ROMA - Anche la Coppa del mondo di snowboard cross femminile parla italiano. Anzi, bergamasco. Michela Moioli ha vinto l'ultima gara stagionale, a Veysonnaz, e a 24 anni si è portata a casa il trofeo di cristallo, il terzo della sua carriera dopo quelli del 2016 e del 2018. La campionessa olimpica di PyeongChang, alla quale bastava presentarsi al via dell'ultima prova, ha vinto tre gare su sei in stagione. 1300 i punti di vantaggio nella classifica finale sull'australiana Brockhoff, l'avversaria più vicina. Un successo che sa di bello per Michela, che alla vigilia aveva raccontato la vicenda del nonno Antonio, ricoverato in ospedale a Bergamo, positivo al coronavirus. "Non lo vedo da tre settimane" raccontava Michela, che proprio al nonno 84enne ha dedicato la vittoria. E a tutto il Paese: "Forza Italia" ha urlato prima dell'ultima batteria di finale la ragazza di Alzano Lombardo, uno dei comuni maggiormente colpiti dal contagio.
Tutta la famiglia di Michela è attualmente in quarantena. "Non potevo concludere meglio - ha spiegato Michela -. Sapevo di avere la coppa in mano, ma ci tenevo a finire in crescendo, e vincere per tutta la mia gente. È stata una finale molto dura e spettacolare, sono dispiaciuta che molte atlete non fossero presenti, questa Coppa del mondo la considero come la mia terza figlia, sognata nell'intera stagione, ad ogni gara. L'intero team ha sempre lavorato al massimo, sapevo che ormai il risultato era cosa fatta ma ho voluto finire con una vittoria per legittimare la mia superiorità contro avversarie forti come Samkova, Brockhoff e Trespeuch. In finale ho fatto la differenza nella curva conclusiva verso sinistra, perché ero un po' in ritardo in terza posizione. È un trionfo dedicato all'Italia, un bel momento da regalare al mio Paese che sta vivendo un momento di difficoltà". Dopo il trionfo di Federica Brignone, la neve ci regala un altro briciolo di felicità azzurra. E ora occhi su Dorothea Wierer, che oggi ha conquistato matematicamente nel biathlon la Coppa del mondo di specialità nella Mass start ed è molto vicina al successo nella classifica generale.
Tutta la famiglia di Michela è attualmente in quarantena. "Non potevo concludere meglio - ha spiegato Michela -. Sapevo di avere la coppa in mano, ma ci tenevo a finire in crescendo, e vincere per tutta la mia gente. È stata una finale molto dura e spettacolare, sono dispiaciuta che molte atlete non fossero presenti, questa Coppa del mondo la considero come la mia terza figlia, sognata nell'intera stagione, ad ogni gara. L'intero team ha sempre lavorato al massimo, sapevo che ormai il risultato era cosa fatta ma ho voluto finire con una vittoria per legittimare la mia superiorità contro avversarie forti come Samkova, Brockhoff e Trespeuch. In finale ho fatto la differenza nella curva conclusiva verso sinistra, perché ero un po' in ritardo in terza posizione. È un trionfo dedicato all'Italia, un bel momento da regalare al mio Paese che sta vivendo un momento di difficoltà". Dopo il trionfo di Federica Brignone, la neve ci regala un altro briciolo di felicità azzurra. E ora occhi su Dorothea Wierer, che oggi ha conquistato matematicamente nel biathlon la Coppa del mondo di specialità nella Mass start ed è molto vicina al successo nella classifica generale.