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Rugby, sabto il Sei Nazioni: ma la stagione è a rischio

(afp)
L'Italia recupera un match con l'Iralanda a Dublino a porte chiuse. Intanto il terzo tempo è stato cancellato...
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Trenta giganti che s’azzuffano in campo, una palla ovale. Ad ogni mischia, le teste degli atleti in prima linea sono sempre a contatto. Guancia contro guancia. Città del Capo: gli Stormers affrontano i Lions in una partita del campionato sudafricano. Percussioni, placcaggi. Sudore, sangue. Ma in panchina, gli altri giocatori indossano tutti la mascherina sul volto. Surreale.

Petrarca Padova, 20 atleti positivi

Dicono che i rugbisti non abbiano paura di nulla, che mettano la testa dove gli altri non avrebbero il coraggio di mettere i piedi. Sì, però col Covid come si fa?  Domani pomeriggio gli azzurri recuperano a Dublino una partita del Sei Nazioni con l’Irlanda, nell’Aviva Stadium a porte chiuse. E da due mesi le nostre squadre di professionisti – Benetton Treviso, Zebre – partecipano regolarmente al Pro 14, torneo internazionale con club di gallesi, irlandesi e scozzesi. Ma ieri la Fir ha deciso di fermare quasi tutti gli 80.000 tesserati almeno fino al 22 novembre: troppo pericoloso. Quasi tutti? Sì, i dilettanti. Nessuno stop invece per i (pochi) semi-professionisti del campionato di Eccellenza, cui partecipano 10 club. Il problema è che nel Petrarca Padova, che con 13 scudetti ha scritto la storia di questa disciplina, si contano addirittura 20 atleti positivi. L’incontro di Coppa Italia dei veneti col Calvisano, previsto per domani, è stato rinviato. Così come il match tra Rovigo e Mogliano, sempre per via una serie di positività che in precedenza avevano fatto saltare altri due match. Davvero si può andare avanti così?

Stop ai campionati italiani

Quella di rugby è stata una delle Federazioni sportive italiane più coraggiose e prudenti: a marzo ha subito sospeso e poi annullato il campionato italiano, con qualche mugugno di chi era in testa e già scommetteva sullo scudetto. Alfredo Gavazzi, il presidente, ha tenuto duro per l’estate intera e ha poi garantito un aiuto economico alle società, a tutti i livelli: perché per tornare a giocare servono tamponi ed esami sierologici, che costano. Ma la ripartenza di autunno si è fermata sul nascere. E adesso i dilettanti della serie A, B e C, le squadre femminili e juniores, si allenano individualmente (per il più esemplare degli sport di squadra, è un bel paradosso) in attesa che qualcosa cambi. Ufficialmente, il nuovo calcio d’inizio è fissato per il 22 novembre.

La ‘bolla’ azzurra, ma in Inghilterra…

Le due franchigie di professionisti, Treviso e Zebre, rappresentano la base della Nazionale: i controlli agli atleti sono quasi ossessivi, i test periodici. La ‘bolla’ funziona. Per ora. L’altro giorno, al primo raduno degli azzurri, il mediano di mischia Stephen Varney è invece risultato positivo: il ragazzo gioca in Inghilterra, nel Gloucester, insieme al numero 8 dell’Italia, Jake Polledri. Proprio stamani il rugby inglese si è spaventato alla notizia della positività del suo campione Joe Launchbury, capitano dei Wasps di Londra che tra 2 settimane disputeranno la finalissima del campionato. E nei Wasps gioca un italiano, il talentuoso Matteo Minozzi.

Salta il ‘terzo tempo’ del Sei Nazioni

Il Sei Nazioni, con un secolo e mezzo di storia, è il torneo più antico del mondo. Per la prima volta, domani sera dopo Irlanda-Italia non si potrà celebrare il ‘terzo tempo’. E’ il tradizionale momento in cui i giocatori, dopo essersi battuti senza esclusione di colpi, si bevono una birra insieme. E’ amicizia, rispetto, tradizione: nel rugby conta quasi quanto la partita. E nei match internazionali è previsto un vero e proprio banchetto ufficiale, con gli atleti in divisa che si scambiano le cravatte, i discorsi di presidenti e capitanti, i brindisi. Invece.

Il campo di Cardiff è un ospedale Covid

“Perché giochiamo? Non lo so, queste sono decisioni che spettano ad altri. Il mio compito è solo quello di mettere in campo la squadra migliore”, dice Franco Smith, ct azzurro. Il Sei Nazioni era stato interrotto a marzo. Domani si recupera la partita con l’Irlanda, la settimana prossima tutto il quinto e ultimo turno. Si gioca solo per non perdere i soldi dei diritti televisivi. Stadi a porte chiuse. In Galles, quello di Cardiff è stato trasformato in un ospedale Covid e allora la partita con la Scozia verrà disputata a Llanelli.

 Il “prudente” charter della Nazionale

Stamani decolla un charter da Fiumicino per Dublino. A bordo, la Nazionale maschile e quella femminile. Ma i maschi sono professionisti, quelli della ‘bolla’. Le ragazze invece nella vita di tutti i giorni lavorano in ufficio o in fabbrica, sono casalinghe o studiano. Persone “normali”, e dunque a rischio. Come si fa? I due gruppi sono rigorosamente separati. Arrivano e se ne vanno su autobus diversi, salgono e scendono da porte diverse dell’aereo. In questi giorni sono stati – tutti - sottoposti ad una miriade di tamponi. Domani si gioca, non è chiaro se in panchina si dovrà indossare la mascherina. Di questo passo, la metteranno anche prima di ingaggiare le mischie.

 
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