BOLOGNA - It ain't over 'til it's over ha echeggiato in gara due della finale scudetto, suonando spettrale per il San Marino e ancora una volta invece riservando al pubblico un finale emozionante e pieno di gioia.
l'UnipolSai Fortitudo stavolta la acciuffa e la vince al fotofinish, rimontando - proprio come in semifinale con Parma, 4 punti di disavanzo, scavati dalle più calde mazze sammarinesi. All'ultimo giro di giostra d'attacco infatti, Bologna si presenta con la batteria più calda ma con un saldo a debito di due punti: tre a cinque. San Marino ha potuto monetizzare la sua discreta prova d'attacco potendo contare su un intoccabile Maestri per cinque inning. Oltre metà gara i Titanici navigano nel mare della tranquillità e Bologna, ha all'attivo una sola, striminzita valida. Tutto lascia prevedere che i punti concessi dal partente Scotti e dal primo rilievo Pizziconi mettano al riparo da spiacevoli sorprese la squadra di Chiarini. Ma il calo di corrente di Maestri vale le basi piene e in un amen l'UnipolSai torna sotto: 3 a 4.
Un deja vu (vedi gara5 di semifinale), invece René Mazzocchi si scalda e chiude il recinto prima che ibioi siano tutti fuggiti. Il vantaggio rimane sigillato fino al nono, quando davvero accade l'incredibile. San Marino allunga portandosi sul 5 a 3, sfruttando un passaggio a vuoto del closer felsineo, Pippo Crepaldi; quindi Marval è out quando a Vaglio viene concessa la base. Anche Paz finisce la sua prova, Russo batte per il punto del 4 a 5, ma con San Marino a un out dall'1 a 1. Frignani gioca il jolly, il solito Fuzzi che, con Grimaudo, ottiene la base gratuita. Con le basi piene, Chiarini fa uscire Marzocchi, ma il giovane Coveri offre gratuitamente il 5 a 5 (base su ball). Entra Simone e subisce da Ferrini, in un attimo da opacissimo attore del recital a eroe di serata, la valida che spinge a casa il 6 a 5 per Bologna, ora a una sola partita dallo scudetto. Per buona pace anche di Yogi Berra che aveva previsto tutto..
Lele Frignani non vuole parlare di scudetto. "Un'altra grandissima rimonta, segno che questo gruppo ha grandi valori - dice - ma la serie con Parma insegna a non abbassare mai la guardia. Dunque non abbiamo ancora fatto nulla, manteniamo il nostro spirito. Avanti inning per inning". "Con Bologna non bisogna mai mollare - dice Celli, tra i sammarinesi più positivi - credo che il loro rientro in partita sia dipeso dal fatto che non abbiamo sfruttato le occasione con uomini in base. Dobbiamo pensare a una partita alla volta per provare a raggiungere la bella. Non sarà facile, ci proveremo"
l'UnipolSai Fortitudo stavolta la acciuffa e la vince al fotofinish, rimontando - proprio come in semifinale con Parma, 4 punti di disavanzo, scavati dalle più calde mazze sammarinesi. All'ultimo giro di giostra d'attacco infatti, Bologna si presenta con la batteria più calda ma con un saldo a debito di due punti: tre a cinque. San Marino ha potuto monetizzare la sua discreta prova d'attacco potendo contare su un intoccabile Maestri per cinque inning. Oltre metà gara i Titanici navigano nel mare della tranquillità e Bologna, ha all'attivo una sola, striminzita valida. Tutto lascia prevedere che i punti concessi dal partente Scotti e dal primo rilievo Pizziconi mettano al riparo da spiacevoli sorprese la squadra di Chiarini. Ma il calo di corrente di Maestri vale le basi piene e in un amen l'UnipolSai torna sotto: 3 a 4.
Un deja vu (vedi gara5 di semifinale), invece René Mazzocchi si scalda e chiude il recinto prima che ibioi siano tutti fuggiti. Il vantaggio rimane sigillato fino al nono, quando davvero accade l'incredibile. San Marino allunga portandosi sul 5 a 3, sfruttando un passaggio a vuoto del closer felsineo, Pippo Crepaldi; quindi Marval è out quando a Vaglio viene concessa la base. Anche Paz finisce la sua prova, Russo batte per il punto del 4 a 5, ma con San Marino a un out dall'1 a 1. Frignani gioca il jolly, il solito Fuzzi che, con Grimaudo, ottiene la base gratuita. Con le basi piene, Chiarini fa uscire Marzocchi, ma il giovane Coveri offre gratuitamente il 5 a 5 (base su ball). Entra Simone e subisce da Ferrini, in un attimo da opacissimo attore del recital a eroe di serata, la valida che spinge a casa il 6 a 5 per Bologna, ora a una sola partita dallo scudetto. Per buona pace anche di Yogi Berra che aveva previsto tutto..
Lele Frignani non vuole parlare di scudetto. "Un'altra grandissima rimonta, segno che questo gruppo ha grandi valori - dice - ma la serie con Parma insegna a non abbassare mai la guardia. Dunque non abbiamo ancora fatto nulla, manteniamo il nostro spirito. Avanti inning per inning". "Con Bologna non bisogna mai mollare - dice Celli, tra i sammarinesi più positivi - credo che il loro rientro in partita sia dipeso dal fatto che non abbiamo sfruttato le occasione con uomini in base. Dobbiamo pensare a una partita alla volta per provare a raggiungere la bella. Non sarà facile, ci proveremo"