Trump, boxe e dollari. Il ricordo di Gianfranco Rosi: "Quella notte di Atlantic City, mi presi il mondo in un suo albergo"
di Luigi Panella , di Luigi Panella"Per fortuna commenta, pensavo addirittura volesse combattere". Gianfranco Rosi reagisce divertito alla notizia dell'approdo in tv dell'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump come cronista: domani sarà una delle voci di Fite.tv per l'incontro programmato a Miami - di fatto una esibizione - tra la vecchissima gloria dei pesi massimi Evander Holyfield, 59 anni il prossimo ottobre (per chi lo ignorasse, è quello a cui Mike Tyson stacco un orecchio con un morso) e Vitor Belfort, ex stella MMA, appena 44enne. Insomma, scarsi presupposti di credibilità tecnica, il che aumenta le chance di Trump di diventare la vera star della serata.
Quel giorno del 1989 al Trump Castle
"Uno come lui è capace di tutto, è appariscente in tutti i sensi, e comunque di sicuro il pugilato lo conosce". Rosi ha legato l'impresa forse più grande della sua straordinaria carriera proprio al nome di Trump. Anno 1989, mese di luglio. …
"Per fortuna commenta, pensavo addirittura volesse combattere". Gianfranco Rosi reagisce divertito alla notizia dell'approdo in tv dell'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump come cronista: domani sarà una delle voci di Fite.tv per l'incontro programmato a Miami - di fatto una esibizione - tra la vecchissima gloria dei pesi massimi Evander Holyfield, 59 anni il prossimo ottobre (per chi lo ignorasse, è quello a cui Mike Tyson stacco un orecchio con un morso) e Vitor Belfort, ex stella MMA, appena 44enne. Insomma, scarsi presupposti di credibilità tecnica, il che aumenta le chance di Trump di diventare la vera star della serata.
Quel giorno del 1989 al Trump Castle
"Uno come lui è capace di tutto, è appariscente in tutti i sensi, e comunque di sicuro il pugilato lo conosce". Rosi ha legato l'impresa forse più grande della sua straordinaria carriera proprio al nome di Trump. Anno 1989, mese di luglio. Qualcuno lo dà sul viale del tramonto, 'colpa' della sconfitta di dodici mesi prima contro il Cobra Donald Curry. Ma arriva una nuova chance mondiale: avversario Darrin van Horne, detentore del titolo Ibf, belloccio, personaggio. La rivista The Ring gli dedica una copertina con un titolo emblematico, 'Milion Dollar Baby'. Un personaggio così non può non piacere ad un altro belloccio come Trump (parliamo ovviamente di oltre trenta anni fa) che il milione di dollari lo ha superato ampiamente e da un pezzo. La sede del match è uno dei suoi alberghi casinò di Atlantic City, il Trump Castle.
La presentazione da show man
"Arrivai negli Stati Uniti alcuni giorni prima del match - ricorda Rosi - . La conferenza stampa di presentazione è la cosa che mi è rimasta più impressa. Una sala immensa nell'albergo, nove schermi supergiganti. Proprio Trump apre la serata, chiama van Horn, è un'ovazione. Tocca a me, ma all'epoca parlavo poco inglese e mi viene un'idea. Mi presento con una maglietta con scritto in inglese 'A te ci penserò domani' suscitando la curiosità generale". Rosi ci 'pensa' davvero, vincendo e tornando dall'America con il titolo mondiale: è il terzo ed ultimo italiano ad esserci riuscito dopo Primo Carnera e Nino Benvenuti.
"Ma al di là di quel giorno, in ogni trasmissione che presentava il match, Trump veniva interpellato e non perdeva occasione di dire la sua. Diciamo che non potevo immaginare che sarebbe diventato presidente, ma quando è stato eletto non sono neanche rimasto più di tanto sorpreso...".
Trump tra Tyson, Mayweather e George Foreman
Ora Trump riparte dalla tv e dal 'suo' pugilato. Del resto Mike Tyson ha espresso gradimento per lui in campagna elettorale, magari memore di quel mega party organizzato dal tycoon dopo che l'allora giovane Iron Mike non aveva avuto pietà del vecchio Larry Holmes distruggendolo in 4 round. E così hanno fatto Floyd Mayweather e addirittura George Foreman, il co-protagonista insieme a Muhammad Ali dell'epico 'Rumble in the Jungle' a Kinshasa, nonché campione olimpico dei pesi massimi a Messico 1968. Foreman a quella Olimpiade non fece come Smith e Carlos: loro esibivano sul podio il guanto nero della protesta, lui prese la bandiera americana e la sventolò orgoglioso sul ring. "Spero che Donald Trump sia il prossimo presidente degli Stati Uniti, sarebbe divertente per quattro anni", affermò prima delle elezioni del 2016, e non si può dire che il 'divertimento' gli sia mancato.
Il perdono presidenziale dato a Jack Johnson
Ma anche da presidente, Trump a continuato a strizzare l'occhio al ring. Ha ad esempio concesso il perdono presidenziale a Jack Johnson, primo campione nero della storia dei pesi massimi, che oltre cento anni prima era stato condannato, in un processo a chiaro sfondo razziale (giuria solo bianca) per aver violato il Mann act, la legge che proibiva di "portare donne da uno Stato all'altro" per "propositi immorali".
Ora Trump riannoda i fili, stavolta con il microfono invece che con gli alberghi e con quella formuletta semplice ed efficace. Camere sapientemente offerte a prezzi accettabili, perché tanto chi va, qualche quattrino lo lascia spesso e volentieri nella sale da gioco. Mica tutti però: "Quella notte ad Atlantic City uno ebbe il coraggio di puntare una grossa somma su di me e gli feci vincere quattrocentomila dollari - ricorda Rosi -. Me ne avesse dato uno in segno di riconoscenza..."