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"È disabile, niente gare”. Ma Daniele vuole il tricolore

 Daniele Peschi 
Una petizione sul web per correre i campionati italiani. La Federazione: “Pericoloso per gli altri”
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Daniele ha sedici anni e un piccolo sogno, custodito dietro i suoi silenzi: partecipare al campionato italiano di ciclocross, a Schio, tra una settimana. La Federciclismo ha deciso però che non potrà realizzarlo. Daniele Peschi è affetto sin dalla nascita da disprassia, un disturbo di coordinazione e movimento e del linguaggio. Per lo sport è un ID, un atleta con disabilità intellettiva e relazionale. Eppure in bici è un fenomeno di vitalità e coraggio, e studia per diventare chef. Quel che non va, in questa storia, è il regolamento. "Abbiamo ricevuto il no dalla Federazione " spiega la sua guida, Vanessa Casati, responsabile del Team Bike Terenzi di Civitavecchia, "ma noi chiedevamo solamente l'introduzione ai campionati italiani di una categoria adatta a Daniele e a ragazzi con simili caratteristiche".

La Federazione ha replicato così: "Solo gare d'esibizione, niente agonismo, troppo per…
Daniele ha sedici anni e un piccolo sogno, custodito dietro i suoi silenzi: partecipare al campionato italiano di ciclocross, a Schio, tra una settimana. La Federciclismo ha deciso però che non potrà realizzarlo. Daniele Peschi è affetto sin dalla nascita da disprassia, un disturbo di coordinazione e movimento e del linguaggio. Per lo sport è un ID, un atleta con disabilità intellettiva e relazionale. Eppure in bici è un fenomeno di vitalità e coraggio, e studia per diventare chef. Quel che non va, in questa storia, è il regolamento. "Abbiamo ricevuto il no dalla Federazione " spiega la sua guida, Vanessa Casati, responsabile del Team Bike Terenzi di Civitavecchia, "ma noi chiedevamo solamente l'introduzione ai campionati italiani di una categoria adatta a Daniele e a ragazzi con simili caratteristiche".

La Federazione ha replicato così: "Solo gare d'esibizione, niente agonismo, troppo pericoloso per gli altri". Eppure Daniele ha finora partecipato al Giro d'Italia di ciclocross, anche grazie all'interessamento del ct azzurro Fausto Scotti. Nel regolamento della corsa a tappe c'è la categoria ID, e Daniele ha preso parte a tutte le gare e indossato
la maglia rosa. Con una precauzione: parte con qualche secondo di ritardo rispetto agli altri concorrenti della categoria Allievi, con Vanessa a fargli da faro. "Succede che spesso Daniele superi avversari, ma è disciplinatissimo. In caso di doppiaggio si ferma da un lato del percorso e li fa passare". Daniele ama i tratti con sabbia, dove c'è da imbracciare la bici e spingere sulle gambe. "Comunque verrà a Schio con gli altri ragazzi del team, il problema sarà raccontargli che non potrà prendere il via, e so già che non sarà bello, né facile vivere il momento in cui dovrà accettarlo. Sarebbe bastato un po' di buonsenso, lo stesso che hanno avuto gli organizzatori del Giro d'Italia".

Su Change.org è attiva una petizione promossa da Vanessa nei confronti
della Fci: "Daniele" si legge nel testo "sta migliorando tantissimo sia nella guida della bici che nell'approccio con le persone, in questi anni da timido e introverso, si è "risvegliato" grazie al ciclismo, superando limiti che qualche anno fa erano ostacoli insormontabili". Servono 25 mila firme, ne mancano meno di 5 mila all'obiettivo, e manca una settimana a Schio. "Forse tutto l'affetto che abbiamo ricevuto" conclude Casati "qualcosa smuoverà. Ho ricevuto la lettera del papà di un bambino con disabilità simile a quella di Daniele: mi chiedeva come iniziare suo figlio al ciclocross. La bici, mi ripetono i genitori di Daniele, è il mezzo del suo futuro. Ma anche un meraviglioso mezzo di socializzazione. Speriamo".