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Atletica, assoluti: Tortu si prende il titolo sui 60 metri

Filippo Tortu 
Filippo scalda il motore in batteria e poi vince la finale in 6"60: ''Ottime sensazioni"
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ANCONA - Tortu ha aspettato. Quello vero, come prevedibile, si è visto solo nella finale. Filippo ha vinto il suo primo titolo italiano assoluto nei 60 (aveva già conquistato il titolo allievi nel 2014)  con un "lanciato" che adesso lascia immaginare dei 100 extralarge in cui i tutti i lavori, gli affinamenti, la pazienza, l'entusiamo e le fatiche del campo di Giussano, dove Filippo si allena, più qualche cambiamento d'approccio in partenza, diventeranno decisivi per limare nei prossimi mesi qualcosa al suo record (9"99), andando di fino, affettando magari un centesimo alla volta.

Il tempo di Tortu ad Ancona è stato 6"60, due centesimi più lento, si fa per dire, del suo 6"58, ma poco cambia e soprattutto poco importa, tenendo conto che questa giornata di campionati indoor, con tre turni, era stata considerata sì importante ma nessuno l'aveva mai messa lì come tappa: "Mi piace considerare ogni gara come tale, però non abbiamo preparato quest'evento, non abbiamo mai finalizzato l'allenamento per questo". Non un test ma un passaggio verso la stagione all'aperto. Tortu ha scaldato il motore in batteria e in semifinale: correndo in 6"73 e 6"71. Più di lui, nei due turni iniziali, aveva impressionato Max Ferraro, redivido dopo tantissimi problemi fisici, che forte delle sue cosce da pistard e della sua complessione fisica (che è quella del vero "sessantista"), partiva meglio di Filippo e faceva fermare il cronometro agli stessi tempi (più o meno). Ma Max era quasi al limite, Filippo no.

La finale ha visto Max partire a razzo. In cinque metri ne prende almeno uno a Filippo. Ai venticinque metri Filippo comincia la sua fase lanciata: che è francamente impressionante. Mentre Max pare fermo, Filippo vola, due sport diversi. Filippo vince in 6"60. Ottimo comunque Max che si assesta a 6"66: "Sono molto contento", ha detto, "non gareggiavo da Doha, andare vicino al personale dopo tre turni è veramente una soddisfazione emotiva e tecnica". Poi ci sono le sensazioni: "Che sono state ottime. Fra un po' vado a rivedermi la gara. Su Max devo solo dire che è veramente bravo e sapevo che mi sarebbe partito avanti". Hanno pagato i piccoli cambiamenti in allenamento?: "Diciamo che non li ho applicati per niente in batteria, a metà in semifinale, e forse un po' di più in finale. Sono testone. Ci metto un po' per assimilare ma mio padre (Salvino, suo coach, ndr) lo sa".
Ora Tortu va in pausa col pallone. Andrà a vedere a Londra Chelsea-Bayern di Champions e poi a Belgrado Stella Rossa-Partizan. Da lunedì 2 si riparte pensando, come diceva un documentario di Wim Wenders dedicato al regista, al "Tokyo-Ga": al viaggio a Tokyo.
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