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Atletica, Europei corsa campestre. Crippa, l'Etiope d'Italia: "Corro coi big, voglio il podio"

Classe '96, Yeman è stato adottato quando aveva 5 anni: "Mi sono integrato subito, anche a scuola". Alla prossima rassegna continentale, in programma a Tilburg il 9 dicembre, sarà uno degli uomini di punta della truppa azzurra

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MILANO - Il suo nome in amarico significa "il braccio destro di Dio". Lui è Yemaneberhan Crippa chiamato da tutti Yeman, etiope, classe '96. La sua passione è la corsa, gli obiettivi le medaglie, che ha già iniziato a mettere in bacheca, l'ultima una manciata di giorni fa a Tilburg, in Olanda, dove il 9 dicembre si correranno gli Europei di corsa campestre. "La gara è stato più che altro un test, la vittoria in sé non ha grande valore", racconta il mezzofondista delle Fiamme Oro, al quale, per vero, interessava altro. "La gara mi ha confermato che l'allenamento fatto in Kenya (in altura) per tre settimane è andato bene", spiega Yeman, bronzo dei 10mila su pista agli Europei di Berlino e pronto a partire per Tilburg, dove ha deciso che gareggerà con i senior, non con la sua categoria: "Me la giocherò con i più grandi, l'obiettivo è una medaglia", dice con la spensieratezza dei ventenni, solitamente amanti del pallone. Non lui. Yeman arrivato a 5 anni dall'Etiopia ha provato a giocare a calcio, ma l'amore vero è sbocciato quando si è misurato con l'atletica: con la pista il feeling è stato immediato.

La sua forza, raccontano, è quella di non aver bruciato le tappe, al contempo aver svolto un lavoro adeguato alla sua età, senza mai essere 'spremuto' dagli allenatori più del dovuto. Il risultato? Nessun infortunio, la strada è quella giusta. Insomma, Yeman può andare lontano. Chi lo conosce bene lo paragona più ad Alberto Cova che a Stefano Mei. Ma, in fondo, lui è Yeman, un ragazzo venuto dall'Etiopia che ha nella testa i Mondiali di Doha del prossimo anno e alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Poi, forse, la maratona, chissà. Obiettivi importanti per diventare grande. Ma dietro il giovane mezzofondista c'è tanto altro. C'è una guerra, quella che in Etiopia lo ha strappato alla sua famiglia naturale e lo ha costretto in un orfanotrofio di Addis Abeba fino all'età di 5 anni, quando, insieme a 2 sorelle è stato adottato da una coppia milanese, Roberto e Luisa Crippa. "I miei genitori sono stati coraggiosi", dice con orgoglio il ragazzo rivelando le emozioni di allora: "Sono arrivato in Italia nel 2003, a Montagna, in Trentino. Tutto mi sembrava fantastico, era come essere passati dall'Inferno al Paradiso. Tra l'altro mi sono integrato subito, anche a scuola".

Un traguardo importante per chi arriva da lontano e si radica nell'Italia del Nord-Est. "Non ho mai avuto problemi in questo senso", sottolinea Yeman, che ha spalle larghe in tal senso, soprattutto grazie all'aiuto del padre, che ha sempre consigliato al figlio e alle due sorelle di fare spallucce davanti alle battute. Aiuto, amore e tanto altro per Yeman e le sorelle, che dopo essere stati accolti dalla famiglia Crippa hanno ricevuto un nuovo dono, quello di poter riabbracciare i fratelli rimasti in Africa. "Era la fine del 2005 quando la mamma e il papà hanno adottato gli altri miei fratelli e due cugini", racconta soddisfatto Yeman, che da otto anni vive in Italia con tutta la famiglia: 6 fratelli e due cugini, totale 8. La famiglia allargata di un astro nascente.
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