Boxe, Pacquiao: la leggenda continua. Broner dominato ai punti
di LUIGI PANELLAA Las Vegas il 40enne senatore delle Filippine supera lo statunitense più giovane di 12 anni. Ora all'orizzonte ora potrebbe esserci la rivincita con Mayweather
''Dite a Mayweather che se vuole io sono pronto''. Il momento più acclamato della notte di Las Vegas arriva dopo il match. Manny Pacquiao ha tranquillamente difeso il titolo del mondo dei pesi welter Wba, dominando ai punti lo statunitense Adrien Broner. Poi il senatore delle Filippine ha lanciato direttamente dal ring la sfida all'antico rivale per una rivincita dopo il ricchissimo incontro del 2015. In platea c'era anche lui, Floyd Mayweather, che da attore consumato ha ascoltato, attento a lasciare trasparire emozioni. La sensazione però è che il buon Floyd, allettato da una altra montagna di dollari, potrebbe anche anche mettere a rischio il record illibato di 50 vittorie su altrettanti incontri.
Queste le parole, ora il ring. Il verdetto della MGM Grand Garden Arena a nostro avviso è troppo stretto per il vincitore. I punteggi (117-111, 116-112, 116-112) infatti non danno l'idea di ciò che si è visto. Paquiao …
Queste le parole, ora il ring. Il verdetto della MGM Grand Garden Arena a nostro avviso è troppo stretto per il vincitore. I punteggi (117-111, 116-112, 116-112) infatti non danno l'idea di ciò che si è visto. Paquiao …
''Dite a Mayweather che se vuole io sono pronto''. Il momento più acclamato della notte di Las Vegas arriva dopo il match. Manny Pacquiao ha tranquillamente difeso il titolo del mondo dei pesi welter Wba, dominando ai punti lo statunitense Adrien Broner. Poi il senatore delle Filippine ha lanciato direttamente dal ring la sfida all'antico rivale per una rivincita dopo il ricchissimo incontro del 2015. In platea c'era anche lui, Floyd Mayweather, che da attore consumato ha ascoltato, attento a lasciare trasparire emozioni. La sensazione però è che il buon Floyd, allettato da una altra montagna di dollari, potrebbe anche anche mettere a rischio il record illibato di 50 vittorie su altrettanti incontri.
Queste le parole, ora il ring. Il verdetto della MGM Grand Garden Arena a nostro avviso è troppo stretto per il vincitore. I punteggi (117-111, 116-112, 116-112) infatti non danno l'idea di ciò che si è visto. Paquiao è apparso pimpante, conducendo le 12 riprese a ritmi costanti, abbastanza alti, e tenendo l'avversario sempre sotto la minaccia del suo sinistro. Broner dal canto suo ha optato per una tattica difensiva, riuscita anche in maniera accettabile, ma antitetica allo spettacolo. Non particolarmente simpatico all'opinione pubblica, per atteggiamenti e fatti concreti (i problemi con la giustizia si sprecano), lo sfidante ha poi peggiorato le cose nel post match urlando in maniera sguaiata ''la mia boxe è stata più intelligente, penso di aver vinto nettamente''.
La realtà è ben diversa, perché per poter solo pensare di buttare giù un monumento come Pacquiao, Broner doveva fare molto, molto di più. Qualche buona combinazione nel quarto round, me per il resto ha solo badato a non correre eccessivi rischi. Insomma, l'alias 'The problem' lo ha rivolto soprattutto verso se stesso. Musica diversa per Manny Pacquiao, che oltre a tenere in controllo la situazione ha infiammato i 13mila presenti in due circostanze: nel settimo e nel nono round, quando rispettivamente una combinazione di colpi ed un montante sinistro hanno fatto vacillare Broner. Per l'idolo delle Filippine si è trattato dell'incontro numero 70 (61 vittorie, 7 sconfitte e 2 pari) in una carriera iniziata la bellezza di 24 anni or sono. Il 71esimo potrebbe essere il più ricco, ancora di più di quello del 2015. Mayweather si atteggia a sfinge ma ci sta pensando su. Non si viene soprannominati Money per caso...
Queste le parole, ora il ring. Il verdetto della MGM Grand Garden Arena a nostro avviso è troppo stretto per il vincitore. I punteggi (117-111, 116-112, 116-112) infatti non danno l'idea di ciò che si è visto. Paquiao è apparso pimpante, conducendo le 12 riprese a ritmi costanti, abbastanza alti, e tenendo l'avversario sempre sotto la minaccia del suo sinistro. Broner dal canto suo ha optato per una tattica difensiva, riuscita anche in maniera accettabile, ma antitetica allo spettacolo. Non particolarmente simpatico all'opinione pubblica, per atteggiamenti e fatti concreti (i problemi con la giustizia si sprecano), lo sfidante ha poi peggiorato le cose nel post match urlando in maniera sguaiata ''la mia boxe è stata più intelligente, penso di aver vinto nettamente''.
La realtà è ben diversa, perché per poter solo pensare di buttare giù un monumento come Pacquiao, Broner doveva fare molto, molto di più. Qualche buona combinazione nel quarto round, me per il resto ha solo badato a non correre eccessivi rischi. Insomma, l'alias 'The problem' lo ha rivolto soprattutto verso se stesso. Musica diversa per Manny Pacquiao, che oltre a tenere in controllo la situazione ha infiammato i 13mila presenti in due circostanze: nel settimo e nel nono round, quando rispettivamente una combinazione di colpi ed un montante sinistro hanno fatto vacillare Broner. Per l'idolo delle Filippine si è trattato dell'incontro numero 70 (61 vittorie, 7 sconfitte e 2 pari) in una carriera iniziata la bellezza di 24 anni or sono. Il 71esimo potrebbe essere il più ricco, ancora di più di quello del 2015. Mayweather si atteggia a sfinge ma ci sta pensando su. Non si viene soprannominati Money per caso...