LONDRA - AirBnb diventa sponsor ufficiale delle Olimpiadi per 500 milioni di dollari e lancia una partnership speciale con il Cio, il Comitato Olimpico Internazionale. Per l'occasione, sono arrivati a Londra a presentare la nuova joint-venture il cofondatore del colosso dei mini-affitti nel mondo, Joe Gebbia, e il presidente del Cio, il tedesco Thomas Bach.
In sintesi, per le prossime Olimpiadi di Tokyo nel 2020 e fino al 2028 (includendo quindi anche Parigi 2024, Los Angeles 2028 e i Giochi invernali di Pechino 2022 e Milano-Cortina 2026), Airbnb fornirà centinaia di migliaia di sistemazioni per il pernottamento "di visitatori, famiglie degli atleti" e altre persone invitate dagli sponsor, annuncia Bach. Questo, aggiunge Gebbia, "ridurrà i costi per gli organizzatori dei Giochi Olimpici e degli azionisti, limiterà il ricorso alla costruzione di nuove infrastrutture per il soggiorno delle persone coinvolte e genererà introiti diretti per le comunità locali e i cittadini".
Insomma, come spesso accade in questi grandi eventi sportivi, grazie a questa partnership si dovrebbe limitare la costruzione di "cattedrali nel deserto", ossia edifici e strutture che, una volta terminate le Olimpiadi o altre simili manifestazioni, spesso restano inutilizzate o inoccupate, innescando quindi degrado e decadenza. E la rinuncia alla costruzione di nuovi palazzi conterrà anche la produzione di Co2, utilizzando strutture già esistenti "grazie a nuove centinaia di migliaia di persone che apriranno le loro case per questa iniziativa di Airbnb con le autorità olimpiche", racconta Gebbia.
Per esempio, fanno notare il Cio e il colosso californiano, durante le Olimpiadi di Rio nel 2016 grazie agli alloggi di Airbnb si è raggiunto un impatto di accoglienza pari a 257 hotel in media, generando circa 30 milioni di dollari di introiti diretti per i padroni di casa brasiliani e un "indotto" di 100 milioni in tre settimane. "Questa partnership innovativa", ricorda Bach, "sottolinea il nostro intento di rendere i Giochi Olimpici sempre più sostenibili e prevede un impatto positivo per la comunità ospitante. Inoltre ci saranno nuovi introiti e benefici anche per gli atleti, oltre i 5 miliardi di dollari stanziati dal Cio durante le Olimpiadi".
Una partnership simile è già stata annunciata per Milano-Cortina 2026 lo scorso giugno, che si prevede sarà la prima Olimpiade invernale con oltre il 50% dei visitatori (1.715.000 secondo le previsioni) che soggiornerà presso case o strutture ricettive non tradizionali, stando alle stime di Airbnb, che ha stretto un accordo con il Comune di Milano per garantire la presenza in piattaforma di case e stanze a prezzi calmierati a disposizione di Comitato Olimpico, atleti olimpici e paralimpici e loro famiglie. Per l'occasione, Airbnb si è offerta a mobilitare la propria community di "host" per mettere a disposizione almeno 3mila alloggi.
Non solo. Perché da Tokyo 2020 in poi, Airbnb e il Cio lanceranno anche le "Airbnb Olympian Experiences", sulla base delle "esperienze" già attive sulla piattaforma californiana di affitti a breve termine. Ma stavolta non ci saranno gli "host" a proporre mini tour, corsi di cucina o scampagnate (oltre ad affittare ovviamente le loro stanze o gli appartamenti), ma a essere protagonisti saranno proprio gli atleti delle Olimpiadi che offriranno, a coloro che soggiorneranno in un immobile Airbnb, lezioni sportive, allenamenti speciali o tour in città "d'autore". Questo, secondo Bach, genererà altri 28 milioni di dollari che saranno spesi a sostegno degli atleti e dei loro allenamenti in vista delle Olimpiadi e dei giochi Paralimpici.
Airbnb e Cio hanno anche annunciato nuove iniziative per la protezione dei rifugiati del mondo, dopo che molti proprietari di appartamenti avevano aperto le loro case e stanze durante la crisi del 2015. Non sono stati forniti dettagli ma, a oggi, almeno 35mila profughi sono stati ospitati nelle strutture AirBnb.
In sintesi, per le prossime Olimpiadi di Tokyo nel 2020 e fino al 2028 (includendo quindi anche Parigi 2024, Los Angeles 2028 e i Giochi invernali di Pechino 2022 e Milano-Cortina 2026), Airbnb fornirà centinaia di migliaia di sistemazioni per il pernottamento "di visitatori, famiglie degli atleti" e altre persone invitate dagli sponsor, annuncia Bach. Questo, aggiunge Gebbia, "ridurrà i costi per gli organizzatori dei Giochi Olimpici e degli azionisti, limiterà il ricorso alla costruzione di nuove infrastrutture per il soggiorno delle persone coinvolte e genererà introiti diretti per le comunità locali e i cittadini".
Insomma, come spesso accade in questi grandi eventi sportivi, grazie a questa partnership si dovrebbe limitare la costruzione di "cattedrali nel deserto", ossia edifici e strutture che, una volta terminate le Olimpiadi o altre simili manifestazioni, spesso restano inutilizzate o inoccupate, innescando quindi degrado e decadenza. E la rinuncia alla costruzione di nuovi palazzi conterrà anche la produzione di Co2, utilizzando strutture già esistenti "grazie a nuove centinaia di migliaia di persone che apriranno le loro case per questa iniziativa di Airbnb con le autorità olimpiche", racconta Gebbia.
Per esempio, fanno notare il Cio e il colosso californiano, durante le Olimpiadi di Rio nel 2016 grazie agli alloggi di Airbnb si è raggiunto un impatto di accoglienza pari a 257 hotel in media, generando circa 30 milioni di dollari di introiti diretti per i padroni di casa brasiliani e un "indotto" di 100 milioni in tre settimane. "Questa partnership innovativa", ricorda Bach, "sottolinea il nostro intento di rendere i Giochi Olimpici sempre più sostenibili e prevede un impatto positivo per la comunità ospitante. Inoltre ci saranno nuovi introiti e benefici anche per gli atleti, oltre i 5 miliardi di dollari stanziati dal Cio durante le Olimpiadi".
Una partnership simile è già stata annunciata per Milano-Cortina 2026 lo scorso giugno, che si prevede sarà la prima Olimpiade invernale con oltre il 50% dei visitatori (1.715.000 secondo le previsioni) che soggiornerà presso case o strutture ricettive non tradizionali, stando alle stime di Airbnb, che ha stretto un accordo con il Comune di Milano per garantire la presenza in piattaforma di case e stanze a prezzi calmierati a disposizione di Comitato Olimpico, atleti olimpici e paralimpici e loro famiglie. Per l'occasione, Airbnb si è offerta a mobilitare la propria community di "host" per mettere a disposizione almeno 3mila alloggi.
Non solo. Perché da Tokyo 2020 in poi, Airbnb e il Cio lanceranno anche le "Airbnb Olympian Experiences", sulla base delle "esperienze" già attive sulla piattaforma californiana di affitti a breve termine. Ma stavolta non ci saranno gli "host" a proporre mini tour, corsi di cucina o scampagnate (oltre ad affittare ovviamente le loro stanze o gli appartamenti), ma a essere protagonisti saranno proprio gli atleti delle Olimpiadi che offriranno, a coloro che soggiorneranno in un immobile Airbnb, lezioni sportive, allenamenti speciali o tour in città "d'autore". Questo, secondo Bach, genererà altri 28 milioni di dollari che saranno spesi a sostegno degli atleti e dei loro allenamenti in vista delle Olimpiadi e dei giochi Paralimpici.
Airbnb e Cio hanno anche annunciato nuove iniziative per la protezione dei rifugiati del mondo, dopo che molti proprietari di appartamenti avevano aperto le loro case e stanze durante la crisi del 2015. Non sono stati forniti dettagli ma, a oggi, almeno 35mila profughi sono stati ospitati nelle strutture AirBnb.