Boxe, Irma Testa: "Io, 'maniaca' dell'attenzione. Eppure ho preso il Covid''
di
Luigi Panella
La campionessa racconta la sua positività: "Palestra e casa, casa e palestra. Sempre la mascherina, ma il contagio è arrivato. Ai giovani chiedo di fare sacrifici''. Il sogno resta Tokyo: ''Con il virus ho già dato, e tra pochi mesi ho l'ultimo turno di qualificazione''
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ROMA - Un convitato di pietra subdolo, imprevedibile. Si aggirava tra le vite e iniziava a minare le coscienze di tutti già lo scorso mese di marzo, a Londra e nel mondo intero. In Inghilterra c'era il torneo di qualificazione del pugilato verso Tokyo, mentre tutto intorno il Covid 19 iniziava a mostrare la sua cattiveria: ''Quella è stata tutta una follia. Perché non doveva essere iniziato, ma poi una volta sul ring per il primo incontro, interromperci nel mezzo, è stato ancora più assurdo visto. Mi mancava un match per qualificarmi''. Irma Testa, ragazza di punta del pugilato femminile italiano, a Londra non ha avuto problemi. Il Covid l'ha contagiata adesso, si può direi di sorpresa, mentre ad Assisi si allenava per completare il puzzle per andare all'Olimpiade.
Un collegiale che prevedeva la presenza delle nazionali di India e Irlanda, i cui componenti sono comunque risultati tutti negativi. Eppure lei e altri 9, tra atleti e staff, lo hanno preso. ''Ho avuto un po' di febbre, pensavo che fosse una influenza stagionale ma comunque mi isolata da tutto e da tutti. Poi il tampone...''. Irma in tutto questo ci vede un paradosso. ''Quando siamo partiti per Londra ancora non eravamo in lockdown, quindi c'era preoccupazione ma non paura. E poi sentivamo Boris Johnson che snobbava la situazione e tutti, dalle strade ai pub, si comportavano come se non ci fosse nulla. Insomma, c'era una percezione comunque diversa'' .
Il contagio è invece arrivato con tutte le preoccupazioni possibili: ''Durante il lockdown alzavo la casse d'acqua in giardino per tenermi in forma, ma anche quando le strutture hanno riaperto ho fatto una vita da segregata, casa e palestra, palestra e casa. Ho sempre mantenuto le distanze, non ho mai tolto la mascherina. Io sono ipocondriaca e 'maniaca' dell'attenzione''. Da qui la considerazione che ''al Covid non puoi concedere nulla, io non ho abbassato la guardia eppure...''.
Irma oltre ad essere una campionessa è una ragazza come tante: "Ai miei coetanei dico di stare attenti, di stringere i denti, di fare sacrifici, di rinunciare a qualche divertimento per il bene di tutti. Ho visto anche gli incidenti in varie città italiane, che trovo estremamente squallidi. Il dissenso si può esprimere in tante maniere''. Un quadro fosco insomma, ma Irma chiude con un sorriso: "Ormai ho già dato. L'ho preso e quindi tra poco sotto con gli allenamenti, perché tra febbraio e marzo ho l'ultimo ostacolo verso Tokyo''. Perché se c'è una cosa che il Covid non può spegnere, quello è un sogno.