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Atletica, Chiappinelli terzo nelle 3000 siepi della Continental Cup

Il senese porta sei punti all'Europa. Alla fine della prima giornata, avanti le Americhe. Seconda l'Europa, poi staccate Asia-Oceania e Africa. Domenica si chiude con asta, triplo e 100 maschili che promettono spettacolo

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ROMA - Comunque e dovunque sia, il terzo posto Chiappinelli se lo prende. E' successo anche nelle 3000 siepi della Continental Cup a Ostrava. Una bella gara, la sua, interpretata con saggezza, senza strafare, perché non serve, anzi è peggio. Ha perso terreno soltanto negli ultimi seicento metri, quando era chiaro che la strattonata di Kipruto, frantumata in una serie di accelerazioni, non si poteva sostenere. Davanti a Yohannes c'erano soltanto il kenyano, per l'Africa, e il canadese Hughes, rappresentante delle Americhe. Ma anche il canadese aveva gettato la spugna, non era più il caso di puntare al primo posto e agli otto punti per la classifica generale. Yohannes è l'unico azzurro della manifestazione.

Soddisfatto perché è stata una stagione, insieme, logorante e gratificante. La ciliegina di Ostrava è saporita e il valore aggiunto della prestazione del senese (8'32"89 non è male tenendo conto che il ragazzo ha un personale di 8'27"34 corso nel 2017) è stato che lo spagnolo Carro, che lo precedette a Berlino aggiudicandosi l'argento, è finito quarto. Chiappinelli corre, dice che è il tempo l'avversario da battere, ma è vero anche che esistono gare più tattiche in cui la carta va giocata diversamente. E lui lo ha fatto.

La prima giornata di Continental Cup ha visto il dominio di Americhe ed Europa. Largamente previsto. Meno che l'Africa arrancasse in ultima posizione. L'atteso turco Gulyiev, che aveva promesso di tentare l'attacco al record europeo dei 200 di Pietro Mennea, si è accorto (ma forse in cuor suo già ne era consapevole), complice anche un non invitante vento contrario di -1.6 m/s, di avere le pile scariche: solo secondo con un tempo relativamente "comodo" (20"28) dietro il ritrovato panamense Alonso Edwards, diventato famoso più che per le sue vittorie, per un secondo posto: quello ottenuto a Berlino nel 2009 dietro quella furia di Bolt che stava frantumanto il record del mondo con 19"19.

Il risultato tecnicamente più significativo della giornata è stato quello del qatarino Samba nel 400 hs, che ha chiuso la stagione con ragguardevole 47"37, ottenuto peraltro con una disarmante disinvoltura, lui che dopo anni è stato il primo uomo a tornare sotto i 47" (46"98 a Parigi in Diamond League a fine giugno). Non ci riuscì neppure Edwin Moses a scendere sotto i 47". Samba è di origini mauritanie, ha vissuto in Arabia Saudita, ma gareggia per il Qatar. Non ancora 23enne, viene da una famiglia di calciatori e quando annunciò a suo padre di voler cambiare rotta per poco non creò una rottura: "Ma alla fine mio padre si convinse che forse la cosa migliore era farmi fare la cosa che più amavo". Ha fatto bene.
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