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Colillas, dal calcio al poker: "Ora sogno di sfidare Piqué"

Arrivato a giocare alle soglia del professionismo, un infortunio ha stroncato il suo sogno di poter giocare nel Barcellona. Poi la grande rivincita sui tavoli da gioco che ne ha fatto una star di livello inernazionale
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BARCELLONA – Il suo sogno era diventare calciatore, magari entrando nella cantera del Barcellona, squadra di cui è sempre stato tifoso. È un catalano doc, Ramon Colillas, è cresciuto sperando di indossare i colori blaugrana. E tra l’altro, visto da lontano, potrebbe tranquillamente essere scambiato per uno dei suoi idoli, Gerard Piqué. Magari ci sarebbe riuscito a diventare suo compagno di squadra (oppure ad affrontarlo), se un brutto infortunio alle ginocchia non gli avesse impedito di continuare la sua scalata: “Da ragazzo ero arrivato a giocare a livelli anche abbastanza alti – racconta a Repubblica.it – e molto vicini al passaggio tra i professionisti. Ma a quel punto non ho più avuto possibilità. Ho dovuto cambiare completamente vita”. Che, ironia del destino, alla fine lo ha portato davvero vicino alla possibilità di sfidare Piqué, anche se in contesti diversi.
 
LA STORIA DI COLILLAS, DAL CALCIO AL POKER - Subito dopo aver dovuto abbandonare la carriera calcistica, infatti, Colillas si è messo a studiare e sempre rimanendo in ambito sportivo si è laureato in Scienze Motorie all'Università di Vic a Barcellona. Ha iniziato lavorare e nel frattempo si dilettava nello svolgere il ruolo di allenatore del settore giovanile della squadra del suo paese. Almeno fino a quando non è nata un’altra passione, quella per il poker: “Guardavo i tornei in televisione e ci giocavo con i miei amici privatamente. Vedevo che mi piaceva questo mondo, semplicemente. E guadagnandoci anche qualcosa, lo abbinavo al mio lavoro. Poi sono arrivato al punto in cui dovevo per forza scegliere tra le due opzioni. E dal momento che avevo 24 anni all’epoca, ho scelto di provare a dedicarmi a questo gioco per diventare professionista e poco dopo è arrivato anche il contratto di sponsorizzazione con PokerStars”. Così è iniziata per lui una nuova vita, culminata nel suo massimo risultato, la vittoria dello scorso gennaio al PCA (PokerStars Caribbean Adventure) delle Bahamas. Una vittoria da 5,1 milioni di dollari che lo ha catapultato nell’élite di questa disciplina.
 
IL SOGNO DI SFIDARE PIQUÉ A BARCELLONA – “Un successo – spiega Ramon - che inevitabilmente ha cambiato anche il mio modo di giocare, così come quello dei miei avversari. Prima mi conoscevano solo in Spagna, adesso sanno chi sono a livello internazionale. E per ovvi motivi hanno alzato l’attenzione. Vogliono battermi perché sono quello che ha vinto alle Bahamas”. Un po’ quello che succede al suo Barcellona ogni partita, tanto per tornare alla sua vecchia passione: “Il calcio non l’ho mai abbandonato, continuo a seguire il Barça in tv, sono un grande tifoso. Messi è il più grande giocatore del mondo, per distacco. Cristiano Ronaldo? Un buon giocatore, che tra l’altro adesso gioca anche nella Juventus, la mia squadra preferita in Italia. Ma Leo ha qualcosa in più, ha il talento vero”. E poi c’è Piqué, che come anticipato potrebbe presto incontrarlo. Anche il difensore catalano è infatti un grande appassionato di poker e in occasione degli EPT di Barcellona attualmente in corso in Catalogna, è l’ospite speciale della manifestazione: “Lui è un mio idolo, anche perché quando giocavo a calcio ero difensore centrale. Sono molto felice di poterlo vedere qui, per poter parlare un po’ o magari fare anche semplicemente una foto”. Oppure sfidarlo. Non ci è riuscito su quello da calcio, potrebbe presto provarci su un altro campo. 
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