I 95 milioni di contributi integrativi alle federazioni sportive, rischiano di aprire un nuovo fronte all'interno dello sport italiano. Quaranta federazioni sono sul piede di guerra, pronte a firmare un documento condiviso per dire un secco "no". Non ovviamente ai 95 milioni che Sport e Salute verserà loro. Ma sui criteri: "sono soldi pubblici è giusto che vengano applicati criteri trasparenti".
Alla riunione al Coni mancavano solo tre federazioni (più l'Aeroclub), e forse non è un caso se fossero proprio le tre più premiate dalla nuova pioggia di contributi. Calcio (Gabriele Gravina), tennis (Angelo Binaghi) e nuoto (Paolo Barelli) hanno disertato, gli altri c'erano tutti, e hanno trasformato il Salone del Coni in una sorta di centro d'ascolto delle loro lamentele, anche se Vito Cozzoli, n.1 di Sport e Salute, non era ovviamente presente. Renato Di Rocco, presidente della Federciclismo, è stato chiarissimo: "Usati criteri discrezionali. La preoccupazione è tanta, non solo per chi ha avuto qualcosa in più ma anche perché visto che sono soldi pubblici è giusto che vengano applicati criteri trasparenti". Mornati, segretario generale del Coni che ha partecipato al Cda di Sport e Salute, ha spiegato i criteri scelti: per il 40% è stato seguito l'algoritmo che regola anche la distribuzione dei contributi ordinari. Per il 60% si è guardato a mancati ricavi e perdite delle federazioni. E del totale, l'85% è stato destinato alle federazioni, il 15% agli anti di promozione.
In generale, i presidenti hanno detto molti "no". Sono contrari ai vincoli: il 50% della cifra incassata, ogni federazione deve spenderla per le associazioni sportive, favorendo chi ha un Isee basso, i disabili, gli over 65 e gli under 15. Registrando un coro di voci contrarie. Anche sulle cifre c'è stata discussione: un ente di promozione sportiva come l'Uisp finirà per incassare 1 milione, mentre una federazione come il Tiro a segno, che può sperare di regalare a Tokyo medaglie all'Italia, appena 600 mila euro. Non l'unica situazione simile. Da qui, la volontà di firmare un documento condiviso: "Se arrivasse giovedì sarebbe anche tardi", ha tuonato un presidente. Prima di firmarlo, però, i presidenti vogliono aspettare l'incontro di mercoledì con Sport e Salute: si dovrebbe discutere dei contributi ordinari per il 2021. Ma rischia di diventare un tiro a segno sui 95 milioni di fondi integrativi (che, sottolinea qualcuno, integrativi non sono, visto che provengono sempre dal gettito prodotto dallo sport). Sport e Salute rivendica di aver incrementato la distribuzione di 77 milioni in più rispetto all'ultimo anno preolimpico. Le federazioni olimpiche, sottolineano di contro che, però, non ha tenuto conto ella distribuzione, di chi la prossima estate dovrà rappresentare l'Italia ai Giochi. A ore, la nuova resa dei conti.
Alla riunione al Coni mancavano solo tre federazioni (più l'Aeroclub), e forse non è un caso se fossero proprio le tre più premiate dalla nuova pioggia di contributi. Calcio (Gabriele Gravina), tennis (Angelo Binaghi) e nuoto (Paolo Barelli) hanno disertato, gli altri c'erano tutti, e hanno trasformato il Salone del Coni in una sorta di centro d'ascolto delle loro lamentele, anche se Vito Cozzoli, n.1 di Sport e Salute, non era ovviamente presente. Renato Di Rocco, presidente della Federciclismo, è stato chiarissimo: "Usati criteri discrezionali. La preoccupazione è tanta, non solo per chi ha avuto qualcosa in più ma anche perché visto che sono soldi pubblici è giusto che vengano applicati criteri trasparenti". Mornati, segretario generale del Coni che ha partecipato al Cda di Sport e Salute, ha spiegato i criteri scelti: per il 40% è stato seguito l'algoritmo che regola anche la distribuzione dei contributi ordinari. Per il 60% si è guardato a mancati ricavi e perdite delle federazioni. E del totale, l'85% è stato destinato alle federazioni, il 15% agli anti di promozione.
In generale, i presidenti hanno detto molti "no". Sono contrari ai vincoli: il 50% della cifra incassata, ogni federazione deve spenderla per le associazioni sportive, favorendo chi ha un Isee basso, i disabili, gli over 65 e gli under 15. Registrando un coro di voci contrarie. Anche sulle cifre c'è stata discussione: un ente di promozione sportiva come l'Uisp finirà per incassare 1 milione, mentre una federazione come il Tiro a segno, che può sperare di regalare a Tokyo medaglie all'Italia, appena 600 mila euro. Non l'unica situazione simile. Da qui, la volontà di firmare un documento condiviso: "Se arrivasse giovedì sarebbe anche tardi", ha tuonato un presidente. Prima di firmarlo, però, i presidenti vogliono aspettare l'incontro di mercoledì con Sport e Salute: si dovrebbe discutere dei contributi ordinari per il 2021. Ma rischia di diventare un tiro a segno sui 95 milioni di fondi integrativi (che, sottolinea qualcuno, integrativi non sono, visto che provengono sempre dal gettito prodotto dallo sport). Sport e Salute rivendica di aver incrementato la distribuzione di 77 milioni in più rispetto all'ultimo anno preolimpico. Le federazioni olimpiche, sottolineano di contro che, però, non ha tenuto conto ella distribuzione, di chi la prossima estate dovrà rappresentare l'Italia ai Giochi. A ore, la nuova resa dei conti.