Olimpiade 2026, soltanto 376 milioni. ''Torino-Milano-Cortina per vincere''
di FULVIO BIANCHIVia libera all'unanimità dal consiglio nazionale del Coni. Malagò: "Nessun compromesso politico". E c'è anche Trento. Giorgetti: "Candidatura di un Paese, il governo ci sta". Chiamparino: "Costruzione impianto di bob a Cortina è irrazionale". Appendino: "Logiche masterplan incomprensibili"
ROMA - Candidatura a tre, Milano, Torino e Cortina, "un atto di coraggio" ricorda Giovanni Malagò. Ma ci sarà anche Predazzo (Trentino) che ha già il trampolino, coinvolte addirittura quattro Regioni. "Nessun compromesso politico-assicura il n.1 dello sport-Ma una grande opportunità, una candidatura molto forte dove le tre città saranno alla pari. E anche una candidatura low cost, come voleva il governo: solo 376,65. Meno dei singoli dossier (Torino aveva previsto 648 milioni, ndr). Noi abbiamo solo fatto quello che ci è stato chiesto, una candidatura italiana con il consenso del Cio e ovviamente del nostro governo". Carraro e Pescante si appellano proprio al governo. Il Governo, tramite il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti, ha ribadito il sostegno alla candidatura ai Giochi invernali 2026, ma a delle condizioni. Nel suo intervento davanti alle commissioni Istruzione …
ROMA - Candidatura a tre, Milano, Torino e Cortina, "un atto di coraggio" ricorda Giovanni Malagò. Ma ci sarà anche Predazzo (Trentino) che ha già il trampolino, coinvolte addirittura quattro Regioni. "Nessun compromesso politico-assicura il n.1 dello sport-Ma una grande opportunità, una candidatura molto forte dove le tre città saranno alla pari. E anche una candidatura low cost, come voleva il governo: solo 376,65. Meno dei singoli dossier (Torino aveva previsto 648 milioni, ndr). Noi abbiamo solo fatto quello che ci è stato chiesto, una candidatura italiana con il consenso del Cio e ovviamente del nostro governo". Carraro e Pescante si appellano proprio al governo. Il Governo, tramite il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti, ha ribadito il sostegno alla candidatura ai Giochi invernali 2026, ma a delle condizioni. Nel suo intervento davanti alle commissioni Istruzione e Cultura di Camera e Senato ha definito "apprezzabile lo sforzo del Coni e del presidente Giovanni Malagò per dare una proposta unitaria e credibile- ha spiegato- Il Governo si riserva di valutarla" anche se nelle ultime ore "c'è stata la decisione del sindaco di Torino, con una certa sorpresa, di tirarsi in qualche modo fuori" e pure "il sindaco di Milano ha scritto che non ritiene di essere coinvolto".
Il Governo, spiega Giorgetti, "sostiene la candidatura se le città interessate rinunciano a una parte significativa di ambizioni. Non può essere un progetto figlio di nessuno. La proposta del Coni indica la candidatura di un Paese. Qui il Governo ci sta. La settimana prossima vorrei incontrare i sindaci delle tre citta, altrimenti non vale la pena coltivare situazioni in fase di aborto".. Governo ribadisce il sostegno alla candidatura per le Olimpiadi invernali a condizione, però che Torino, Milano e Cortina non facciano passi indietro. Il sottosegretario con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti ha definito "apprezzabile lo sforzo del Coni e del presidente Giovanni Malagò per dare una proposta unitaria e credibile. Ed il Governo si riserva di valutarla".
Il Governo "sostiene la candidatura se le città interessate rinunciano a una parte significativa di ambizioni". Dal Coni filtra la massima fiducia. Giunta e Consiglio Nazionale del Coni approvano all'unanimità. Il mondo dello sport è più che compatto. La commissione, di altissimo profilo sportivo e coordinata da Carlo Mornati ha lavorato bene e in pochissimo tempo tanto da decidere anche le sedi delle gare, cosa che ora dovrà essere condivisa col Cio. Malagò spegne anche la polemica con Sala, sindaco di Milano, che in mattinava aveva suscitato qualche preoccupazione. Sala aveva detto:"Con rammarico constato che nella scelta della candidatura per i Giochi Olimpici e Paralimpici 2026 le ragioni della politica stanno prevalendo su quelle sportive e territoriali. Per spirito di servizio al Paese, Milano conferma la sua disponibilità, ove richiesto, solo come venue di gare o eventi in quanto, stante le attuali condizioni, non ritiene praticabile una sua partecipazione alla governance del 2026". Il sindaco di Milano sottolinea ancora che, "qualora la nostra posizione non sia ritenuta accettabile accoglieremo di buon grado la decisione del Coni e, certamente, faremo il tifo per la candidatura italiana selezionata". Al Coni non sono affatto preoccupati di questo improvviso mal di pancia, Malagò spiega: "Mi sono sentito anche stamattina con Sala, nessun problema. Milano c'è. Il dossier è chiaro, basta guardare il masterplan che prevede tutte le sedi, la Lombardia c'è, eccome. La governance? Sala ha espresso perplessità che io non posso che condividere". Precisa in serata Sala: "Il "chiarissimo dossier" è stato approvato dal Coni senza che Milano, e presumo le altre città, lo avessero". Polemico il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino: "Ci sono aspetti che vanno
seriamente approfonditi nel dossier olimpico del Coni -. C'è un elemento di totale irrazionalità: la costruzione di un nuovo impianto di bob (notoriamente molto costoso, nell'ordine del centinaio di milioni di euro) a Cortina quando con un investimento decisamente più ridotto si può adeguare quello già presente a Cesana, costruito in occasione delle Olimpiadi invernali 2006". Rincara la dose la sindaca di Torino Appendino: "Torino ribadisce la posizione espressa nella lettera inviata ieri al Coni ed è disponibile a esporre le proprie osservazioni e forti perplessità derivanti da un masterplan le cui logiche sono in parte incomprensibili", afferma, ribadendo la convinzione che "la candidatura compatta di Torino fosse la scelta migliore per il Paese"
Le distanze non spaventano (più) il Cio. Stoccolma vuole fare il bob in Lettonia, 1000 chilometri di distanza dalla Svezia: aereo sino a Riga, poi un'altra oretta di viaggio. Che problema c'è a mettere insieme Torino, Milano e Cortina? Possiamo vincere. La rivale più pericolosa è Stoccolma, la Svezia non ha mai avuto i Giochi invernali eppure con gli sport invernali ha una certa dimestichezza. A Stoccolma, per ora, c'è scarsissimo entusiasmo: i media nemmeno parlano della candidatura olimpica, il sindaco è contrario, il partito di maggioranza pure. Si aspettano le elezioni politiche del 9 settembre per vedere che farà il nuovo governo. Calgary (Canada) sconta il fatto che il suo membro Cio, il più anziano, Dick Pound, ex n.1 della Wada, è un nemico giurato di Bach e questo certo non giova. Non è escluso che a novembre Calgary si possa ritirare. Sapporo (Giappone) ha ben poche chances, nel 2026 il Cio vuole tornare in Europa dopo due edizioni consecutive in Estremo Oriente, Pyoengchang 2018 e Pechino 2022. Sapporo potrebbe tornare in corsa, eventualmente, per il 2030. Ed Erzurum? LaTurchia si candida sempre, anche nel calcio, ma paga soprattutto i problemi di sicurezza. E poi ad Erzurum non c'è nulla, a cominciare dall'areoporto.
Malagò, con il suo staff, a ottobre sarà a Buenos Aires, alla sessione Cio: presenterà il dossier Italia (non si sa ancora il nome della candidatura, verrà deciso con Bach), ma già verso metà agosto i dirigenti del Cio saranno nel nostro Paese, perché è cambiato tutto rispetto al passato, il dossier adesso va concordato, passo passo, con il Comitato olimpico internazionale e con le Federazioni internazionali. E' Losanna che detta i tempi e interviene su certe scelte. E questo è un fatto positivo, potrebbe evitare (eventuali) contrasti fra le tre città italiane: a San Siro ci sarà la cerimonia inaugurale, mai uno stadio così grande è stato impiegato per i Giochi invernali. Previsti addirittura 30 milioni di incasso (ma chissà come sarà l'inflazione nel 2026?). A Milano imprenditori privati costruiranno comunque, Giochi o non Giochi, un nuovo Palasport: e questo è un risparmio. Villaggi olimpici a Milano, Bormio e Cortina, gli atleti-ricorda Carraro-vogliono stare vicini al luogo di gara. Torino ha l'Oval e il Palalpitour per il pattinaggio di velocità e l'hockey, niente bob a Cesana o Saint Moritz ma forse verrà "riattata" la pista impiegata a Cortina ai Giochi 1956.
Torino aveva previsto il Villaggio nell'ex Thyssen, ipotesi accolta con scarso entusiasmo dal Coni per i costi della bonifica (amianto) e del rifacimento, 110 milioni: molte scelte nel dossier sabaudo sembravano ispirate soprattutto ai contentini politici (ma i 5 Stelle non dovevano essere diversi?). Sestriere, Bormio e Cortina ospiteranno le discipline della neve. Tra l'altro Cortina ha già avuto i finanziamenti per i Mondiali di sci alpino del 2021, rifarà piste e strade, e questo è un risparmio in ottica Olimpiadi. Quando nel 2014 Thomas Bach, presidente Cio, presentò l'Agenda 2020 che rivoluzionava le candidature olimpiche disse: "Dobbiamo cambiare per non essere cambiati". Chiaro, no? A Palazzo H ci sono dirigenti che conoscono bene le dinamiche di Losanna, e questo aiuta, eccome. Poi, Bach è un amico ed estimatore dell'Italia. Il 7 novembre sarà a Roma, con altri membri Cio, per festeggiare li 80 anni (appena compiuti) di Mario Pescante. Malagò è in ottimi rapporti con lo sceicco Ahmad Al-Fahad Al-Sabah, presidente dei comitati olimpici mondiali. I voti si conquistano così, il Coni è forte a livello mondiale nonostante i no di Monti e Raggi. Il Coni stavolta può davvero vincere, se qualcuno tiene lontani i politici dalla candidatura Italia. La decisione si avrà a Milano, giochiamo in casa, il 10 settembre del prossimo anno: non è affatto esclusa una doppia assegnazione come per Parigi 2024 e Los Angeles 2028. L'Italia potrebbe avere quindi i Giochi invernali del '26, Stoccolma quelli del '30. Ma la strada è ancora lunga.Ora non si deve litigare, "per la governance-spiega Malagò-si parla più avanti". Presto dovrebbe arrivare il via liberadal governo: il Coni ha fatto quello che gli è stato chiesto, candidatura condivisa (in tre è una novità assoluta) e costi ridotti. Non resta che vincere...
Il Governo, spiega Giorgetti, "sostiene la candidatura se le città interessate rinunciano a una parte significativa di ambizioni. Non può essere un progetto figlio di nessuno. La proposta del Coni indica la candidatura di un Paese. Qui il Governo ci sta. La settimana prossima vorrei incontrare i sindaci delle tre citta, altrimenti non vale la pena coltivare situazioni in fase di aborto".. Governo ribadisce il sostegno alla candidatura per le Olimpiadi invernali a condizione, però che Torino, Milano e Cortina non facciano passi indietro. Il sottosegretario con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti ha definito "apprezzabile lo sforzo del Coni e del presidente Giovanni Malagò per dare una proposta unitaria e credibile. Ed il Governo si riserva di valutarla".
Il Governo "sostiene la candidatura se le città interessate rinunciano a una parte significativa di ambizioni". Dal Coni filtra la massima fiducia. Giunta e Consiglio Nazionale del Coni approvano all'unanimità. Il mondo dello sport è più che compatto. La commissione, di altissimo profilo sportivo e coordinata da Carlo Mornati ha lavorato bene e in pochissimo tempo tanto da decidere anche le sedi delle gare, cosa che ora dovrà essere condivisa col Cio. Malagò spegne anche la polemica con Sala, sindaco di Milano, che in mattinava aveva suscitato qualche preoccupazione. Sala aveva detto:"Con rammarico constato che nella scelta della candidatura per i Giochi Olimpici e Paralimpici 2026 le ragioni della politica stanno prevalendo su quelle sportive e territoriali. Per spirito di servizio al Paese, Milano conferma la sua disponibilità, ove richiesto, solo come venue di gare o eventi in quanto, stante le attuali condizioni, non ritiene praticabile una sua partecipazione alla governance del 2026". Il sindaco di Milano sottolinea ancora che, "qualora la nostra posizione non sia ritenuta accettabile accoglieremo di buon grado la decisione del Coni e, certamente, faremo il tifo per la candidatura italiana selezionata". Al Coni non sono affatto preoccupati di questo improvviso mal di pancia, Malagò spiega: "Mi sono sentito anche stamattina con Sala, nessun problema. Milano c'è. Il dossier è chiaro, basta guardare il masterplan che prevede tutte le sedi, la Lombardia c'è, eccome. La governance? Sala ha espresso perplessità che io non posso che condividere". Precisa in serata Sala: "Il "chiarissimo dossier" è stato approvato dal Coni senza che Milano, e presumo le altre città, lo avessero". Polemico il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino: "Ci sono aspetti che vanno
seriamente approfonditi nel dossier olimpico del Coni -. C'è un elemento di totale irrazionalità: la costruzione di un nuovo impianto di bob (notoriamente molto costoso, nell'ordine del centinaio di milioni di euro) a Cortina quando con un investimento decisamente più ridotto si può adeguare quello già presente a Cesana, costruito in occasione delle Olimpiadi invernali 2006". Rincara la dose la sindaca di Torino Appendino: "Torino ribadisce la posizione espressa nella lettera inviata ieri al Coni ed è disponibile a esporre le proprie osservazioni e forti perplessità derivanti da un masterplan le cui logiche sono in parte incomprensibili", afferma, ribadendo la convinzione che "la candidatura compatta di Torino fosse la scelta migliore per il Paese"
Le distanze non spaventano (più) il Cio. Stoccolma vuole fare il bob in Lettonia, 1000 chilometri di distanza dalla Svezia: aereo sino a Riga, poi un'altra oretta di viaggio. Che problema c'è a mettere insieme Torino, Milano e Cortina? Possiamo vincere. La rivale più pericolosa è Stoccolma, la Svezia non ha mai avuto i Giochi invernali eppure con gli sport invernali ha una certa dimestichezza. A Stoccolma, per ora, c'è scarsissimo entusiasmo: i media nemmeno parlano della candidatura olimpica, il sindaco è contrario, il partito di maggioranza pure. Si aspettano le elezioni politiche del 9 settembre per vedere che farà il nuovo governo. Calgary (Canada) sconta il fatto che il suo membro Cio, il più anziano, Dick Pound, ex n.1 della Wada, è un nemico giurato di Bach e questo certo non giova. Non è escluso che a novembre Calgary si possa ritirare. Sapporo (Giappone) ha ben poche chances, nel 2026 il Cio vuole tornare in Europa dopo due edizioni consecutive in Estremo Oriente, Pyoengchang 2018 e Pechino 2022. Sapporo potrebbe tornare in corsa, eventualmente, per il 2030. Ed Erzurum? LaTurchia si candida sempre, anche nel calcio, ma paga soprattutto i problemi di sicurezza. E poi ad Erzurum non c'è nulla, a cominciare dall'areoporto.
Malagò, con il suo staff, a ottobre sarà a Buenos Aires, alla sessione Cio: presenterà il dossier Italia (non si sa ancora il nome della candidatura, verrà deciso con Bach), ma già verso metà agosto i dirigenti del Cio saranno nel nostro Paese, perché è cambiato tutto rispetto al passato, il dossier adesso va concordato, passo passo, con il Comitato olimpico internazionale e con le Federazioni internazionali. E' Losanna che detta i tempi e interviene su certe scelte. E questo è un fatto positivo, potrebbe evitare (eventuali) contrasti fra le tre città italiane: a San Siro ci sarà la cerimonia inaugurale, mai uno stadio così grande è stato impiegato per i Giochi invernali. Previsti addirittura 30 milioni di incasso (ma chissà come sarà l'inflazione nel 2026?). A Milano imprenditori privati costruiranno comunque, Giochi o non Giochi, un nuovo Palasport: e questo è un risparmio. Villaggi olimpici a Milano, Bormio e Cortina, gli atleti-ricorda Carraro-vogliono stare vicini al luogo di gara. Torino ha l'Oval e il Palalpitour per il pattinaggio di velocità e l'hockey, niente bob a Cesana o Saint Moritz ma forse verrà "riattata" la pista impiegata a Cortina ai Giochi 1956.
Torino aveva previsto il Villaggio nell'ex Thyssen, ipotesi accolta con scarso entusiasmo dal Coni per i costi della bonifica (amianto) e del rifacimento, 110 milioni: molte scelte nel dossier sabaudo sembravano ispirate soprattutto ai contentini politici (ma i 5 Stelle non dovevano essere diversi?). Sestriere, Bormio e Cortina ospiteranno le discipline della neve. Tra l'altro Cortina ha già avuto i finanziamenti per i Mondiali di sci alpino del 2021, rifarà piste e strade, e questo è un risparmio in ottica Olimpiadi. Quando nel 2014 Thomas Bach, presidente Cio, presentò l'Agenda 2020 che rivoluzionava le candidature olimpiche disse: "Dobbiamo cambiare per non essere cambiati". Chiaro, no? A Palazzo H ci sono dirigenti che conoscono bene le dinamiche di Losanna, e questo aiuta, eccome. Poi, Bach è un amico ed estimatore dell'Italia. Il 7 novembre sarà a Roma, con altri membri Cio, per festeggiare li 80 anni (appena compiuti) di Mario Pescante. Malagò è in ottimi rapporti con lo sceicco Ahmad Al-Fahad Al-Sabah, presidente dei comitati olimpici mondiali. I voti si conquistano così, il Coni è forte a livello mondiale nonostante i no di Monti e Raggi. Il Coni stavolta può davvero vincere, se qualcuno tiene lontani i politici dalla candidatura Italia. La decisione si avrà a Milano, giochiamo in casa, il 10 settembre del prossimo anno: non è affatto esclusa una doppia assegnazione come per Parigi 2024 e Los Angeles 2028. L'Italia potrebbe avere quindi i Giochi invernali del '26, Stoccolma quelli del '30. Ma la strada è ancora lunga.Ora non si deve litigare, "per la governance-spiega Malagò-si parla più avanti". Presto dovrebbe arrivare il via liberadal governo: il Coni ha fatto quello che gli è stato chiesto, candidatura condivisa (in tre è una novità assoluta) e costi ridotti. Non resta che vincere...