Dietro Bebe una squadra di campioni
di Mattia Chiusano , di Mattia ChiusanoUna spedizione di campioni. La finale dei 100 femminili, con le azzurre che si trasformano nella Giamaica delle Paralimpiadi, fotografa una situazione sempre più chiara. L'Italia ha presentato a Tokyo una squadra ad altissima densità di talento, dalla velocità di Ambra Sabatini ai podi ripetuti dei nuotatori Stefano Raimondi (sette), Carlotta Gilli e Giulia Terzi (cinque). Bebe Vio resta l'icona del movimento, ma è attorniata da validissimi partner e tecnici, che vengono richiesti anche all'estero. Il record che ha spazzato via il precedente di Seul 1988, 69 medaglie prima dell'ultima giornata, va "pesato" anche in base alle presenze azzurre.
In Giappone sono …
Una spedizione di campioni. La finale dei 100 femminili, con le azzurre che si trasformano nella Giamaica delle Paralimpiadi, fotografa una situazione sempre più chiara. L'Italia ha presentato a Tokyo una squadra ad altissima densità di talento, dalla velocità di Ambra Sabatini ai podi ripetuti dei nuotatori Stefano Raimondi (sette), Carlotta Gilli e Giulia Terzi (cinque). Bebe Vio resta l'icona del movimento, ma è attorniata da validissimi partner e tecnici, che vengono richiesti anche all'estero. Il record che ha spazzato via il precedente di Seul 1988, 69 medaglie prima dell'ultima giornata, va "pesato" anche in base alle presenze azzurre.
In Giappone sono stati schierati 114 atleti, con un rapporto tra presenze e podi di più di una medaglia ogni due iscritti. Per capire, alle Olimpiadi andarono in 378 per 40 medaglie, con un rapporto di uno a dieci. Abbiamo onorato l'evento, si può veramente dire. Già, ma quanto vale eccellere alle Paralimpiadi? Sarà un caso se nella Top Ten paralimpica ci sono sette nazioni che hanno terminato tra le prime dieci anche un mese fa? Si parla (in ordine alfabetico) di Australia, Cina, Italia, Gran Bretagna, Olanda, Russia e Usa. Élite ieri come oggi, e i complimenti alla squadra azzurra sono anche il riflesso di una crescita percepita a livello internazionale. Il rapporto con la disabilità accentua il gap tra nazioni all'avanguardia e altre più in ritardo.
Il Giappone che ha brillato alle Olimpiadi non è tra i primi dieci di questi giorni, la governatrice di Tokyo Yuriko Koike ha spiegato che la Paralimpiade è stata l'occasione per far crescere il rapporto, ancora faticoso, tra la società e la disabilità. I frutti arriveranno. Ogni medaglia è un seme nella terra, come gli ori di Martina Caironi a Londra 2012 e Rio 2016 hanno ispirato prima Monica Contrafatto poi Ambra Sabatini mentre si stavano ricostruendo dopo gravissimi incidenti. A Londra le medaglie azzurre furono 28. Nove anni dopo sono più che raddoppiate, e con loro, le emozioni.