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Atletica, nella Continental Cup c'è Chiappinelli

Yohannes Chiappinelli 
L'azzurro bronzo europeo a Berlino nelle 3000 siepi al via nella manifestazione per continenti in programma sabato e domenica a Ostrava. E' l'ultimo weekend stagionale dell'atletica. Dopodiché bisognerà cominciare a pensare e possibilimente a pianficare il futuro, sia in campo nazionale sia in quello internazionale. Si potrà vedere su Youtube
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ROMA - C'era una volta la Coppa del Mondo di atletica. Quando venne pensata e messa in cantiere della Iaaf, la federazione internazionale, non esistevano i Mondiali, la Ddr era una potenza e il cronometraggio elettrico non si era ancora del tutto affermato. Eravamo alla fine degli anni Settanta. La particolarità era che i partecipanti a ogni singola gara rappresentavano ognuno i cinque continenti, più uno statunitense, i due migliori paesi europei provenienti dall'ultima edizione della Coppa Europa e infine, se c'era spazio, il rappresentante del paese ospitante. Un modo diverso di assembrare e creare schieramenti. Non una cattiva idea ma forse adesso un po' superata. Appena eletto presidente della Iaaf, Primo Nebiolo "si ritrovò" la Coppa del Mondo a Roma. Era il 1981. Si sono disputate dieci edizioni. L'ultima nel 2006 ad Atene. La congestione dei calendari e la supremazia di Mondiali e Olimpiadi hanno lentamente cancellato la Coppa del Mondo dalla lavagna dell'atletica. Dal 2010 si celebra la Continental Cup. Più o meno la stessa cosa ma a ranghi ridotti e con un allestimento più umile, come se fosse un meeting di due giorni. Nulla di più. Sabato 8 prenderà il via la terza edizione a Ostrava, con due giorni di fitto programma, ovviamente con tutte finali dirette. Siamo a fine stagione.

La prima edizione si tenne a Spalato nel 2010, la seconda a Rabat, in Marocco nel 2014. Da due si è passati a una cadenza di quattro anni. Importa poco, serve solo a smuovere un po' l'ambiente nella speranza che qualcuno dei potenziali protagonisti sia ancora in condizione. L'attuale formato prevede due rappresentati per ognuno dei quattro blocchi: Africa, Americhe, Asia-Oceania ed Europa. L'Italia ha un solo elemento: Yohannes Chiappinelli, il ragazzo senese che ha vinto il bronzo europeo a Berlino nelle 3000 siepi. Chiappinelli, che sostituito l'oro europeo, il francese Mekhissi, sarà in pista sabato alle 16. Si annuncia un bel 100 maschile con Lyles, Blake, il cinese Su (9"91 agli Asian Games). Nei 110 hs il russo Shubenkov è sempre a caccia del record europeo (12"91). E a questo proposito ci si chiede: la Russia è squalificata, Shubenkov corre come atleta indipendente, allora perché è "europeo"? Ma sono dettagli ormai di una stortura che dovrà avere presto fine. Attenti al turco Gulyiev, che se è in forma (la pista di Ostrava è veloce ed è stata una delle piste più amate da Bolt) potrebbe farsi venire in mente di togliere il record europeo dei 200 a Pietro Mennea (a Berlino ha vinto l'oro correndo in 19"76, a soli quattro centesimi da Pietro, poi però a Zagabria pochi giorni fa si è esibito in una perfetta controprestazione fermando il cronometro a 20"79!).

Da seguire Samba nei 400 hs, la Uibo-Miller nei 200, Ingebritsen nei 1500, nell'alto non ci sarà la stanca Lasitskene (altra "indipendente"). La colombiana Ibarguen si presterà alla doppietta: lungo e triplo. Come la Schippers nella velocità (100 e 200)  e la Semenya che, oltre a correre i suoi amati 800 si presenta anche sui 400. Grande, come sempre negli ultimi tempi, l'asta maschile. Non ci sarà soltanto Duplantis, il teenager svedese-americano che gli amici chiamano "Mondo". Gli altri sì. Nel lungo maschile mancherà Manyonga, ma c'è il suo connazionale Samaai, che non gli è da meno (e se gli è da meno non lo dà sempre a vedere), e in pedana vedremo anche il cinese Wang (quest'anno 8,47).  L'atletica del 2018 chiuderà qui i battenti. Poi si parlerà tanto del futuro ma non è detto che si farà altrettanto, ossia che alle parole seguiranno anche i fatti, sempre che questi fatti poi si riveleranno mirati e concreti. Si spera sempre, in ogni caso, che poi non costa niente. Nell'ultimo weekend di settembre si terrà il Consiglio federale della Fidal. Molti cambi di rotta, ma sempre ricordando che gli strumenti per cambiare (e le persone) forse già ci sono. Ridiamo l'atletica ai tecnici bravi, soprattutto a quelli che hanno già dimostrato di esserlo, diamo loro lo stimolante compito di costruire i pezzi mancanti, mettiamoli insieme, questi signori, facciamoli diventare una squadra, chiediamogli di allenare, di pensare e anche di creare altri tecnici (diciamo otto ciascuno in un tempo né breve né troppo lungo), e paghiamoli per questo. Potrebbe succedere che prima dei Giochi di Parigi del 2024 l'Italia possa avere come i paesi sportivamente più evoluti uno staff tecnico esteso, e competente nelle varie discipline, pagato dallo stato. Parole a vanvera? Forse no. Quanto alla Iaaf, in autunno si dovrà deliberare sull'iperandroginismo delle ottocentiste, a capo delle quali c'è proprio la sudafricana Caster Semenya (ma anche Niyonsaba e Wambui, ossia il podio olimpido di Rio 2016). Probabile la conferma di un cambio normativo: ci sarà un abbassamento dei livelli di testosterone nel sangue. Non è chiaro se ci si limiterà ad alcune discipline femminili (gli 800) o se il provvedimento si allargherà anche ad altri ambiti, dove peraltro l'incidenza dell'iperandroginismo è nulla. Si mormora, tanto per fare un esempio, che la Semenya potrebbe, in vista di una soluzione mirata per gli 800, spostarsi definitivamente sui 1500. Col rischio, però, che fra qualche mese, scopriremo che bisognava legiferare anche sui 1500. Una bella gatta da pelare. Che però va pelata. In Italia non ci sarà copertura televisiva. La Continental Cup si potrà seguire sul canale Youtube della Iaaf e su Facebook.
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