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Antonella Granata, la prima donna presidente federale: "Bel segnale per lo sport italiano"

Calabrese, consulente del lavoro, è la nuova n.1 dello squash, sport praticato agonistici da sua figlia. "Il caso Lugli conferma che le donne hanno ancora tanti problemi da risolvere". I complimenti di Malagò e una sobria festa, a Riccione, con mascherine e distanziamento sociale
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Antonella Granata è la prima presidente di una federazione sportiva italiana. La prima donna di sempre, se si eccettua la breve permanenza di Antonella Dallari alla guida della Federazione sport equestri nel 2012. Calabrese di Rende, consulente del lavoro, Granata si è ritrovata candidata unica alla presidenza della Federazione italiana giuoco squash (Figs) dopo che i suoi avversari nell’assemblea elettiva di Riccione, Massimiliano Cipolletta e Davide Monti, avevano deciso di ritirarsi e di far convergere la scelta dei votanti su un unico nome. 237 voti su 241, solo 4 schede nulle, e un fortissimo applauso dei circa settanta presenti nella grande sala del Palazzo del Turismo.
Come dobbiamo chiamarla, ora: presidente o presidentessa?
«Di questi tempi anche le desinenze contano, ma io preferisco presidente, con “la” davanti. La presidente».
Lo squash ha scelto l’unità e soprattutto una donna. Dopo Valentina Vezzali sottosegretario allo sport. In oltre cento anni, a parte la parentesi di Antonella Dallari, la cui vittoria fu revocata per irregolarità elettorali, nessuna delle 44 federazioni sportive nazionali aveva avuto una presidente. Che segnale è?
«Un bellissimo segnale per tutto lo sport italiano, che vuole aprirsi sempre di più, essere più inclusivo, solidale, davvero di tutti. Per me è un onore presiedere una federazione sportiva che conosco bene per aver avuto diversi ruoli, partendo dal basso, nel 2012, e per passione di madre. Mi sono avvicinata allo squash perché era lo sport di mia figlia ed è uno degli sport di riferimento nella mia città, Rende, in provincia di Cosenza. Ora, in questo momento così complicato per il mondo, proveremo a portarlo oltre la pandemia».
Il caso della pallavolista Lara Lugli dimostra che le donne nello sport continuano ad avere molti problemi da risolvere.
«Una storia che fa molto pensare. È incredibile che ancora nel 2021 una donna debba di fatto scegliere tra maternità o sport. Sono due sentimenti e due condizioni che non possono e non devono entrare in conflitto».
Tra le altre cose, la Federsquash è un caso unico: ha quasi perfetta parità tra tesserati e tesserate.
«Un patrimonio, questo, da salvaguardare e da sviluppare. Abbiamo una parità di fatto, è una grande fortuna».
È stata un’assemblea sobria: brindisi finale sul posto, con vino in bicchieri di plastica, e tantissimi applausi.
«Non è il momento di grandi svolazzi, né di festeggiamenti esagerati. In sala eravamo tutti con mascherina e col dovuto distanziamento. Avevo messo il telefonino in modalità silenziosa e solo ora sto scorrendo una marea di messaggi. Ho parlato col presidente del Coni Malagò, mi ha fatto gli auguri e io li ho fatti a lui, oggi è il suo compleanno».
Quanto è grande il mondo della Figs, quello che andrà a presiedere?
«I tesserati sono circa settemila: c’è una grande presenza in Emilia-Romagna, ad esempio, ma anche nella mia Calabria, anche se a macchia di leopardo, ci difendiamo piuttosto bene. Come federazione siamo abbastanza presenti nelle scuole, ci sono progetti di collaborazione con le elementari, tanti bambini iniziano da piccolissimi».
Qual è la priorità, adesso?
«Far sì che i danni della pandemia non ricadano in maniera devastante sulle società. E dobbiamo accelerare sull’impiantistica pubblica».
Si trasferirà a Riccione, dov’è la sede nazionale della Federazione?
«Non è necessario, resterò a Rende, ma naturalmente dovrò viaggiare molto. La tecnologia comunque ci darà una mano a mantenere un filo aperto e costante con le società».
 

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