Tokyo 2020, ottobre la data più probabile: ma in Usa ci sono football ed Nba...
di FULVIO BIANCHI
(afp)
Dal 9 al 25 ottobre, stesso periodo dell'Olimpiade giapponese del 1964, sarebbe il momento migliore anche dal punto di vista climatico. Ma gli interessi dei colossi dello sport americano potrebbero costituire un serio ostacolo
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ROMA - Una cosa è certa, le Olimpiadi di Tokyo non si svolgeranno nelle date stabilite, dal 24 luglio al 9 agosto. Un'altra cosa è certa al 99 per cento: i Giochi non saranno cancellati, sarebbe un dramma economico non solo per gli organizzatori giapponesi. A questo punto non resta che farli slittare (al Giappone costerebbe 6 miliardi di dollari) e trovare una data di quando recuperarli: ma qui è il problema. Non sarà per niente facile mettere d'accordo tutti: Thomas Bach, per la prima volta contestato al suo interno, anche se al momento da una minoranza, ha preso tempo. Un mese esatto, deciderà il 15 aprile quando si terrà il rinvio, se quest'anno, il prossimo (come suggeriscono Canada,Germania e Australia) o addirittura nel 2022. Ci sono tantissimi interessi in ballo, e ci sono tanti pro e contro per la scelta della data.
Restiamo al 2020: l'ipotesi di spostarli di un mese regge poco, c'è il rischio che dal 21 agosto al 6 settembre, quando sono in calendario le Paralimpiadi, la situazione mondiale non sia ancora esente da rischi. Molti atleti non si allenano, le gare (comprese le qualificazioni olimpiche) non si tengono più, i centri antidoping sono chiusi (e qualcuno magari festeggia...) e il coronavirus in alcuni Paesi si sta affacciando solo adesso, anche se con prepotenza. Insomma, una data che non va. Meglio guardare avanti. Non tanto a settembre, forse, ma ad ottobre, esattamente dal 9 al 25 come successe già nel 1964, proprio a Tokyo. Data ideale per il clima perchè in piena estate c'è un caldo umido terribile. Ma potrebbe esserci qualche controindicazione: in ottobre negli Usa è la stagione di baseball, football (americano ovviamente) ed Nba. Un problema per le tv una eventuale concomitanza olimpica.
In più in Europa ci sono i campionati di calcio e le Coppe europee anche se il calcio, almeno quello maschile, è sempre abbastanza marginale di Giochi. Si slitterebbe quindi al 2021, ma anche qui sorge un problema, non da poco: è l'anno dispari, per le regina dei giochi è quello dei Mondiali. L'atletica ha già deciso di tenere i suoi ad Eugene, Oregon, Usa, dal 6 al 15 agosto. Il nuoto ha in calendario i campionati del mondo dal 16 luglio al 1 agosto a Fukuoka, Giappone guarda caso. In più ci sono le altre Federazioni internazionali in ballo. Molte contano poco, d'accordo, e dipendono quasi totalmente dai soldi del Cio. Per questo già domani, martedì 24 marzo, ci sarà un summit fra il Cio e l'Asoif, l'associazione delle Federazioni olimpiche estive, per tentare di trovare una via comune. Il presidente dell'Asoif è Francesco Ricci Bitti, membro di giunta Coni ed è membro Cio: ultimamente con Bach, non c'è più quella sintonia che c'era il passato, Ricci Bitti avrebbe voluto dal presidente dello sport mondiale maggiore decisione nel rinviare subito i Giochi.
“Io credo che una decisione sarà presa al piu' presto. Mi preoccupa però che non sia definitiva visto che non ci sono elementi di tranquillità sul versante sanitario", il pensiero di Ricci Bitti durante la trasmissione di Emilio Mancuso, La Politica nel pallone su Gr Parlamento."La decisione di rinviare nell'arco dell'anno i Giochi è la più semplice. Spostarli di un anno avrebbe costi proibitivi, basti pensare all'impiantistica da mantenere o agli appartamenti del Villaggio olimpico già venduti. Ma qualunque sarà la decisione, sarà una decisione scritta sulla sabbia, con un grosso punto interrogativo: siamo sicuri che sarà fattibile? Perchè dipende tutto dall'evoluzione del virus e dal suo impatto nel mondo. La verità è che siamo obbligati a essere vigili e seguire ogni momento". "La situazione davanti agli occhi è drammatica ed è già positiva l'ammissione di impossibilità di svolgere i Giochi nella data prevista, è un passo avanti - insiste Ricci Bitti - La pressione degli atleti è molto forte ma c'è la questione delle qualificazioni, la conflittualità del calendario. Un calendario che è troppo fitto, potrebbe essere l'occasione per la revisione di tutta la situazione. Per quest'anno mi aspetto una compressione della stagione a favore delle manifestazioni piu' grosse”.
Le Federazioni internazionali hanno problemi “tecnici” da risolvere, molti Comitati olimpici subiscono le pressioni dei loro governi (non il Coni, fortunatamente, almeno per ora...). In più ci sono gli atleti, anche se contano pochino. Non facile mettere d'accordo tutti. Slittando i Giochi ad ottobre di quest'anno, ipotesi forse al momento più possibile, ci sarebbe il rischio di avere un'Olimpiade “zoppa”, con qualche defezione illustre (il tennis ad esempio è già in subbuglio), ma sempre meglio che cancellare tutto. Nel 2022 ci sono già due grandi eventi, le Olimpiadi invernali a Pechino in febbraio e i Mondiali di calcio. Di sicuro ci sarebbero costi enormi per gli organizzatori giapponesi, le qualificazioni andrebbero tutte rifatte e qualche atleta (la Pellegrini, la Di Francisca, Pellielo) magari avrebbe già smesso...