualità che nei precedenti match (gli ultimi 4 chiusi con una dichiarazione di impotenza degli avversari, 'costretti' a scegliere l'abbandono) non aveva avuto bisogno di dimostrare: la capacità di soffrire.
L'ha evidenzata al sesto round quando, già in vantaggio ai punti, si è fatto sorprendere da una fucilata di Linares: un diretto destro che, per la seconda volta nella sua carriera (la prima da dilettante, in un match poi subito ribaltato nel 2007), lo ha costretto a toccare il tappeto.

Una pioggia violenta, non annunciata. Loma però non si è scomposto, ha atteso pazientemente nel settimo round che la bufera passasse, quindi ha ricominciato a tessere la sua tela, fatta di colpi portati con una varietà e una velocità che lo rendono unico. L'epilogo al decimo round, quando Lomachenko ha piegato – nel vero senso della parola – Linares con un micidiale gancio sinistro al fianco. Un colpo perfetto che ha fiaccato la resistenza del venezuelano: pur rialzatosi, Linares si è infatti visto imporre lo stop dall'arbitro."Mio padre (che è anche il suo allenatore, ndr) mi ha detto di lavorare al corpo e ho ascoltato i suoi consigli... “, spiega sinteticamente Lomachenko. "La sua rapidità non mi ha sorpreso, ero preparato. Però il suo gancio sinistro è stato perfetto anche se l'arbitro è stato troppo affrettato nel sospendere il match. Spero comunque di essermi guadagnato una rivincita”, la replica di Linares.

Senza avversari tra i dilettanti (oro Olimpico a Pechino e Londra nonché per due volte campione del mondo) e nelle categorie inferiori, Lomachenko supera quindi anche il suo primo ostacolo tra i leggeri. Tre corone in 12 incontri non erano riusciti a conquistarle neanche miti del pugilato recente come Floyd Mayweather, Manny Pacquiao o Oscar De La Hoya. Proprio quest'ultimo, presente a bordo ring e promoter di Linares, aveva impiegato 22 incontri per fare tris.