"Sono pronto a dare spettacolo. Nel prossimo combattimento non vedo l'ora di affrontare Canelo Alvarez". Le parole sono di Gennady Golovkin, pronunciate sul ring del Madison Square Garden di New York dopo aver appena chiuso il suo rientro abbattendo - nel senso letterale del termine- al quarto round il canadese Steve Rolls. Nel mirino del kazako c'è il campione del mondo dei pesi medi (sigle Wba, Wbc e Ibf), il messicano Sal Canelo Alvarez. Sarebbe il completamento di un classico della boxe, la trilogia.
Già due infatti le sfide, la prima chiusa in parità, la seconda con la vittoria di Alvarez: di entrambi i match però GGG (questo l'alias di Golovkin) porta in sé il retrogusto della beffa. Insomma, il match si farà, e non tanto perché lo vuole Golovkin, ma perché suggerito dalla logica. In un pugilato dove i quattrini delle tv sono importanti, il fatto di essere entrambi sotto contratto con Dazn (che ha trasmesso il match di New York) rende di fatto inevitabile la sfida.
Ci arriverà un Golovkin apparso molto brillante nel suo rientro. Aver cambiato allenatore (dal santone messicano Abel Sanchez a Jonathan Banks) sembra avergli restituito quello smalto da picchiatore puro che nelle sfide con Alvarez era apparso un po' velato. Rolls arrivava al match con un ruolino immacolato (19 vittorie di cui 10 per ko) ma anche con un parterre avversari non irresistibile. Il canadese ha evidenziato due cose. La prima è una buona personalità: non è salito sul ring solo per fare la comparsa, ma si è giocato le sue chance. In particolare nel secondo round alcuni colpi di buon livello hanno raggiunto GGG, la cui fase difensiva non è il punto di forza. La seconda, purtroppo per Rolls, è una certa friabilità nell'incassare i colpi, peccato mortale quando si ha di fronte uno che ha collezionato 35 successi per ko su 40 incontri a fronte di una sola sconfitta. L'epilogo, spettacolare, al quarto round. Un diretto sinistro ha minato le certezze di Rolls, un destro alla tempia le ha sgretolate, un micidiale gancio sinistro alla punta del mento ha calato impietosamente il sipario.
Già due infatti le sfide, la prima chiusa in parità, la seconda con la vittoria di Alvarez: di entrambi i match però GGG (questo l'alias di Golovkin) porta in sé il retrogusto della beffa. Insomma, il match si farà, e non tanto perché lo vuole Golovkin, ma perché suggerito dalla logica. In un pugilato dove i quattrini delle tv sono importanti, il fatto di essere entrambi sotto contratto con Dazn (che ha trasmesso il match di New York) rende di fatto inevitabile la sfida.
Ci arriverà un Golovkin apparso molto brillante nel suo rientro. Aver cambiato allenatore (dal santone messicano Abel Sanchez a Jonathan Banks) sembra avergli restituito quello smalto da picchiatore puro che nelle sfide con Alvarez era apparso un po' velato. Rolls arrivava al match con un ruolino immacolato (19 vittorie di cui 10 per ko) ma anche con un parterre avversari non irresistibile. Il canadese ha evidenziato due cose. La prima è una buona personalità: non è salito sul ring solo per fare la comparsa, ma si è giocato le sue chance. In particolare nel secondo round alcuni colpi di buon livello hanno raggiunto GGG, la cui fase difensiva non è il punto di forza. La seconda, purtroppo per Rolls, è una certa friabilità nell'incassare i colpi, peccato mortale quando si ha di fronte uno che ha collezionato 35 successi per ko su 40 incontri a fronte di una sola sconfitta. L'epilogo, spettacolare, al quarto round. Un diretto sinistro ha minato le certezze di Rolls, un destro alla tempia le ha sgretolate, un micidiale gancio sinistro alla punta del mento ha calato impietosamente il sipario.