ROMA - Non solo lo sport delle grandi star, ma anche quello di base deve fare i conti con il Coronavirus. "Il mondo dello sport di base, messo in ginocchio nelle regioni strette dalla morsa dell'emergenza virus Covid-19, necessita di essere ascoltato e aiutato con atti concreti e immediati". Così, il senatore Claudio Barbaro, presidente di Asi (Associazioni Sportive e Sociali Italiane), che ha incontrato gli operatori del settore.
Un incontro dal quale sono emerse alcune proposte, economiche e non, al fine di andare incontro alle esigenze di un settore molto importante per il movimento italiano. Di seguito i punti principali.
Azioni economiche.
1. Istituire presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze un “Fondo Utenze” per sostenere la ripresa economica per gli impianti sportivi.
2. Ridurre o sospendere il pagamento dei canoni per l’impiantistica sportiva pubblica.
3. Istituire presso la Sport e Salute S.p.A. un fondo per risarcire i costi sostenuti per la copertura assicurativa per tesserati (polizza Infortuni, polizza Rct) da parte delle società iscritte al Registro Nazionale Coni, nel periodo di emergenza.
4. Riduzione immediata e direttamente in bolletta, per associazioni e imprese che gestiscono Palestre, Impianti Sportivi e Natatori di parte delle accise/tasse in misura congrua a supportare il momento critico e la successiva ripresa.
5. Consentire ai tesserati residenti nelle aree gialle che non hanno potuto fruire degli impianti e praticare sport, di dedurre quota parte dei costi di abbonamento: nel dettaglio, possibilità per l’utente finale di dedurre, nella successiva dichiarazione dei redditi, le quote di abbonamento pagate da marzo a dicembre 2020, con sistemi tracciabili, per l’iscrizione alle associazioni e imprese che operano in palestre, impianti sportivi e natatori nella misura del 100% e fino ad un tetto massimo di € 1.000.
Dettare e favorire l’adozione di linee guida di autocondotta
1. Effettuare una disinfettazione periodica in base alle specifiche indicazioni che verranno emanate dal Ministero. Mettere a disposizione prodotti di sanificazione disinfettanti per utenti o prevedere un totale scarico fiscale.
2. Ridurre l’accesso ai corsi di gruppi nella misura, ad esempio, di 1 partecipante ogni 4 metri quadrati rispetto alla sala a disposizione.
3. Sospendere l’utilizzo di bagni turchi, saune, ecc.
4. Rimane invariato utilizzo della sala pesi, fruizione sedute personal training e utilizzo spogliatoi e docce.
Un incontro dal quale sono emerse alcune proposte, economiche e non, al fine di andare incontro alle esigenze di un settore molto importante per il movimento italiano. Di seguito i punti principali.
Azioni economiche.
1. Istituire presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze un “Fondo Utenze” per sostenere la ripresa economica per gli impianti sportivi.
2. Ridurre o sospendere il pagamento dei canoni per l’impiantistica sportiva pubblica.
3. Istituire presso la Sport e Salute S.p.A. un fondo per risarcire i costi sostenuti per la copertura assicurativa per tesserati (polizza Infortuni, polizza Rct) da parte delle società iscritte al Registro Nazionale Coni, nel periodo di emergenza.
4. Riduzione immediata e direttamente in bolletta, per associazioni e imprese che gestiscono Palestre, Impianti Sportivi e Natatori di parte delle accise/tasse in misura congrua a supportare il momento critico e la successiva ripresa.
5. Consentire ai tesserati residenti nelle aree gialle che non hanno potuto fruire degli impianti e praticare sport, di dedurre quota parte dei costi di abbonamento: nel dettaglio, possibilità per l’utente finale di dedurre, nella successiva dichiarazione dei redditi, le quote di abbonamento pagate da marzo a dicembre 2020, con sistemi tracciabili, per l’iscrizione alle associazioni e imprese che operano in palestre, impianti sportivi e natatori nella misura del 100% e fino ad un tetto massimo di € 1.000.
Dettare e favorire l’adozione di linee guida di autocondotta
1. Effettuare una disinfettazione periodica in base alle specifiche indicazioni che verranno emanate dal Ministero. Mettere a disposizione prodotti di sanificazione disinfettanti per utenti o prevedere un totale scarico fiscale.
2. Ridurre l’accesso ai corsi di gruppi nella misura, ad esempio, di 1 partecipante ogni 4 metri quadrati rispetto alla sala a disposizione.
3. Sospendere l’utilizzo di bagni turchi, saune, ecc.
4. Rimane invariato utilizzo della sala pesi, fruizione sedute personal training e utilizzo spogliatoi e docce.