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I 30 anni di Federica Pellegrini, una vita scritta sull'acqua

Federica Pellegrini 
E' stata la più giovane atleta italiana su un podio olimpico, ha vinto tutto ma continua a nuotare. Ha cambiato allenatori, casa, fidanzati, non ha mai cambiato la compagna di sempre: l'acqua. E ora punta Tokyo 2020
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ROMA - Ha scritto la sua vita sull'acqua: da quando a 16 anni fu la più giovane atleta italiana su un podio olimpico con l'argento nei 200 metri stile libero ai Giochi di Atene 2004. Una bambina, con molte insicurezze, il broncio, i brufoli. Federica Pellegrini compie trent'anni domani. Alle spalle una storia mai più ripetuta da nessuno: l'oro a Pechino 2008 sempre nei 200 stile; il record del mondo nelle quattro vasche che resiste da Roma 2009 (1'52''98); tre ori mondiali nella stessa specialità compreso quello dell'anno scorso a Budapest, a 29 anni, con il quale ha dato addio alla sua gara del cuore; due titoli mondiali anche nei 400 sl, una gara amata e odiata da sempre, abbandonata nel 2015; quattro titoli europei nei 200 sl e 1 nei 400 sl; l'oro ai mondiali in vasca corta a Windsor dopo i Giochi in Brasile, l'unico titolo che ancora le mancava. E continua a nuotare.Agli Europei di Glasgow è al suo ottavo campiona…
ROMA - Ha scritto la sua vita sull'acqua: da quando a 16 anni fu la più giovane atleta italiana su un podio olimpico con l'argento nei 200 metri stile libero ai Giochi di Atene 2004. Una bambina, con molte insicurezze, il broncio, i brufoli. Federica Pellegrini compie trent'anni domani. Alle spalle una storia mai più ripetuta da nessuno: l'oro a Pechino 2008 sempre nei 200 stile; il record del mondo nelle quattro vasche che resiste da Roma 2009 (1'52''98); tre ori mondiali nella stessa specialità compreso quello dell'anno scorso a Budapest, a 29 anni, con il quale ha dato addio alla sua gara del cuore; due titoli mondiali anche nei 400 sl, una gara amata e odiata da sempre, abbandonata nel 2015; quattro titoli europei nei 200 sl e 1 nei 400 sl; l'oro ai mondiali in vasca corta a Windsor dopo i Giochi in Brasile, l'unico titolo che ancora le mancava. E continua a nuotare.Agli Europei di Glasgow è al suo ottavo campionato del Vecchio Continente, il primo da donna semi libera: single dopo la separazione dall'ex collega Filippo Magnini, avvenuta dopo una crisi su scelte differenti post Olimpiade di Rio 2016; ma semi libera anche nel senso che non è condannata come è sempre stato per lei, a vincere. Dopo Budapest si è dedicata alla velocità, scegliendo i 100 stile cui è iscritta in Scozia, oltre che dare una mano alle staffette. In quella inaugurale, la 4x100, delle quattro è già stata la più veloce. Tutto può sempre cambiare come al solito, e repentinamente, nella vita di Federica: gli allenatori, le città, gli amori.

Soffrì quasi senza rimedio quando morì all'improvviso nel 2009 il suo coach più amato, Alberto Castagnetti, per lei un secondo padre; ha cambiato guida (Morini, Lucas), casa (da Verona a Parigi a Narbonne a Verona casa sua ancora), fidanzati (Marin, Magnini), non ha mai cambiato la compagna di sempre: l'acqua. Alle Olimpiadi di Tokyo 2020 ci vuole andare. Quest'anno si è concessa delle distrazioni, partecipando come giudice a Italia's Got Talent. Ha detto: "Mi è servito a impormi una cosa: staccare la testa dal nuoto". A trent'anni, dopo averlo nuotato tutto. Buon compleanno.