Tokyo 2020, niente paura per la prima squadra straniera in Giappone: "Felici di accogliere le australiane"
di Cosimo Cito , di Cosimo CitoA quarantacinque giorni dall’accensione dalla fiaccola olimpica, in una situazione che i giapponesi eufemisticamente definiscono complicata, da Ota arriva il primo “Welcome” ad un team straniero, pieno di affetto e di allegria. È il sindaco di Ota, una cittadina a 100 km da Tokyo, a spezzare questo clima di sottile, strisciante diffidenza verso lo straniero. A Ota si allenano da qualche giorno le ragazze della nazionale australiana di softball: il loro lunghissimo training camp giapponese durerà fino all’inizio dei Giochi. “Siete cool” dice ora ha detto Masayoshi Shimizu, “vi ho viste allenarvi, sono molto felice che abbiate scelto la nostra città. Grazie a voi Ota è diventata famosa, ed è una cosa che mi piace sottolineare. Qui siete le benvenute”.
Il periodo di allenamento delle australiane procede per il meglio: quasi ogni giorno le giocatrici e i membri dello staff vengono testati e il …
A quarantacinque giorni dall’accensione dalla fiaccola olimpica, in una situazione che i giapponesi eufemisticamente definiscono complicata, da Ota arriva il primo “Welcome” ad un team straniero, pieno di affetto e di allegria. È il sindaco di Ota, una cittadina a 100 km da Tokyo, a spezzare questo clima di sottile, strisciante diffidenza verso lo straniero. A Ota si allenano da qualche giorno le ragazze della nazionale australiana di softball: il loro lunghissimo training camp giapponese durerà fino all’inizio dei Giochi. “Siete cool” dice ora ha detto Masayoshi Shimizu, “vi ho viste allenarvi, sono molto felice che abbiate scelto la nostra città. Grazie a voi Ota è diventata famosa, ed è una cosa che mi piace sottolineare. Qui siete le benvenute”.
Il periodo di allenamento delle australiane procede per il meglio: quasi ogni giorno le giocatrici e i membri dello staff vengono testati e il ritiro si sta svolgendo secondo il sistema della bolla. Nessuna di loro può ricevere visite o muoversi all’esterno dell’hotel liberamente. Il team gialloverde giocherà la partita di apertura del torneo contro i padroni di casa del Giappone, oro nel 2008, l’ultima volta che il softball ha avuto la vetrina olimpica. Giappone-Australia si giocherà il 21 luglio a Fukushima, e sarà, due giorni prima della cerimonia ufficiale di apertura dei Giochi, la prima “gara” dell’intera manifestazione a cinque cerchi, seguita a ruota nel pomeriggio da alcune partite del torneo di calcio femminile. “Credo che voi australiane” prosegue il sindaco di Ota, “abbiate tutto per fare un grandissimo torneo e arrivare all’argento. Sì, perché l’oro sarà del Giappone, naturalmente”. Nessun rappresentante delle istituzioni locali aveva finora usato parole così dolci e accoglienti.
Regole ferree per i giornalisti
E sarà una vera e propria missione quella dei giornalisti accreditati ai Giochi di Tokyo. Gli inviati delle testate straniere saranno geolocalizzati costantemente grazie a un sistema Gps e rischieranno di vedersi ritirare l'accredito se infrangeranno le regole sanitarie imposte per la pandemia. Lo ha annunciato la presidente del Comitato organizzatore, Seiko Hashimoto. A causa del persistere dei contagi da Covid 19, i circa 6.000 rappresentanti dei media attesi dall'estero per i Giochi dovranno fornire alle autorità giapponesi una lista dettagliata dei luoghi dove prevedono di recarsi durante le prime due settimane in Giappone. "Per essere sicuri che le persone non vadano in luoghi diversi da quelli in cui sono autorizzati ad accedere - ha dichiarato la Hashimoto prima di una riunione del comitato esecutivo di Tokyo 2020 - utilizzeremo il Gps per gestire rigidamente il loro comportamento". Anche gli atleti dovranno seguire norme rigide nei movimenti e dovranno sottoporsi a test quotidiani per garantire che non abbiano contratto il Covid durante il loro soggiorno in Giappone.
Vietato esultare
Mentre è praticamente certo che gli spettatori stranieri non saranno ammessi, gli organizzatori dovrebbero prendere una decisione alla fine di questo mese sugli spettatori giapponesi. "La curva delle infezioni è in calo in alcune aree ma a livello generale la situazione rimane imprevedibile" ha detto alla stampa il premier Yoshihide Suga. Il governo sta inoltre considerando di richiedere ai partecipanti di mostrare risultati negativi del test Covid, o il certificato che attesti di essere stati vaccinati. Tra le altre possibili misure, vi sono il divieto di esultare rumorosamente o di dare il cinque. Il governo giapponese ha deciso di estendere lo stato di emergenza fino al 20 giugno. L'attuale provvedimento in vigore in 9 prefetture, tra cui la stessa capitale e la città di Osaka, sarebbe dovuto terminare il 31 maggio.