Boxe, Cammarelle: "Vincerà Joshua". Russo: "No, Usyk è 'piccolo' ma è più forte". Allo stadio del Tottenham il mondiale dei massimi
di Luigi Panella , di Luigi PanellaPrima fermata Londra. Prossima fermata Londra. L'Olimpiade inglese del 2012 li ha lanciati nell'orbita del pugilato mondiale, sabato sera lo stadio del Tottenham con i suoi sessantamila spettatori sarà il crocevia del loro futuro. Anthony Joshua e Oleksandr Usyk hanno confermato la purezza dell'oro olimpico anche tra i Pro. Il primo, inglese di Watford con origini nigeriane, è diventato una vera e propria star, nel Regno Unito e non solo. Faccia pulita della boxe (solo un vecchio scivolone con la giustizia ormai ampiamente archiviato), è il campione del mondo dei pesi massimi (versioni Wba, Ibf e Wbo). Inoltre, è ormai sulla bocca di tutti il progetto di riunificazione sotto un unico monarca della categoria regina. L'altra fetta di titolo, quella della prestigiosissima Wbc, se la giocheranno il prossimo 9 ottobre a Las Vegas il detentore Tyson Fury e lo statunitense Dentonay Wilder, sarà il capitolo finale della loro trilogia.
…Prima fermata Londra. Prossima fermata Londra. L'Olimpiade inglese del 2012 li ha lanciati nell'orbita del pugilato mondiale, sabato sera lo stadio del Tottenham con i suoi sessantamila spettatori sarà il crocevia del loro futuro. Anthony Joshua e Oleksandr Usyk hanno confermato la purezza dell'oro olimpico anche tra i Pro. Il primo, inglese di Watford con origini nigeriane, è diventato una vera e propria star, nel Regno Unito e non solo. Faccia pulita della boxe (solo un vecchio scivolone con la giustizia ormai ampiamente archiviato), è il campione del mondo dei pesi massimi (versioni Wba, Ibf e Wbo). Inoltre, è ormai sulla bocca di tutti il progetto di riunificazione sotto un unico monarca della categoria regina. L'altra fetta di titolo, quella della prestigiosissima Wbc, se la giocheranno il prossimo 9 ottobre a Las Vegas il detentore Tyson Fury e lo statunitense Dentonay Wilder, sarà il capitolo finale della loro trilogia.
La star Anthony Joshua, l'enigmatico Usyk
Personaggio e macchina da quattrini sapientemente guidata dall'organizzatore Eddie Hearn, Joshua è stato bravo nel ricostruirsi dopo la sconfitta choc di New York contro il 'paffuto' ma efficace Andy Ruiz, poi battuto nella rivincita. Di fronte avrà Usyk, ucraino, 34 anni, meno personaggio, più enigmatico. In conferenza stampa si è presentato vestito da 'Joker', quasi per vivacizzare l'immagine seriosa. Quel che è sicuro, si tratta di un grande pugile. E' nato a Sinferopoli, in Crimea, ha giocato a calcio fino a 15 anni, poi si è dato alla boxe. Scelta giusta. Da professionista ha collezionato corone tra i pesi massimi leggeri fino al punto di riunificare il titolo, ora tenta la grande affermazione nella categoria più pesante che già nel match di 'assaggio' contro Chisora ha sperimentato nella sua durezza. Da dilettante si è visto sbarrare la strada da Clemente Russo a Pechino ma si è preso la rivincita 4 anni dopo in finale a Londra.
Russo: "Per me vincerà Usyk"
"Per me vince Usyk", sentenzia drastico proprio Clemente Russo. "Può spuntarla ai punti, ma considerando che si combatte in Inghilterra potrebbe avere difficoltà a convincere i giudici. Penso però che possa farcela anche prima del limite, diciamo in un lasso di tempo tra l'ottava e la dodicesima ripresa". Russo individua anche la chiave tattica: "Usyk è più basso, dovrà accorciare la distanza ed andare più sotto possibile lavorando in velocità. Ha i mezzi per farlo, anche Ruiz era più piccolo di Joshua ma nel primo match tutti sappiano come è andata...". Insomma, fiducia illimitata: "Dopo Londra ero sicuro che Usyk avrebbe fatto una carriera del genere. E' un pugile supercompleto, con pochi punti deboli".
Cammarelle: "Non sono d'accordo, Joshua è più forte. Vedo il ko"
"Non la vedo come Clemente, per me vince Joshua". Roberto Cammarelle l'Olimpiade di Londra la chiuse proprio nella finale della categoria dei massimi contro Joshua, perdendo ai punti con un verdetto che a distanza di nove anni fa ancora sobbalzare parecchi."Tendenzialmente penso che l'incontro si concluderà prima del limite, anche se non è scontato. Tecnicamente è più bravo Usyk, ma questa non è la sua categoria. Può dare fastidio a Joshua nonostante l'altezza inferiore perché quelli bassi sono difficili da tenere alla corta distanza, inoltre partono prima di essere visti da una più alto. Però se Joshua imporrà la sua fisicità, finirà probabimente per chiuderla per ko. L'unica condizione è che non deve cercarlo ossessivamente, ma facendo una boxe attenta sulla distanza". Cammarelle non vede grosse 'parentele' tra il Joshua da lui affrontato e quello attuale: "Si è trasformato dopo Londra, ha lavorato su se stesso, è diventato un peso massimo molto importante. Inoltre credo che abbia fatto un ulteriore cambiamento, ancora più radicale, dopo la scontitta con Ruiz lavorando molto sulla tecnica".
Il problema dei 'piccoli' nei pesi massimi
Analisi che ruotano inevitabilmente sulla differenza di stazza, da sempre bivio per chi vuole diventare re di massimi provenendo da categorie più piccole. Una differenza che tra massimi leggeri e massimi non è stata comunque per forza di cose decisiva. Evander Holyfield, che recentemente ha 'rovinato' la sua immagine tornando sul ring a 59 anni e prendendole di santa ragione, partendo dai massimi leggeri è stato un massimo di valore assoluto, capace di battere due volte Mike Tyson. E, restringendo il panorama all'Inghilterra, David Haye salendo nella categoria più pesante è riuscito a battere il gigante Valuev: un metro e noventuno contro due metri e tredici, anche se va detto che, a parte la differenza molto inferiore tra Joshua e Usyk (198 cm a 191), il campione di Watford ha ben altro spessore rispetto al grezzo omone russo.
Un secolo di battaglie
Insomma, era molto più decisiva la differenza quando nella boxe non c'era la proliferazione delle categorie e dopo i massimi trovavi solo i mediomassimi. Qui il discorso era più complesso. Il primo a riuscire nell'impresa di conquistare entrambi i titoli fu Michael Spinks, che ebbe la meglio due volte su Larry Holmes. Ma ci è voluto quasi un secolo... Da Archie Moore a Bob Foster, tanti i fuoriclasse tra i mediomassimi che hanno pagato il grande salto a caro prezzo. E anche in età pionieristica, restano leggendari i tentativi del francese Georges Carpentier nel 1921 contro Jack Dempsey e soprattutto di Stanley Ketchel: era soprannominato l''Assassino del Michigan', veniva addirittura dai pesi medi. Nel 1909 era sostenuto da tutta l'America bianca, la speranza era che detronizzasse il campione, Jack Johnson, il primo nero nella storia del massimi. Dotato di straordinaria potenza, Ketchel riuscì a mettere al tappeto Johnson nel corso del dodicesimo round. Per sua sfortuna però, il campione si rialzò e lo distrusse.
Usyk: "Di questo match si parlerà a lungo". Joshua: "L'ho studiato fin da quanto eravamo dilettanti". In Italia il match su Dazn
"Prometto che sarà una sfida di cui la gente parlerà a lungo - le parole di Usyk -. Tanti combattimenti hanno fatto la storia e Joshua e io ora ne scriveremo un'altra pagina, e in tanti parleranno di questo match fra coloro che lo vedranno dal vivo o dalla televisione. La potenza dei colpi non risolve sempre i match e l' altezza ancora meno".
"Sono stato sulla scena dilettantistica abbastanza a lungo da conoscere il valore di Oleksandr - ha replicato Joshua- Ho studiato a lungo la sua boxe e amo il suo stile ucraino come amo il popolo ucraino. Non per niente nel 2017 mi sono confrontato con Wladimir Klitschko. Ma è chiaro che voglio vincere". Il macth in Italia sarà visibile su Dazn.