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Boxe, mondiali Elite: più ombre che luci per l'Italia, passa solo Mouhiidine

Una fase del match tra Mouhiidine e Filipi 
Negli incontri della quinta giornata avanza solo il campano. Fuori Spada, Cappai e Faraoni
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Non è stata una grande giornata per la boxe italiana ai Mondiali di pugilato dilettanti in corso di svolgimento a Belgrado. L'unico a passare il turno tra i quattro azzurri impegnati è stato nei 92 kg Abbes Mouhiidine. Una vittoria senza eccessivi problemi contro il croato Filipi, come sancito dal 5-0  decretato dai giudici. Mouhiidine ha boxato in scioltezza, senza caricare i colpi e badando soprattutto ad evitare le velleità del non irresistibile croato.

Stesso risultato, ma stavolta contrario, per il  Il 'millennial' Simone Spada nei 60 kg. Il verdetto unanime ha infatti premiato l'azero Tayfur Aliyev, elemento di maggiore esperienza e partecipante tra l'altro alla recente Olimpiade di Tokyo. La differenza l'ha fatta il tempismo di Aliyev, che si è mosso molto, evitando che Spada riuscisse a togliergli spazio e rientrando spesso, sia pure con colpi isolati comunque sufficienti per convincere i giudici.

Male Manuel Cappai nei 54 kg: 30-27 su tutti e cinque i cartellini per il suo avversario, il giapponese Tsuboi. Troppo lento Cappai nell'uso del jab nonostante il maggiore allungo. Il giapponese, nettamente più rapido, ha fatto dell'anticipo l'arma che gli ha permesso di portare a termine con sicurezza il match.

Infine, poche recriminazioni per Francesco Faraoni nei 71 kg. Il romano ha disputato un discreto match, ma il suo avversario, lo statunitense Bartee-El, ha semplicemente dimostrato una qualità tecnica superiore.

 

 

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