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Olimpiadi di Tokyo, la prima atleta trans della storia è una sollevatrice di pesi neozelandese

Laurel Hubbard durante i Giochi del Commonwealth del 2018
Laurel Hubbard durante i Giochi del Commonwealth del 2018 (reuters)
Laurel Hubbard a 43 anni sarà anche la più anziana in gara. Il suo livello di testosterone è inferiore al tetto massimo stabilito dal Cio. Ma le altre atlete protestano
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La neozelandese Laurel Hubbard gareggerà alle Olimpiadi di Tokyo e in questo modo infrangerà due record. Il primo riguarda l'età: a 43 anni sarà la più anziana sollevatrice di pesi a partecipare. Il secondo, invece, è un traguardo storico: sarà la prima atleta transessuale nella storia dei Giochi.

Hubbard ha cambiato sesso otto anni fa, quando aveva 35 anni. Da allora ha rispettato tutti i parametri richiesti dal Cio per gli atleti trans. Il Comitato olimpico internazionale prevede, ad esempio, che chi dichiara che la propria identità di genere è femminile non possa più modificarla per almeno quattro anni. Soprattutto, l'atleta deve dimostrare che il suo livello totale di testosterone è inferiore a un determinato livello per almeno 12 mesi prima della competizione. Parametri che la sollevatrice ha rispettato.

La sua partecipazione è però accompagnata da polemiche interne alla comunità dei sollevatori. Secondo alcuni, infatti, la competizione non sarebbe equa, perché il limite massimo di testosterone richiesto è comunque superiore di almeno cinque volte rispetto a quello di una persona nata biologicamente donna. Tra le voci critiche c'è ad esempio quella dell'atleta belga Anna Vanbellinghen: "Sono consapevole che la cornice legale per la partecipazione dei transgender è molto difficile da individuare perché le situazioni potenziali sono infinite. Ma chiunque abbia praticato questo sport ad alti livelli sa questa specifica situazione è ingiusta per lo sport e per le atlete".

In difesa di Laurel Hubbard ha parlato il direttore del comitato olimpico della Nuova Zelanda, Kereyn Smith: "Sappiamo che quello dell'identità di genere nello sport è un tema molto delicato e complesso, che richiede di trovare il giusto equilibrio tra diritti umani e equità sul campo di gioco. Ma come squadra, abbiamo una forte cultura dell'ospitalità e dell'inclusione e abbiamo rispetto per tutti. Per questo daremo il nostro appoggio a tutti gli atleti neozelandesi".

Da parte della diretta interessata c'è solo la felicità per il traguardo raggiunto: "Sono grata e onorata della gentilezza e del supporto dimostratomi da tanti neozelandesi. Quando mi sono rotta un braccio ai Giochi del Commonwealth tre anni fa ero stata avvertita che la mia carriera sportiva avrebbe potuto essere finita. Ma l'amore delle persone mi ha trasportato attraverso il buio", ha dichiarato Hubbard. L'atleta ha alzato 185 chilogrammi in due sollevamenti e questo le ha permesso di ottenere il pass per Tokyo. Parteciperà nella categoria riservata alle donne che pesano dagli 87 chilogrammi in su.

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