Boxe, Joshua resta re dei massimi: Povetkin abbattuto al settimo round
di LUIGI PANELLAA Wembley davanti a 80mila spettatori il britannico, dopo un inizio titubante, prende le misure del russo e chiude la contesa con un ko molto spettacolare. All'orizzonte ora la riunificazione con Wilder
LONDRA - Solo entrando nell'esercizio complesso della ricerca della perfezione, è possibile ravvisare ombre nella prestazione di Anthony Joshua, che davanti agli 80mila di Wembley ha mantenuto il titolo mondiale dei pesi massimi (versione Wba, Ibf e Wbo) sconfiggendo per ko al settimo round Alexander Povetkin. Incontro bello ed epilogo altamente spettacolare costruito su un destro al quale è seguita una serie di colpi: precisi, potenti, soprattutto mai sprecati, caratteristica questa dei pugili di grande classe. Il russo è andato giù, ha avuto la forza e il coraggio di rialzarsi, ma il match a quel punto era finito. L'arbitro gli ha concesso una seconda chance, strameritata per l'atteggiamento avuto sul ring. Povetkin Però ormai era un bersaglio fisso e per il campione chiudere il discorso è stata una formalità.
Una nuova serata di luce intensa per quello che mediaticamente rappresenta il nuovo punto di riferimento della bo…
Una nuova serata di luce intensa per quello che mediaticamente rappresenta il nuovo punto di riferimento della bo…
LONDRA - Solo entrando nell'esercizio complesso della ricerca della perfezione, è possibile ravvisare ombre nella prestazione di Anthony Joshua, che davanti agli 80mila di Wembley ha mantenuto il titolo mondiale dei pesi massimi (versione Wba, Ibf e Wbo) sconfiggendo per ko al settimo round Alexander Povetkin. Incontro bello ed epilogo altamente spettacolare costruito su un destro al quale è seguita una serie di colpi: precisi, potenti, soprattutto mai sprecati, caratteristica questa dei pugili di grande classe. Il russo è andato giù, ha avuto la forza e il coraggio di rialzarsi, ma il match a quel punto era finito. L'arbitro gli ha concesso una seconda chance, strameritata per l'atteggiamento avuto sul ring. Povetkin Però ormai era un bersaglio fisso e per il campione chiudere il discorso è stata una formalità.
Una nuova serata di luce intensa per quello che mediaticamente rappresenta il nuovo punto di riferimento della boxe mondiale. C'è però quel discorso della perfezione... Già, perché al primo round i colpi sparati dal 39enne russo ad energie intatte (in particolare un montante destro), hanno creato qualche problema alla mascella del campione. Evidente lo stato di traballamento, per superare il quale il gong è stato prezioso aiuto. Un copione sicuramente meno drammatico di quello visto contro Wladimir Klitschko, quando AJ finì al tappeto e sull'orlo del precipizio prima di imporsi a sua volta prima del limite. Più simile al momento di sofferenza contro Dylan Whyte, che potrebbe essere il prossimo avversario di Joshua nell'aprile del 2019 (Wembley è già prenotato, manca solo il nome dell'avversario).
Joshua comunque non ha mai perso il controllo della situazione, mantenendo sempre la giusta distanza dall'avversario, lavorando con il jab sinistro in attesa che arrivassero tempi più propizi. Così facendo ha vinto seconda, terza e quarta ripresa, si è concesso una pausa alla quinta, quindi ha cambiato marcia alla sesta. Round nel quel ha scosso Povetkin con un destro. Il classico preludio, perché se il russo sembrava avere assorbito, la piccola crepa aperta nella sua resistenza si è dilatata a vista d'occhio nella fatale ripresa seguente.
"Chi volete che affronti? Ditelo voi", ha scherzato da consumato show man con il pubblico il 28enne AJ, alla 22 vittoria su altrettanti incontri (21 le soluzioni per ko). In realtà la gente vuole la sfida con Deontay Wilder, detentore della corona Wbc, per riunificare il titolo sotto un unico campione. Da attendere sviluppi: Wilder a dicembre se la vedrà a Las Vegas con l'irrequieto e imprevedibile Tyson Fury. Il vincente sembra destinato, prima o poi, ad affrontare Joshua. E una volta per tutte sarà chiarito chi è il più forte nella categoria regina,
Una nuova serata di luce intensa per quello che mediaticamente rappresenta il nuovo punto di riferimento della boxe mondiale. C'è però quel discorso della perfezione... Già, perché al primo round i colpi sparati dal 39enne russo ad energie intatte (in particolare un montante destro), hanno creato qualche problema alla mascella del campione. Evidente lo stato di traballamento, per superare il quale il gong è stato prezioso aiuto. Un copione sicuramente meno drammatico di quello visto contro Wladimir Klitschko, quando AJ finì al tappeto e sull'orlo del precipizio prima di imporsi a sua volta prima del limite. Più simile al momento di sofferenza contro Dylan Whyte, che potrebbe essere il prossimo avversario di Joshua nell'aprile del 2019 (Wembley è già prenotato, manca solo il nome dell'avversario).
Joshua comunque non ha mai perso il controllo della situazione, mantenendo sempre la giusta distanza dall'avversario, lavorando con il jab sinistro in attesa che arrivassero tempi più propizi. Così facendo ha vinto seconda, terza e quarta ripresa, si è concesso una pausa alla quinta, quindi ha cambiato marcia alla sesta. Round nel quel ha scosso Povetkin con un destro. Il classico preludio, perché se il russo sembrava avere assorbito, la piccola crepa aperta nella sua resistenza si è dilatata a vista d'occhio nella fatale ripresa seguente.
"Chi volete che affronti? Ditelo voi", ha scherzato da consumato show man con il pubblico il 28enne AJ, alla 22 vittoria su altrettanti incontri (21 le soluzioni per ko). In realtà la gente vuole la sfida con Deontay Wilder, detentore della corona Wbc, per riunificare il titolo sotto un unico campione. Da attendere sviluppi: Wilder a dicembre se la vedrà a Las Vegas con l'irrequieto e imprevedibile Tyson Fury. Il vincente sembra destinato, prima o poi, ad affrontare Joshua. E una volta per tutte sarà chiarito chi è il più forte nella categoria regina,