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Football nfl, denaro batte salute: la scelta estrema degli americani

(afp)
Due gare di play off e un turno di stagione regolare aggiuntivo. Per uno sport così di contatto aumentano notevolmente i rischi, ma i 600 milioni di dollari messi sul piatto hanno fatto la differenza. Doping: basta multe o squalifiche a chi è positivo alla marijuana
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ROMA - Denaro batte salute degli atleti. Persino in questi giorni in cui l'esito di questo confronto è così ovvio, i giocatori di football americano hanno deciso, pur tra mille ripensamenti, che 600 milioni di dollari l'anno in più da spartirsi valgono qualche botta aggiuntiva e il rischio di conseguenze a lungo termine sul proprio cervello. Nella Nfl, la lega professionistica più ricca del globo, è stato raggiunto il nuovo accordo collettivo tra squadre e giocatori: gli oltre 2 mila votanti della Nlfpa (l'associazione dei giocatori) lo hanno approvato con una risicata maggioranza (1019 favorevoli e 959 contrari).

Più partite, più soldi, più rischi
I giocatori portano a casa una fetta più grossa della torta (il 48% dei ricavi dell'intero campionato rispetto al 47% attuale) e un allargamento dei roster delle squadre (48 per ogni partita). Cioè più soldi per più atleti. Inoltre i 600 milioni in più stimati per il biennio 2020-21 sono solo l'inizio, visto che di qui al 2030 ogni rinegoziazione al rialzo dei contratti con le tv si trasformerà in una pioggia di soldi per i giocatori. Il monte ingaggi della prossima stagione salirà a 8 miliardi di dollari e crescerà ancora nel 2021. In cambio, dal 2020 (la stagione che partirà a settembre) ci saranno 2 partite extra di play off (14 squadre qualificate anziché 12). E dal 2021 ci sarà una giornata di stagione regolare in più, la numero 17, il vero punto a cui tenevano i proprietari e su cui si sono spaccati i giocatori.

Pensa alla salute
Il dibattito infatti in questi giorni si è concentrato su quanto stagioni più lunghe impattano su professionisti che guadagnano bene (il salario minino salirà da 585 mila dollari l'anno a 675 mila e si parte da oltre un milione se si raggiunge il settimo anno di attività), ma hanno carriere mediamente corte (3-4 anni secondo la stessa Nfl). Per pochi anni di gloria sono poi costretti ad affrontare il resto della vita di menomazioni fisiche, senza contare le conseguenze dei colpi alla testa che nemmeno le nuove regole o la migliorata sicurezza dei caschi stanno veramente riducendo. Il lato oscuro del football professionistico dice che il 60% dei giocatori della lega ha contratti al salario minimo, mentre anche star con decine di milioni di dollari di ingaggio hanno pubblicizzato il loro voto negativo. Su tutte Aaron Rodgers, quarterback dei Green Bay Packers in un tweet ha spiegato che “La diciassettesima partita non doveva essere nemmeno negoziata”. Sulla stessa lunghezza d'onda il 3 volte difensore dell'anno JJ Watt alla sua decima stagione a Houston o Richard Sherman fresco di Super Bowl perso nelle fila di San Francisco. Non è bastato, e i giocatori hanno deciso di accettare i nuovi patti.

Meglio la marijuana
Novità anche sulla lotta la doping: spariscono i limiti, e le conseguenti multe e squalifiche, per chi risulterà positivo alla cannabis. La marijuana, ormai legale in 25 stati americani, anzi è stata indicata come rimedio con minori rischi e effetti collaterali rispetto ai normali antidolorifici che invece hanno prodotto tra gli ex giocatori una lunga casistica di dipendenza. La Nfl promette che le risorse dell'antidoping saranno dirottate per contrastare altri tipi di medicinali proibiti come gli anabolizzanti.
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