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Boxe, Pacquiao leggenda senza tempo: battuto anche Thurman

Un destro di Pacquiao raggiunge al volto Thurman (afp)
Nel mondiale dei pesi welter il filippino, 40 anni e 7 mesi, si impone ai punti contro lo statunitense, di 10 più giovane e finora imbattuto dopo un match di grande spettacolarità
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Era il 22 gennaio del 1995 quando un ragazzino che aveva compiuto da poco i 16 anni saliva sul ring per la prima volta da professionista, con i suoi sogni e la sua voglia di riscattarsi dopo una infanzia che forse non c'era mai stata. L'avversario era tale Edmund Enting Ignacio, quel ragazzino era Manny Pacquiao. Da allora sono passati 71 incontri e 24 anni, attraversati da Pacquaio tra titoli mondiali (8 in diverse categorie di peso) e un altro alloro, guadagnato nella vita, di eroe delle Filippine. Senatore al parlamento, uomo d'affari, cantante, persino cestista, ma soprattutto uomo di grandissima generosità verso i bisognosi. Un mito che attraversa tutte la fasce sociali. Quando combatte, persino il tasso di criminalità nelle strade di Manila e non solo, si abbassa sino quasi ad azzerarsi.
Uno dei maxischermi allestiti nelle Filippine per il match: qui al palasport di Manila (afp)
Nella notte scorsa, sul ring dell'MGM Grand di Las Vegas, l'ennesimo capolavoro: Keith Thurman, imbattuto, più strutturato fisicamente, più giovane di 10 anni, ha dovuto arrendersi nel mondiale dei welter dopo una battaglia splendida, senza soste. Verdetto ai punti con decisione non unanime: due giudici hanno dato 115-112 a Pacquiao (condivisibili in forma e sostanza), il terzo ha visto 114-113 per Thurman. Lo statunitense ha disputato un match di buon livello, di gran lunga superiore a quello del suo rientro dopo due anni di assenza, lo scorso gennaio contro Josesito Lopez. Non è però riuscito a dare all'azione la necessaria continuità: “Penso che la sua grande esperienza sul ring abbia fatto la differenza”, ha poi riconosciuto.

Pacquiao, nonostante Thurman avesse un maggiore allungo, ha paradossalmente vinto il match con il suo diretto destro, chirurgico nell'anticipare costantemente i progetti dell'avversario. Un destro che, sotto forma di gancio, nel primo round ha messo al tappeto lo statunitense: non un knock down terribile, ma un indirizzo preciso dato al match. Due punti guadagnati all'alba dell'incontro sui quali Pac Man ha costruito la vittoria. Le uniche concessioni del filippino sono state in fase difensiva. Ad esempio, un destro corto all'undecimo round di Thurman, per tipologia di colpo, ha vagamente ricordato quello con il quale Marquez, nel dicembre del 2012, sembrava avere spento la luce del filippino con un devastante ko. Pacquiao stavolta lo ha assorbito con buona disinvoltura, e il libro della sua leggenda, a 40 anni e 7 mesi, si arricchisce di un nuovo capitolo, non l'ultimo: “Penso che combatterò ancora l'anno prossimo...”.
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