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Nuoto, Oussama Mellouli: la sostanza dell'acqua. E' la sua sesta Olimpiade: "E pensare che a Sydney pensavo solo a fotografare i miti"

Oussama Mellouli 
Il tunisino racconta aneddoti sulla sua prima partecipazione ai Giochi. Intanto però sarà il quarto nuotatore di sempre a raggiungere un numero così alto di partecipazioni. Nel fondo, come uno dei più temibili avversari per gli azzurri
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Se Guillermo del Toro le ha dato forma, Oussama Mellouli è riuscito a darle sostanza. L'acqua al centro di vite parallele: quella del regista messicano, che con il suo film del 2017 ha conquistato quattro Premi Oscar, e quella del nuotatore tunisino, che lo scorso 20 giugno, all'età di 37 anni, ha conquistato la qualificazione per la sua sesta Olimpiade consecutiva. Un'impresa che solo tre nuotatori avevano centrato prima di lui: Therese Alshammar, Lars Frölander e Derya Büyükunçu. La nostra Federica Pellegrini, veterana di mille battaglie, è "ferma" a cinque. Nella 10km in acque libere sarà proprio Oussama Mellouli uno degli avversari più temibili per i nostri Gregorio Paltrinieri (che purtroppo sta combattendo contro una insidiosa mononucleosi) e Mario Sanzullo lungo la strada che porta all'oro.

Il nuotatore tunisino ha ottenuto con il decimo tempo, in 2h 02' 55''60, il pass olimpico alla FINA Olympic Marathon Swim Qualifier 2021, che si è svolta a Setúbal, in Portogallo, la città che ha dato i natali a José Mourinho. Ancora prima di tuffarsi in acqua, Ous, portabandiera della Tunisia a Rio 2016, è sicuramente l'uomo copertina, potendo esibire un palmares di tutto rispetto: nel 2012, a Londra, è diventato il primo atleta in grado di vincere una medaglia sia in acque aperte sia in piscina durante la stessa Olimpiade (bronzo nei 1500 metri stile libero e oro nella 10 km) e il primo a vincere un oro olimpico in entrambe le discipline (nel 2008, a Pechino, aveva già conquistato l'oro nel 1500m sl, primo nuotatore africano e arabo a riuscirci).

E dire che l'impatto di Ous con la rassegna a cinque cerchi è stato tutt'altro che incoraggiante. Nel 2000, a Sidney, nei 400 metri misti, Mellouli si è classificato 43esimo su 45 atleti iscritti. "Ho partecipato alla mia prima Olimpiade più con lo spirito di un turista che di un atleta, impegnato com'ero a scattare foto nel villaggio olimpico con i miei idoli Kobe Bryant, Ian Thorpe e Kieren Perkins" ricorda oggi Ous. Ma la sua versatilità in acqua (unico atleta al mondo a conquistare medaglie ai Campionati mondiali nei 400m sl, 200 e 400 misti, 15000 sl e nei 5 e 10 km in acque aperte), il suo spirito di sacrificio e il costante desiderio di superare ogni ostacolo sono state alla base della sua longevità.

Un tratto comune a campioni evergreen come Roger Federer, Tom Brady, LeBron James e Cristiano Ronaldo che dell'anno di nascita si fanno beffe. "Nel nuoto lo spirito di sacrificio è maggiore di quello richiesto in tanti altri sport più remunerativi, dove circolano molti più soldi. Noi nuotatori gareggiamo proprio per amore dello sport che pratichiamo". Un amore messo a dura prova alle Olimpiadi di Atene 2004, quando Ous finì quinto nei 400 misti a soli 2''34 dal podio nella gara vinta con il record mondiale da Michael Phelps in 4'08''26, e soprattutto nel 2007 per la squalifica di 18 mesi per l'uso dell'Adderall, un farmaco che combatte il disturbo da deficit di attenzione di cui possono comunemente far uso gli studenti sotto esame. "L'ho preso all'Università della Southern California solo per motivi strettamente legati allo studio per cercare di laurearmi il prima possibile. Ho scontato una punizione fin troppo severa".

Ma il desiderio di riscatto e di non essere etichettato anche questa volta ha prevalso. E così non solo Ous è riuscito a qualificarsi alle Olimpiadi di Pechino 2008, ma è anche riuscito a trasformare i sogni in realtà. Oggi Mellouli nuota velocemente a filo d'acqua, non ne teme più la profondità, pronto a vincere la sua ultima sfida: quella con se stesso.

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