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Tokyo 2020, il campione di judo Manuel Lombardo: "Saranno Olimpiadi giuste, gli atleti hanno sofferto"

Manuel Lombardo, 22 anni 
L'azzurro, n.1 mondiale della sua categoria: "È la fine di un incubo per tanti. Le varianti? Irrilevanti. Meglio che non ci sia pubblico, lottiamo ad armi pari"
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Salendo sul volo Alitalia per Tokyo, non ha avuto esitazioni. Nessun timore per quello che avrebbe trovato al Villaggio. Ha pensato solo una cosa: è un'Olimpiade "giusta", che va fatta per quelli come lui. Per quelli come Manuel Lombardo, numero uno del ranking mondiale del judo categoria 66 chili, una delle carte pregiate, anche se ancora sottotraccia, della spedizione italiana in Giappone. Prima di raggiungere la città di Gotemba, in attesa di trasferirsi il 22 luglio al Villaggio, il ragazzo cresciuto nella palestra torinese di Fabio Basile, oro a Rio e campione di Ballando con le Stelle, ha parlato così di Tokyo: da atleta, che ha atteso cinque anni questo momento.

Lombardo, la sua Olimpiade si consumerà nel Nippon Budokan, tempio del judo reso celebre anche da Bob Dylan: ma per il dilagare dei contagi in Giappone sarà vuoto.
"E va bene così".

Un sito olimpico a porte chiuse per pandemia, nella culla del suo sport…

Salendo sul volo Alitalia per Tokyo, non ha avuto esitazioni. Nessun timore per quello che avrebbe trovato al Villaggio. Ha pensato solo una cosa: è un'Olimpiade "giusta", che va fatta per quelli come lui. Per quelli come Manuel Lombardo, numero uno del ranking mondiale del judo categoria 66 chili, una delle carte pregiate, anche se ancora sottotraccia, della spedizione italiana in Giappone. Prima di raggiungere la città di Gotemba, in attesa di trasferirsi il 22 luglio al Villaggio, il ragazzo cresciuto nella palestra torinese di Fabio Basile, oro a Rio e campione di Ballando con le Stelle, ha parlato così di Tokyo: da atleta, che ha atteso cinque anni questo momento.

Lombardo, la sua Olimpiade si consumerà nel Nippon Budokan, tempio del judo reso celebre anche da Bob Dylan: ma per il dilagare dei contagi in Giappone sarà vuoto.
"E va bene così".

Un sito olimpico a porte chiuse per pandemia, nella culla del suo sport: non le sembra assurdo?
"Nel Budokan preferisco che non ci sia il pubblico. Mi sembrava ingiusto che i giapponesi potessero contare sulla spinta delle loro famiglie, delle loro scuole, dei loro tifosi, mentre noi non possiamo nemmeno portarci i partner per il riscaldamento".

Se i partner giapponesi non possono allenarsi con voi è per un protocollo Covid, lo stesso che impedisce ai partner che avete portato dall'Italia di entrare nel Villaggio. Che Olimpiade si aspetta?
"Sarà speciale, nonostante i timori. Credo che queste varianti del virus in realtà siano irrilevanti, e gli stranieri, noi judoka compresi,
giocheranno ad armi pari".

Cosa significa per lei arrivare a questi Giochi?
"Dico solo una cosa di questo periodo assurdo: non sono mai stato così tanto fermo senza gareggiare. Tra lockdown e una lesione al legamento della caviglia, non ho gareggiato da dicembre 2019 a ottobre 2020. Ho provato sensazioni che avrei preferito evitare, mi sono reso conto di dover ricostruire tutto da zero, col doppio della fatica. Tokyo per me rappresenta la fine di un incubo, mio ma anche di altri atleti privati di tanto negli anni migliori. La bolla? Ormai siamo abituati a questa vita".

Ci sono dubbi sull'atmosfera, poco accogliente, che potreste trovare in Giappone.
"Sarà magico, comunque. Io ci sono già stato, ai Mondiale 2019, proprio al Budokan e con lo stesso
tatami che troveremo. Sono colpito dalla cultura di questa Paese, l'unico dove i judoka vengono apprezzati come meritano. Da noi, Basile è conosciuto per Ballando con le stelle....".

Nessuna paura di quel che troverà?
"L'Olimpiade in Giappone è un sogno che si avvera. Ne ho passate tante prima di essere qui, e ho voglia di sentire il mio sport così immerso nella cultura di una nazione".